Un 2022 speciale, da riempire di bellezza

Un 2022 speciale, da riempire di bellezza

E così anche il 2021 lo abbiamo salutato senza grandi rimpianti. Neanche il tempo di fare bilanci che siamo già qui ad accogliere un nuovo anno, con i soliti auspici: che sia un anno migliore, di cambiamento, di ripartenza. Personalmente e storicamente i numeri pari non mi hanno mai portato fortuna, ne riservato particolari soddisfazioni. Ma anche questa credenza scaramantica si è sbriciolata sotto i colpi pesanti di ciò che tutti abbiamo passato in questi ultimi due anni, che fossero anni pari, dispari e bisestili, e anche di eventi funesti personali dei quali tra pochi giorni ricorrerà il primo anniversario.

Quindi, senza se e senza ma, il 2022 sarà e/o dovrà essere un anno speciale, e speriamo che le aspettative non vengano deluse.

Per Punto d’Incontro sarà l’anno dell’uscita numero 100, che se tutto va bene verrà raggiunta a maggio/giugno. Un bel traguardo, che da qualche mese sto giocoforza provando a raggiungere in solitudine, con grande fatica, per il gusto di potermi dire che qualcosa di buono e di mio sono riuscito a farlo in questa prima vita ( e sottolineo  PRIMA rimandandovi al finale di questo scritto) ed anche perché quando tutte le cose dipendono e dipendevano esclusivamente da me e non da altri, le ho sempre portate a termine, nel bene o nel male. Sono ad oggi passati 96 numeri da quel giorno in cui in 5 persone (con prevalenza femminile) inaugurammo la prima uscita del giornale con “l’aperitivo rustico” presso la Cà De Cindri. Sono passati 11 anni, caratterizzati dalla scrittura di cose belle e brutte, felici e infelici, sorprendenti e scontate, dal passaggio di amici e non, testimonianze commoventi e scomode, lezioni imparate, due direttori responsabili e il sottoscritto che per pigrizia in tutto questo tempo mai ha voluto adempiere alle pratiche necessarie per assumere la qualifica di giornalista pubblicista accontentandosi di quella di “giornalaio”.  Qualcuno mi ha suggerito di festeggiare la centesima uscita con un bell’incontro pubblico, nella sala civica del Castello Oldofredi, che già è stata teatro di alcuni dibattiti organizzati dal giornale. Sinceramente non me la sento, preferirei uscire come sono entrato in questa avventura: in punta di piedi e in modo semplice e “rustico”. Piuttosto mi piacerebbe organizzare una bella cena, con tutti gli amici incontrati in questi anni, con tutti gli sponsor che ci hanno sostenuto, e con gli abbonati, che quest’anno sono diminuiti, ma rimangono per me sempre motivo di orgoglio e soddisfazione sapere di averli vicini e sensibili a quello che è stato un progetto sincero e costruttivo per il paese.

Vedremo, c’è tempo…

Il 2022 sarà anche l’anno dei preparativi e dei bandi per la realizzazione del palinsesto culturale per onorare BRESCIA E BERGAMO CAPITALI DELLA CULTURA 2023. Detto sinceramente: quando arriverà il momento spero di avere chiuso ogni tipo di esperienza, sia editoriale sia di concerti, solo per evitare di assistere a tutto il marciume cui ho già assistito in tutti questi anni, e che in questa situazione sarà ulteriormente accentuato. Già si vocifera di un ulteriore milione di euro da stanziare alle opere e alle varie associazioni, che poi sono e saranno sempre le solite, come non bastasse la pioggia di euro di cui i soliti noti beneficeranno. Brescia è una città particolare, dove i giardinetti non si possono toccare e neppure calpestare, ne abbiamo avuta l’ennesima prova proprio in occasione dell’ultimo dell’anno, con le sale da ballo e le discoteche chiuse, con le feste e i concerti nelle piazze proibiti, tranne che a Brescia, tranne per i soliti, che poi magari anche nel 2022 godranno di ristori e di ulteriori bandi di sostegno che dovevano essere distribuiti a chi era ed è rimasto diligentemente fermo nel rispetto delle regole. Che ci vuoi fare, a Brescia si può, anzi, a Brescia qualcuno può…

E infine, il 2022 sarà l’anno in cui una politica incapace ed inetta sarà chiamata a eleggere il nuovo Presidente della Repubblica, e già mi tremano gambe, braccia e polsi al sol pensiero. L’elezione della massima carica dello Stato è ormai diventata una sorta di occasione di maxi indulto per la politica. Infatti, per dare credibilità al Parlamento, è necessario procedere alla nomina in tempi brevi e per fare ciò è necessario “trovare i numeri” un punto d’incontro tra i vari partiti . Ecco quindi che si rende necessaria l’operazione di ripulitura delle posizioni in sospeso, le assoluzioni e risoluzioni delle magagne legate alla giustizia in cambio del voto dell’imputato e della relativa corrente che rappresenta, e tutto verrà risolto dando la colpa alla magistratura forcaiola e giustizialista, che sbaglia sempre. Ricordate qual è stata l’ultima volta in cui l’elezione del Presidente della Repubblica fu difficoltosa e travagliata? Era il maggio 1992, quando il Presidente Cossiga, detto il “picconatore” diede le dimissioni. L’allora Presidente della Camera Scalfaro convocò le camere per la nomina del nuovo presidente della Repubblica, e fu eletto lo stesso Scalfaro, solo al sedicesimo scrutinio! Nel mezzo tanta tensione, confusione, e la tragedia di Capaci, considerata un messaggio della mafia alla politica in quel momento di difficoltà e confusione.  Ecco la narrazione di quei giorni:

