ALESSANDRO BONA

ALESSANDRO BONA

(Iseo, 29/10/1958 – Iseo, 24/05/2003)

«Il mattino ha l’oro in bocca!»

Alessandro “Sandro” Bona nasce ad Iseo da Matteo e dalla nobildonna Maria Vittoria Colleoni, discendente del celebre condottiero Bartolomeo Colleoni.

Sin da piccolo, respira in famiglia un raffinato clima culturale, oltre all’interesse per la storia e per il collezionismo. Come il padre infatti, appassionato di storiografia numismatica, Sandro è un attento collezionista di antichi giocattoli in latta, trenini, modelli d’imbarcazioni e vecchie cartoline raffiguranti qualsiasi mezzo di trasporto.

Compiuti gli studi dell’obbligo, in seguito al diploma di liceo scientifico si laurea in architettura presso il Politecnico di Milano con il massimo dei voti, lode, menzione e dignità di stampa. Nella tesi, Bona presenta il progetto dell’arredo di una scuola per l’infanzia, il cui modello viene poi realizzato, prodotto ed impiegato tuttora in svariati istituti scolastici. Amante dello sci e soprattutto della vela, partecipa a numerose regate nazionali e internazionali conseguendo ottimi piazzamenti quali il titolo nazionale 420 junior, le competizioni sul Sebino e sul Garda in coppia con l’iseano Elio Sina, la vittoria alla Kiel Woke in Germania, il secondo posto alla Key West negli USA, il secondo posto per ben due anni consecutivi (1998 – 1999) ai campionati mondiali.

Bona raggiunge l’apice della propria carriera velistica quando, nell’equipaggio dello storico amico e compaesano Giorgio Zuccoli, vince il titolo mondiale a La Rochelle (2000). Nel 1984 Bona convola a nozze con Ines Moretti, matrimonio dal quale nascono le figlie Giulia (1984) e Chiara (1991). Dopo una gavetta in studi d’architettura di alto livello (ad esempio quello di Renzo Piano) decide di avventurarsi nella libera professione con il collega Massimo Castagna, inaugurando l’inizio di una proficua attività professionale che vedrà impegnati i due architetti in diversi progetti. In quegli anni Bona si guadagna progressivamente il ruolo di riferimento professionale per molte famiglie iseane e non, partecipando al recupero e al restauro di storici edifici e borghi del territorio.

Bona partecipa infatti ai primi passi del recupero dell’antico borgo iseano del Cavone, opponendosi con forza all’ipotesi di destinazione turistico ricettiva accarezzata dall’allora amministrazione comunale, arrivando a rassegnare le dimissioni dall’incarico di membro della commissione edilizia. Mediante un’attenta e coerente ristrutturazione, inoltre, Bona restituisce splendore allo storico albergo Fenice di Pilzone, il cui prestigio era andato scemando nel corso dei decenni.

Alessandro raggiunge tuttavia il culmine della soddisfazione personale, intellettuale e professionale firmando lo straordinario progetto della piramide sull’Everest, sede di una base scientifica italiana tuttora in uso, situata sul versante meridionale dell’Everest, a circa 5000 m di altitudine. L’idea, promossa da Ardito Desio, Agostino Da Polenza, Mino Damato e Renato Moro, trova sviluppo grazie ad un apposito comitato in seno al Comitato Nazionale per le Ricerche (CNR). Bona, con il partner Castagna, l’ing. Micheletti e le aziende coinvolte nel progetto, realizzano a tempo di record la struttura, al fine di consentirne l’esposizione alla Fiera di Milano del 1989, per l’inaugurazione dell’allora presidente del consiglio Ciriaco De Mita. Tra mille difficoltà burocratiche, tecniche e geofisiche, sconvolgimenti dovuti alla mutata situazione politica cinese in seguito alla strage di piazza Tienanmen, e nonostante i complicati rapporti diplomatici tra i Paesi coinvolti, il progetto arriva a compimento e la piramide, inizialmente prevista per il Tibet, viene collocata in territorio nepalese, mediante un macchinoso quanto ingegnoso piano di trasporto e assemblaggio.

Attivata nel 1990, inaugurata alla presenza del novantatreenne Ardito Desio, la piramide rappresenta uno dei simboli della creatività e della capacità scientifica e tecnologica italiana, oltre che un punto di riferimento nella ricerca meteorologica, idrologica, geologica, medica, etnografica, zoologica e botanica. Al rientro dall’impresa, Bona viene celebrato dall’amministrazione comunale con gli onori cittadini e, con il collega Castagna, è più volte elogiato sulle testate giornalistiche della provincia. Orgoglioso di tale traguardo, Sandro inizia ad esercitare in ambiti sempre più importanti la propria professione, allargando le competenze stesse dello studio che nel frattempo aveva trasferito la propria sede ad Iseo.

Nella notte tra il 23 e il 24 Maggio del 2003, coinvolto in un tragico incidente stradale, Alessandro Bona muore improvvisamente a soli 44 anni.

(In foto, partendo dall’alto: Bona, Buddy Melges e Giorgio Zuccoli dopo la vittoria al mondiale de La Rochelle del 2000. In basso, Alessandro Bona immerso tra i cimeli della propria collezione e la piramide del CNR da lui progettata).

Michele Consoli

Biblioteca Comunale di Iseo

Fonti:

• Si ringrazia la famiglia Bona, nella persona della moglie e delle figlie, per l’aver messo a disposizione il materiale biografico.

• Da Polenza A., Everest – K2 montagne di sogno, Clusone, Ferrari Editrice, 1994.

• Valsecchi A. (a cura di), Il complesso architettonico del Cavone. Storia e recupero di un antico insediamento nel territorio d’Iseo, Brescia, Grafiche Artigianelli, 2015