VALENTINO BEDESCHI

VALENTINO BEDESCHI
(Fusignano, 8/08/1985 – Iseo, 28/12/1963)

«[…] Sembrava lievitare come in un sogno perpetuo, al di sopra delle quotidiane tribolazioni terrene. Il suo pensiero era di un candore e di un’ ingenuità così trasparenti che incutevano rispetto e suscitavano omaggio ed ammirazione, ancora vivi ed intatti oggi in quanti lo hanno conosciuto e frequentato. Lui, il professore. Il professor Valentino Bedeschi.»

Transitando da via Bedeschi per andare a lezione presso l’Istituto Superiore G. Antonietti, può darsi che qualche studente si sia chiesto chi fosse questo emerito personaggio al quale Iseo ha dedicato una via.

Nato a Fusignano (Ravenna) scelse Iseo come luogo di quiescenza nel 1952, dopo aver retto per anni la cattedra di disegno e storia dell’arte presso l’Istituto Magistrale Veronica Gambara di Brescia, lasciando un segno indelebile nelle generazioni di maestre che l’hanno avuto come valente ed equilibrato insegnante.

Bedeschi conosceva a fondo la sua professione: lo dimostra il successo, incontrato in tutta Italia, del suo manuale sull’insegnamento del disegno negli Istituti Magistrali, pubblicato subito dopo la riforma Gentile del 1933. Tale manuale rimase sul mercato italiano senza veri competitori per molti anni. Preparatissimo nel campo della storia dell’arte, socio corrispondente dell’Ateneo di Brescia e di Accademie ed Atenei di Romagna, diede validi contributi (e a volte definitivi) su molte delicate questioni riguardanti monumenti medioevali di Brescia, di Iseo e di Ravenna, con particolare riguardo a quelli del periodo bizantino.

In gioventù fu anche pittore: i suoi dipinti, i quali testimoniano le sue notevoli capacità al cavalletto, si caratterizzano per le allusioni simboliche a sostegno del soggetto principale. Bedeschi, tuttavia, è ricordato essenzialmente per le prolifiche ricerche nel campo locale dell’architettura, della topografia e della toponomastica. Ordinatissimo, metteva da parte giornali, periodici, inserti, ritagli, fotografie che sistemava e schedava per materie, in raccolte ed album nei quali conservava anche biglietti di viaggio, di ingresso ai musei e ricordi di ogni sorta.

Cultore della storia come salvaguardia del passato, disegnava abbozzi di mura e antiche costruzioni medievali e romane, annotando le proprie puntuali osservazioni sui soggetti indagati in libri e pubblicazioni. Per questa sua passione Bedeschi fece infuriare diversi storici: celebre la tenzone avuta con Gnaga, seguita dalla stampa cittadina e durata per circa dieci anni (1932 – 1943), il quale lo accusò di compiere studi induttivi, vaghi e imprecisi.

La sua Brescia disegnata con la china, così come le sue riproduzioni della vecchia Iseo (della quale scoprì una remota corrente stradale oggi scomparsa) si caratterizzavano per lo stile inconfondibile, quasi tipografico, realizzato con penna, pennino ed inchiostro, perfetto nel segno. Ciò rendeva i suoi manoscritti, ritratti e particolari architettonici talmente incisivi e precisi quali solo la grafica computerizzata oggi riesce a realizzare.

Di indole pacata e mite, per Bedeschi le sue indagini erano soprattutto memoria: in quegli anni caratterizzati dal boom edilizio e industriale, il professore regalò un ultimo sguardo sull’Iseo delle Filande e dei «barcù» che andavano via via cedendo alla ferrovia il primato del trasporto delle merci.

Tra l’Ottobre e il Novembre del 2015, le Sale dell’Arsenale ne hanno omaggiato la memoria con una mostra curata da Mino Botti, dal titolo «Bedeschi. Visioni di Iseo».

(In foto: Valentino Bedeschi e l’inseparabile cagnolino. Rimasto vedovo nel 1955, riversò il suo affetto sull’animale, della cui compagnia non si privò mai. Quando il cane morì, lo fece imbalsamare, collocandolo sul mobiletto di centro dell’ingresso della sua casa in Piazza Garibaldi. )

Michele Consoli

Biblioteca Comunale di Iseo

Fonti:

Botti M., Valentino Bedeschi. Il maestro gentile, in «Noter de Isé», inverno 2015, inserto.

Fava F., Il professore e il cagnolino, Bresciaoggi, 1991, p.5.

Trainini G., Il professor Bedeschi … chi era costui?, in «Noter de Isé», Inverno 2008, pp. 4,5.

Troncana A., Il mondo di Valentino Bedeschi maestro gentile in mostra ad Iseo, Corriere della Sera, 2015.

Volpi V., Oberto Ameraldi. Una vita di fede per la scuola, Brescia, Fondazione Civiltà Bresciana (Cattolici e società. Documenti memorie e immagini), 2000, pp.877 – 878.