(Clusane, 13/10/29 – Clusane, 31/07/11)
«Si rivela il valore di una società non tanto dal suo grado di efficienza, quanto dal suo potere umanizzante. La persona in difficoltà, sia essa anziana, malata o disabile, non è spenta nei desideri ed estranea ad ogni sentimento; è e resta una persona capace di sensibilità e di relazione, che esige rispetto e dignità».
Pierino Ferrari nasce a Clusane, frazione d’Iseo, sul finire degli anni ’20. Da sempre soprannominato “Pierì del Süpela”, entra in seminario durante l’adolescenza diventando sacerdote nel 1955. Assume ben presto la carica di vice rettore del seminario diocesano di Brescia, ricoperta fino al 1960, periodo durante il quale frequenta anche il Pontificio Istituto di Musica Sacra di Milano.
Curato a Calcinato fino al 1975, diventa per la prima volta parroco di Berlingo, nella bassa bresciana, dal 1976 al 1982. Successivamente diventa parroco del suo paese natale, Clusane, guidando la parrocchia di Cristo Re per ben 22 anni, collaborando come presbitero anche dopo la pensione.
La prima necessità avvertita da don Pierino, fin dagli anni ’60, è quella di promuovere nella Chiesa una presenza semplice ma significativa di testimoni che, imitando il messaggio cristiano, vivano in piccole comunità nelle quali condividere la vita con i poveri, considerati come persone degne del più ampio rispetto. Forte di queste convinzioni, animato da un temperamento intrepido e coraggioso, dà vita ad una serie di esperienze in tale direzione:
• Comunità maschile del “Cenacolo” di Calcinato, fondata nel 1962, che ad oggi gestisce una Residenza Sanitaria per anziani di Berlingo denominata “Betsabea”;
• Comunità femminile “Mamré” di Clusane, della quale quest’anno ricorre il 50esimo anniversario, che attraverso la Fondazione Mamré gestisce attualmente 17 servizi residenzialie diurni per persone disabili, anziane e minori nella provincia di Brescia;
• Nel 1987 stimola il cav. Firmo Tomaso a costituire l’associazione di volontariato “Operazione Mamré”, a sostegno delle opere promosse da Mamré.Negli anni ‘80 si inoltra nel mondo della sofferenza dei malati di cancro. Con una brillante intuizione, in un periodo storico in cui la cultura della prevenzione risulta ancora abbastanza arretrata, dà vita al gruppo “Raphael”, sorto nel 1982 e costituitosi in cooperativa di solidarietà sociale il 13 Gennaio del 1984, che attualmente gestisce due ambulatori di prevenzione a Clusane e a Calcinato, oltre che servizi socio sanitari a Desenzano del Garda.
Nel 1994 prende vita l’ “Associazione Amici di Raphael” a supporto della cooperativa stessa. Nel 1990, per volere di don Pierino e grazie al contributo di Luciano Gatti, sotto la direzione di Angelo Onger nasce “Radio Raphael”, emittente radiofonica dell’ente. Nel 1989 don Pierino incontra mons. Gian Vincenzo Moreni, Nunzio Apostolico nelle Filippine durante una visita agli ambulatori Raphael di Calcinato.
Grazie all’intercessione di Moreni, appassionato dalla causa di Raphael, nel 1991 don Ferrari acquista a prezzo agevolato l’immobile dell’ex seminario di Rivoltella del Garda, di proprietà dei frati francescani. In un’ala dell’edificio, adeguatamente ristrutturata, la Cooperativa Raphael apre nel 1996 un laboratorio di analisi ematochimiche e, nel 1997, un ambulatorio oncologico. Nel ’96 un gruppo suore missionarie francescane comincia a risiedere nello stabile, avviando un’esperienza comunitaria. Si tratta delle Missionarie Francescane del Verbo Incarnato, congregazione fondata da madre Giovanna Francesca dello Spirito Santo (al secolo Luisa Ferrari), che con don Pierino ebbe una lunga, profonda e feconda amicizia. Le religiose, due delle quali native di Clusane, infatti, offrono una fattiva collaborazione con la cooperativa, mediante attività di assistenza domiciliare, coordinando i volontari del basso Garda e offrendo ascolto e supporto spirituale alle persone che ne esprimono il bisogno.
Nel 2000, saldata l’ultima rata del debito con i frati francescani, don Pierino cede gratuitamente la proprietà dell’immobile all’Associazione Comunità Mamré, con l’impegno di ristrutturarlo, al fine di installarvi un ospedale oncologico. A sostegno del progetto nel 2003 don Pierino avvia l’operazione “Centomila sentinelle”, saldo nelle proprie convinzioni umanitarie:
«Vi sono, da un lato, molte persone deboli, ferite, malate e, dall’altro lato non mancano energie giovani e forti. Potessi con la mia stimolazione dare un piccolo aiuto perché si incontrino gli “arditi” e i “deboli”, così da fare una sola famiglia, la famiglia dei figli dell’amore.».
