Ogni uscita di PUNTO D’INCONTRO e troppi post su VIVISEO sono ormai diventati, purtroppo, occasione di salutare persone care a Iseo, e dare l’addio a coloro che hanno caratterizzato la mia gioventù.
E così, di nuovo, lo scritto si trasforma in un articolo personale. E’ per questo che non sarò mai giornalista, ma solo “giornalaio”, perchè non riesco mai a scindere la cronaca di una notizia dal ricordo affettivo. Pazienza.
Ettore Volonghi per me ha significato tante cose, andate sempre di pari passo con i lavori svolti dallo stesso nella sua vita: le serate nella sala giochi che lui gestiva, i tagli tattici di capelli in un locale piccolissimo che guardava sul porto Gabriele Rosa, portato avanti per anni con Franco, in mezzo agli adulti che parlavano di calcio, politica e del tempo che passava.

E il tempo è passato, per lui, per me, lo ha trasformato nel giornalaio dispensatore di figurine Panini e di quotidiani, oltre che di qualche battuta ironica. Grande virtù la sua ironia, “l’elegante ironia” di un uomo che il dolore lo ha conosciuto, ma lo ha affrontato sempre con leggerenza, trasformando i suoi limiti in occasione per una battuta e una risata.
L’ultima immagine che conservo di lui è di disincanto, con l’immutata voglia di scambiare due chiacchiere al bar, in compagnia di amici e di un calice, ma con quel velo di malinconia tipico di un uomo che sa che deve partire per un lungo viaggio senza averne tanta voglia.
E allora ecco servito un altro CIAO. Buon viaggio Ettore.
Gianluca Serioli

