La compagnia “Dio Bacco”

La compagnia “Dio Bacco”

Il 1946 fu anche a Iseo, come per tutta Italia, l’anno della svolta. Nell’anno della nascita della Repubblica, la nostra cittadina si rivelò prodiga di iniziative rivolte al futuro. Anzitutto, all’Ospedale di Iseo, nacque per volontà di Angelo Bracconi un gruppo di donatori di sangue che l’anno successivo si trasformò nella sezione intercomunale dell’Avis. Secondariamente riaprirono le scuole, in ritardo a causa dei danni subiti dai bombardamenti e dalla carenza di combustibile per gli impianti di riscaldamento. Vennero avviate le opere di rinnovo dell’illuminazione pubblica e quelle di ampliamento dei cimiteri (si concluderanno nel 1951).

Peculiarità del nostro territorio fu la presenza dell’Oratorio Salesiano che permise, sul versante del sociale, la nascita di numerose associazioni che rappresentarono per la popolazione l’occasione di ritrovarsi, partecipare e stare insieme dopo lo smarrimento della Seconda Guerra Mondiale. Viva e operosa per anni fu l’associazione dei Padri di Famiglia, attiva nella manutenzione e nella sistemazione delle strutture oratoriane. E i giovani, quelli non ancora ventenni, si dimostrarono altrettanto ben disposti fondando, sotto la direzione di don Ilario Bussoletti, la gloriosa OR.SA. che ancora oggi porta quel nome così carico di tradizione e ricordi commossi.

Ma c’era ancora un altro gruppo, passato forse in sordina rispetto agli altri, e che quest’anno conta ben 72 anni di esistenza nonostante non sia più attivo da tempo (per ovvi motivi): parlo della Compagnia del Dio Bacco dei 13 Soci Alègher”.

Il nome, beninteso, lascia presupporre il ruolo centrale del vino, ma attenzione: non era un club di buontemponi. Il vero obiettivo era la “compagnia”, la volontà di alimentare l’amicizia e l’aggregazione dopo gli anni duri e dolorosi del conflitto.

La Compagnia, trascorrendo del tempo insieme, animava la vita dell’Oratorio che rinasceva e soddisfaceva inoltre la curiosità di chi non aveva ancora potuto conoscere città diverse. Vennero pertanto organizzate gite (a Roma, Firenze, Assisi, Venezia) coi mezzi poveri di allora. Ma anche le visite (bisognava tenere alto il nome dell’associazione) alle cantine di Friuli, Piemonte e Toscana. E tutto, rigorosamente, nel segno di un’amicizia collaudata.

Ma chi erano i 13 ‘compagni’? Ecco l’elenco:

Bona Aurelio (Cül de bòta)

Cappiello Angelo (Belazì)

Conti Romano (Gioanì brèma)

Consoli Mario (Io – Frér Ströt)

Lancini Angelo (Bìgol de sì)

Don Gianni Premoli (Cül Grèf)

Tonini Elio (Nazù)

Giacomino Zatti (Selàio – Ansia)

Giacomo Zatti (Bàgol – Maiòvi)

Archetti Sandro (Magno – Taiadèi)

Consoli Cesare (Gèri – Spacatübi)

Zani Faustino (Faüstì)

Restano da ricordare i soci onorari Achille Sgarbi, ex sindaco di Iseo e Giuseppe Gatti detto Pino.

Per ciascuno dei 13, come indicato,uno scötöm azzeccato.

Vicende di un tempo lontano, ricordi che brillano ancora negli occhi degli ultimi sopravvissuti di quei decenni di miseria e speranza. Un tempo che permane nella memoria, che non è ancora perduto e vale la pena di proporre come testimonianza ai posteri.

Michele Consoli

da Punto d’Incontro nr.71 / ottobre 2018