Il 15 Marzo del 2006 iniziano i lavori edili per la costruzione dell’ospedale oncologico denominato “Laudato sì”. Il 19 giugno del 2006 si costituisce la Fondazione Laudato Sì con il compito di gestire il processo, della durata prevista di 3 anni, di realizzazione del nuovo edificio. La fondazione nasce come intreccio di tre realtà istituzionali caratterizzate dalla condivisione dei medesimi obiettivi: l’Associazione Comunità Mamré, l’Associazione Comunità del Cenacolo e la Congregazione delle Missionarie Francescane del Verbo Incarnato. A motivo del mutato scenario legislativo, tramonta il progetto originario di una vera e propria clinica, giungendo tuttavia alla creazione di una struttura sanitaria aperta alla risposta dei bisogni socio sanitari emergenti nell’attuale contesto sociale, con particolare attenzione a quelli oncologici. Gli ambulatori del complesso sanitaria vengono inaugurati nel 2017.
L’ideale di don Pierino, convinto della necessità di rinnovare le cose dal “di dentro”, ponendosi in atteggiamento di servizio e senza nascondersi dietro l’alibi della facile contestazione verso le istituzioni, produce negli anni uno scenario di impegno operativo articolato in diverse aree: il sostegno ai soggetti socialmente più deboli e svantaggiati favorendo la loro integrazione in comunità residenziali, l’aiuto ai malati di cancro offrendo loro assistenza e cure adeguate, ma anche la formazione permanente come unica possibilità per operare un reale cambiamento.
A tal proposito, don Pierino istituisce nel 1988 la fondazione “Maria Rosa Cremonesi” con sede a San Zeno, la quale gestisce una biblioteca oncologica, chiusa con l’avvento delle riviste online. Compositore e polistrumentista talentuoso, suona chitarra, pianoforte e diversi strumenti a fiato, arrivando a dirigere persino una banda. Autore esuberante, prolifico di saggi, racconti, poesie teatrali, memorie, non nasconde la propria vis polemica e caustica, leggibile soprattutto nei propri carteggi indirizzati ad amici e conoscenti, nei quali si evince la ferrea volontà di suscitare l’altruismo nel proprio interlocutore. I suoi componimenti dialettali si ritrovano a commento delle fotografie storiche del maestro Carlo Lanza (vedi biografia), le quali, riprodotte su appositi pannelli, costellano le vie e gli scorci più significativi della frazione di Clusane.
Figura tra le più originali e operose del clero bresciano, don Ferrari muore il 31 Luglio di dieci anni fa, stroncato da un male incurabile. I funerali, nella chiesa di Cristo Re in Clusane, vengono celebrati dall’allora vescovo di Brescia mons. Luciano Monari.
Il 31 Luglio del 2016, a 5 anni dalla scomparsa, una folla di amici, parrocchiani, iscritti e volontari delle varie associazioni, guidati dal vescovo emerito di Brescia Mons. Giulio Sanguineti, rende omaggio alla tomba di don Pierino nel cimitero di Clusane. Alla cerimonia commemorativa presenziano inoltre i Templari cattolici d’Italia che, proprio a Brescia, godono di una presenza significativa .
Nell’ottobre del 2017, nel mese del suo compleanno, il Comune d’Iseo gli intitola una via di Clusane (la traversa VII di via Risorgimento) sulla quale s’affacciano le sedi principali delle sue opere: Cenacolo, Mamré, Raphael e la Fondazione Laudato sì. Per l’occasione viene organizzato un’incontro dal titolo “La fede di Don Piero nelle sue opere”. Nel 2015 viene pubblicato dall’Istituto di cultura “G. De Luca” per la storia del prete il volume “Don Piero Ferrari. La civiltà dell’amore” scritto da Cristina Gasparotti e Angelo Onger. Nel 2020 viene pubblicato dall’editrice Ave il volume “Don Pierino Ferrari. Vestito di terra, fasciato di cielo”, scritto da Anselmo Palini, il quale ricostruisce la vita e la testimonianza del sacerdote clusanese.
Michele Consoli
Biblioteca Comunale di Iseo
Fonti:
• Alessi D., (2016, 2 Agosto), In memoria di don Pierino Ferrari, La Voce del Popolo.
• Canobbio G., (2020, 2 Giugno), La fantasia della carità, L’Osservatore Romano.
• È morto don Pierino Ferrari. Ha aiutato tanti malati di cancro, (2011, 31 Luglio), L’Eco di Bergamo.
• Gasparotti C. – Onger A., Don Pierino Ferrari. La civiltà dell’amore, Brescia, Istituto di cultura “G. De Luca” per la storia del prete, 2015.
• Marcolini F., (2020, 14 Aprile), L’operosità creativa di don Pierino Ferrari, Bresciaoggi
• Palini A., Don Pierino Ferrari. Vestito di terra, fasciato di cielo, Roma, Ave Editrice, 2020.
• Rosoli L., (2017, 11 febbraio), «Laudato sì» il sogno di don Ferrari contro il cancro, Avvenire.
• Trebeschi M., (2016, 17 Dicembre), Apre a Desenzano «Laudato sì»: farà prevenzione oncologica, Corriere della Sera.
• Una via per don Pierino. Clusane onora un grande, (2017, 11 Ottobre), Bresciaoggi