“Dopo il 15º scrutinio, il 23 maggio arriva la notizia della strage di Capaci con l’assassinio di Giovanni Falcone e della sua scorta, per cui diviene impraticabile l’emersione della candidatura di Giulio Andreotti, prevista dopo l’affossamento di tutte le altre, essendo giudicata di scarsa presentabilità pubblica la figura del più volte presidente del Consiglio, in una situazione di emergenza nazionale nella lotta alla mafia. Le forze politiche trovano quindi un accordo sull’elezione del presidente della Camera Oscar Luigi Scalfaro che, al 16º scrutinio, con 672 voti su 1.002, è eletto presidente della Repubblica[]. Il pomeriggio del 19 maggio 1992, nel corso dell’11º scrutinio, l’allora segretario del MSI Gianfranco Fini diede indicazione ai suoi parlamentari di votare Paolo Borsellino, che ottenne in quello scrutinio 47 preferenze, piazzandosi quarto”.

Pensate… il 2022 potrebbe essere l’anno in cui il nuovo Presidente della Repubblica potrebbe essere colui che è stato indagato per i rapporti Stato Mafia di quegli anni e per quell’episodio in particolare e potrebbe essere proprio lui il prossimo 23 maggio a depositare una corona di fiori a Capaci e in via D’Amelio nel trentennale dell’uccisione della morte dei Giudici Falcone e Borsellino. Speriamo di no, perché sarebbe la prima volta che davvero qualcuno si rivolta nella tomba. Ma siamo in Italia, tutto può accadere… è stato ampiamente dimostrato.

E allora il 2022 ricordiamolo come l’anno del trentennale della morte di due eroi, e delle rispettive scorte. Punto d’Incontro e EventiMacramè lo faranno nella prima settimana di marzo, con degli incontri e degli eventi tra Provaglio e Corte Franca, in collaborazione con i rispettivi Comuni.

A parte le polemiche, questo deve essere il momento dei buoni propositi, dei sogni e degli auguri.

Il mio augurio è che tutta questa resilienza, pazienza, perseveranza, porti a un premio. Il covid non sparirà presto, ma mi auguro davvero che si impari a convivere con questa cosa che per certi versi è da considerare una maledizione e un castigo, ma per altri versi è da vedere come una benedizione, perché qualcosa, che lo si voglia o no, ci ha insegnato, qualche occhio l’ha aperto e tante maschere ha fatto cadere.

E se potessi augurarmi qualcosa, mi augurerei di trovare una “casa” tutta mia per fare musica, buona musica. Un luogo dove poter fare cultura e promuovere e sottoporre nuovi progetti al giudizio della gente e delle imprese del mio paese, in libertà e senza impedimenti o costrizioni, senza dovere più mandare proposte, presentazioni, richieste ecc… ad istituzioni che non si degnano neppure di rispondere.  Mi augurerei insomma di dipendere solo dai miei pregi e dai miei difetti, e che  il continuo girare a vuoto di stazione in stazione e di porta in porta trovi finalmente una sosta sicura, trasparente e sincera. Che succeda qualcosa che mi convinca almeno una volta ad essere ottimista non dico verso le persone, ma almeno verso il futuro.

Il mio augurio più sentito è che il 2022 sia un anno da riempire  di bellezza, e che ci sia data la possibilità di farlo. Un tuffo ed un’immersione in tutta la bellezza che abbiamo intorno, e che non sappiamo di avere. Solo per qualche mese ce ne siamo resi conto, nei giorni del lockdown, quando il nostro lago è diventato cristallino, le montagne verdeggianti, anche se era inverno, e la casa e la famiglia sono tornate ad essere il rifugio, la sicurezza, il focolare. Il signor Covid ha provato  a farci capire tutto il bello che stavamo buttando via, ma non penso che ci sia riuscito, solo le persone sensibili lo hanno capito, ma queste lo sapevano anche prima, e ora soffrono ancora di più.

Ecco tutto ciò che mi auguro e che mi piacerebbe fare qui, nel paese dove son nato;  e se ciò non fosse possibile, a fine anno, a Dio piacendo, farò girare il mappamondo, chiuderò gli occhi e lo fermerò puntando il dito sul luogo dove porterò la mia seconda vita.

“Credo nella Bellezza e nel contagioso benessere che scaturisce da essa. Ecco cosa voglio continuare a fare da grande. Voglio contagiare ed essere contagiato dalla Bellezza, voglio sostenerla e promuoverla”. 

– Claudio Trotta –

Gianluca Serioli

da PUNTO D’INCONTRO nr.97 del gennaio 2022

Immagine di copertina: Ale Patrini (profilo personale social)

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