Vivere serenamente, in piena decadenza

Vivere serenamente, in piena decadenza

In piena decadenza le parole non hanno chance. È proprio una faccenda inquietante il pensiero che degenera. Facciamo un affare con Dio, che ci lasci una seconda possibilità, se può.  In questa decadenza, in mezzo a tanta oscurità, le speranze non hanno chance. C’est la décadence”

Eh sì, sempre più difficile e complicato vivere serenamente in un paese decadente ed in agonia, che tra l’altro se la fa sotto e per convenienza non prende mai posizione. Ci vorrebbe un manuale, anche un biggino, da portarsi in tasca, reperibile al momento del bisogno, come il “vomit bag”, il sacchetto che si usa nei viaggi lunghi, per vomitarci dentro quando la nausea ha il sopravvento e proprio non ce la fai più a tapparti la bocca.

I tempi cambiano, velocissimamente, ma non c’è un rinnovamento, un innovamento, come accade con la tecnologia o la scienza. Moralmente, socialmente, culturalmente stiamo precipitando,  e ogni volta che pensiamo di aver raggiunto il peggio e toccato il fondo, ecco che andiamo ancora più giù. 

Ve li ricordate i litigi dalle finestre? Che nostalgia!  Oggi non si litiga più dalle finestre, al limite si scende in strada dove addirittura può succedere che ci si ammazza per un parcheggio rubato, per un sorpasso azzardato, per un clacson suonato… ma dalle finestre non si litiga più, siamo tutti chiusi dentro, tra quattro mura, a sfogarci su twitter e su facebook.

L’aria è tossica, nuotiamo in un mare di contraddizioni, tendiamo a considerare “normali” cose che in un passato ormai lontano e dimenticato ci facevano sprofondare dalla vergogna. Al telegiornale vedo cose assurde, direi esilaranti, se non fosse che riguardano tutti noi, il nostro futuro e quello dei nostri figli.

“Il problema della siccità è un problema grosso, e per l’ambiente dobbiamo fare tutti qualcosa, sennò finisce male. E poi il caro bollette, la benzina, il gas…  dove andremo a finire?”.

Lo affermano i villeggianti, intervistati dalle TV, sulle spiagge italiane, gremite, tra un bagno, un solarium e uno spritz. Davvero esilaranti gli ambientalisti di Riccione e della costa adriatica, magari gli stessi che durante il governo Conte affermavano che 600 euro di sostegno per la pandemia erano un’offesa…..   “che noi moriamo di fame, abbiamo una famiglia da mantenere”… quanta ipocrisia.

A proposito del Covid… e il Covid? Siamo messi peggio dello scorso anno quanto a contagi, eppure non si parla più di mascherine, di restrizioni, di green pass, anche questa è bella!

E la politica? E’ più di un anno che abbiamo un Governo che non c’è, immobile. Tutti  dicono che lavorano, che fanno, ma cosa fanno? Il livello  politico, morale, culturale e delle competenze è molto basso, ed io mi sento un corpo estraneo prestato ad un pezzo di mondo diverso.

E Iseo?

Beh… Iseo rimane sempre una bella donna, che sta sfiorendo, o meglio, che viene lasciata sfiorire.     A Iseo ogni giorno ne capita una, sembra di essere sul Tagadà, ed è ormai difficile far finta di nulla.                     

Doveva essere l’amministrazione “amica” dei commercianti, ed ai commercianti è stato fatto di tutto:  la promessa della Proloco, mai mantenuta e caduta nel dimenticatoio, l’introduzione della ZTL sul lungolago, in via Duomo, la tassa di passaggio da pagare per i clienti di negozi e hotel in zona, i fuochi d’artificio “sostituiti” dai giochi laser all’oratorio, i lavori inutili in via Campo, per non parlare della sistemazione del lungolago in piena estate, con danno economico per i locali in zona, lavori ora sospesi per chissà quanto tempo. Gli atti di vandalismo notturni, la movida spesso ingestibile, con le famiglie che si recano alla Polizia Locale per lamentarsi che si sentono rispondere:    “Non dovete dirlo a noi del disturbo notturno, ma all’ufficio tecnico!”

La gestione nebulosa di Parco Garelli (di fatto parco pubblico diventato ad uso privato esclusivo di una pizzeria, e sappiamo ormai tutti il perché).  La tari ai campeggi. Per non dire poi delle furiose polemiche e clamorose proteste dei mercanti per lo spostamento del mercato del venerdì da piazza Garibaldi, che praticamente oggi è tornato ad essere al suo posto. Viene eliminato un mercato dell’antiquariato, che era divenuto tradizione, per far posto a assurdi ed inadeguati mercatini della FIVA, che fanno a pugni con la mostra contemporanea di Giacinto Bosco (una delle poche cose azzeccate da questa amministrazione) con gli stand della Folletto (nulla di personale), i bibitari, i venditori di meloni, di cinesate, posizionati in zone improbabili sacrificando i parcheggi dei disabili (già pochi) e oscurando i plateatici fronte lago dei ristoranti, che a loro volta hanno già dovuto rinunciare ai parcheggi degli ospiti per via della introduzione della ZTL. – 

Le bellissime sculture di Giacinto Bosco e gli stand della Fiva: connubio imbarazzante

E poi lo sperpero di denaro per eventi che sono stati un flop, perchè organizzati con approssimazione, come la Coppa Mazzotti (20.000 euro per una cosa che il 90% della comunità sa neppure ci sia stata, mentre il restante 10% si ricorda solo episodi spiacevoli che sui giornali hanno portato pubblicità negativa al paese). Il Festival del pesce povero (30.000 euro, e qualcuno qui si deve baciare i gomiti che non c’è spazio sufficiente per illustrare in che modo scriteriato sono stati spesi tutti questi soldi).

E il rapporto con la comunità?  Di male in peggio: il trattamento riservato alle associazioni (non tutte, perché vige il due pesi due misure) cacciate dalle proprie sedi. La faccenda dell’ospedale, del reparto maternità, il grande pasticcio del Grest estivo, il progetto di ristrutturazione dell’Oratorio, bloccato da una pec (che quando volete siete bravi ad usarla) il giorno prima della presentazione ufficiale, e proprio in questi giorni un argomento di cui nessuno parla, di cui nessuno sa nulla (neppure il Sindaco), che viene fatto passare nel silenzio assoluto: il P.G.T., la cui adozione sarà a fine luglio.

Paradossalmente, drammaticamente, sono gli stessi limiti ed errori commessi 13 anni fa, nell’ultima legislatura Ghitti: mancato coinvolgimento della comunità, nessuna risposta alle richieste, annientamento della “Partecipazione” (primo punto di ogni programma elettorale che si rispetti), sperpero economico e indebitamento (speriamo di non tornare ai 18 milioni di euro di debito del 2009), mancanza del controllo notturno, di sicurezza, muro contro muro con i commercianti (ricordo le clamorose proteste dell’allora associazione commercianti VIVA ISEO divenuta in seguito ISEO FIDATI, la minaccia della serrata dei negozi qualora viale Repubblica, allora in fase di ammodernamento, non fosse stata dotata degli arredi promessi). Con l’aggiunta, questa volta, di una costante azione da parte di qualcuno volta a creare una forte divisione tra iseani e clusanesi che va oltre il tradizionale e giustificato campanilismo, e di una precisa volontà di eliminare tutto ciò che a Iseo è tradizione (insensati cambi di viabilità, il lungolago chiuso definitivamente alle auto, i fuochi di ferragosto eliminati, il mercato dell’antiquariato cacciato, l’ostracismo verso la ristrutturazione dell’oratorio, la chiusura del reparto maternità ecc..).

E su tutto un Sindaco, il primo a “tradire” una bella fetta di elettori, che si sono visti dopo soli 2 mesi un dottore stimato che aveva proclamato di essere sempre stato socialista e di voler morire socialista, entrare in Fratelli d’Italia, con il battesimo della madrina d’eccellenza: la Santanchè, che mi sa che di socialista c’ha mica tanto. Un Sindaco che oggi non c’è, che non sa, che non può, che dice e non dice, ma lascia intendere che non ce la fa più e non vede l’ora che finisca il suo mandato. Che dovrebbe trovare il coraggio e la dignità di dimettersi (come già fece nel 2009), ma evidentemente c’è qualcosa o qualcuno che glielo impedisce.

Ma dico io, abbiamo passato anni e legislature a rimpallarci le accuse dicendo “Chi si nasconde dietro quella lista?”, e adesso che davvero qualcuno c’è si fa finta di nulla? Ecco perché dico che Iseo è un paese che se la fa sotto, è in decadenza, schiacciato dall’ipocrisia, dall’opportunismo e dall’interesse personale. Continuiamo ancora così? Oppure proviamo seriamente a fare qualcosa? Magari ci sediamo attorno a un tavolo e vediamo se davvero c’è qualcuno in questo paese in sfioritura che ha voglia, coraggio e passione da mettere sul piatto per la CAUSA COMUNE.

C’è un film, “Viva l’Italia”, dove Michele Placido recita la parte di un affermato politico e padre di famiglia, che a causa di una strana sindrome senile comincia a dire sempre ciò che pensa ed a svelare scomodi retroscena politici, senza essere in grado di controllare ciò che racconta. Le conseguenze non si fanno attendere ma il rapporto con i figli ne esce rafforzato.  Mi piacerebbe che il nostro Sindaco cominciasse a fare la stessa cosa, ma pubblicamente, e parlasse di quei video elettorali sull’Ospedale, sull’Oratorio, sul lungolago, sul decoro, sui commercianti, su Iseo sicura, e dicesse quello che pensa davvero, che è poi quello che dice privatamente alle persone, sfogandosi, e non è niente di positivo.

Non so se il rapporto con la sua famiglia ne uscirebbe rafforzato, ma con la comunità, che lo ha sempre stimato come dottore, sicuramente sì.

Gianluca Serioli

PUNTO D’INCONTRO NR.100