Affaire Impianto produzione idrogeno

Affaire Impianto produzione idrogeno

Deludente fuga, scomposta, della maggioranza

In quel tempo a Iseo si celebravano i primi giorni della legislatura Ghitti. Non posso affermare con sicurezza se si trattasse del primo Consiglio comunale o di un’intervista lasciata prima o dopo dello stesso, non vorrei essere tacciato di disinformazione…

La cosa certa che ricordo sono però le parole del Sindaco, che ammettevano come la recente vittoria elettorale non potesse essere considerata come tale, bensì una “non vittoria”, e che la risicata differenza tra la lista vincente Iseo Sicura e la lista perdente Progetto Iseo (43 voti, vale a dire 22 votazioni), avrebbe reso doverosa la considerazione delle opinioni e del punto di vista della minoranza sulle decisioni che la maggioranza avrebbe preso in merito ai temi importanti legati al futuro del paese nei cinque anni che sarebbero arrivati. Aggiunse anche che ciò non sarebbe stato un sacrificio, in quanto nutriva stima nei confronti di Pieranna Faita, candidata sindaco di Progetto Iseo.

Di quei cinque anni oggi ne sono passati più di quattro, e dopo quasi 1500 giorni di quella dichiarazione non è rimasto nulla, solo macerie e un vago senso di disgusto… e scusate se sono petulante.

Il primo colpo basso è stato lo sfratto delle associazioni da Casa Panella, quasi subito. Poi sono seguiti tanti di quegli scivoloni da fare accapponare la pelle, e poi ancora è stato un susseguirsi di dispetti, insulti, offese, epurazioni, minacce di querele, ricatti… il trionfo della mediocrità e del rancore con il comune denominatore di classificare la comunità iseana in due fazioni: quelli che stanno zitti, spesso per opportunismo, e i “comunisti”.

Detto che questa cosa dei “comunisti” al nostro vice sindaco è già costata carissima alle recenti elezioni regionali, e che la lezione probabilmente non l’ha imparata (non è propriamente portato per l’autocritica), vengo ai giorni nostri, precisamente a ieri sera.

Ieri sera si è registrata una delle sedute di Consiglio più tristi e patetiche non della legislatura, ma almeno degli ultimi trenta anni di amministrazione comunale.
L’unica consolazione è che si tratti di una sorta di canto del cigno, gli ultimi spasmi di una qualcosa che sta finendo.

Si è assistito a un teatrino messo su anche in modo dozzinale, segno che gli strateghi della maggioranza, dopo aver perso i pezzi nel tempo, ora stanno pure perdendo lo smalto. E si che di tempo a disposizione ne hanno avuto…

La maggioranza si presenta in Consiglio con una versione maldestra del metodo “te pompa che me sbròfe”.
A fronte delle molteplici e rinnovate richieste di incontro pubblico in merito all’affaire Impianto Idrogeno, avanzate negli ultimi 4 mesi dalla minoranza Progetto Iseo, Forza Italia, da Legambiente, da una petizione di cittadini, da articoli sui giornali, da interviste in Tv locali e nazionali, di richieste di accesso agli atti negate, decide di non rispondere alle interpellanze presentate nei giorni precedenti dalle minoranze, ma ne prepara una decina di proprio pugno e le fa leggere dal capogruppo di maggioranza, il giovane Barbieri, che ossequioso si genuflette al volere del capo e butta a remèngol una volta di più la teoria del “dare voce ai giovani, che sono il futuro del paese”. Un pò di coraggio mai…

Attention: trois, deux, un….

La segretaria comunale, del quale ruolo bisognerà prima o poi parlare in modo approfondito, prima che vengano lette le interpellanze, informa che, “secondo l’articolo 4 comma 11 del regolamento comunale, alle interrogazioni ha diritto di replica SOLO l’autore delle interrogazioni stesse”.
Capito? Praticamente se la suonano e se la cantano tra di loro, e in questo modo vengono accantonate le interpellanze della minoranza, perchè è inutile rispondere a domande che sono state già poste, con la differenza che la replica non sarà mai concessa alle minoranze, le quali lasciano giustamente l’aula.
Consiglio comunale umiliato nelle sue funzioni. Direi abbastanza vergognoso.

Comunque, Barbieri legge:

“Progetto Idrogeno: alla luce delle recenti informazioni, o disinformazioni (oh mio Dio ndr) fatte veicolare fra i cittadini, siamo a chiedere quali sono i motivi ostativi che non consentono lo svolgimento della assemblea pubblica annunciata qualche mese fa?”.

Apro una parentesi: le interpellanze sono scritte dalla stessa persona che poi andrà a rispondere. Tenete presente anche a futura memoria: ogni volta che in una comunicazione, scritto, ecc… leggete l’intercalare “siamo a chiedere” , significa che lo scritto è del vice Sindaco. Il quale appunto risponde e la cosa che sorprende è che lo fa a sua volta leggendo (di solito lo fa a braccio).

Probabilmente lo scritto gli è costato qualche ora notturna in bianco, e lo capisco, perché è difficile rispondere su un argomento tanto delicato, dopo che ci si è messi in un bel cul de sac, anche se la domanda se la fa lui stesso.

Infatti palesa difficoltà, l’intercalare non è sicuro come è di solito. Risponde senza dare risposte. Si rifugia nel solito vittimismo chiedendo pubbliche scuse, quando semmai dovrebbe essere lui a scusarsi con la cittadinanza per i silenzi di questi mesi. Parla di mancanza di buon senso (lui), di politica del fango (lui), di mancanza di rispetto istituzionale (lui), di propaganda politica, buttandola sull’ostilità di Legambiente e sviando le richieste di rassicurazioni espresse più volte e in più sedi dalla comunità. Parla di disinformazione volta a creare paura, ma non dimostra perché si tratti di disinformazione.

In sostanza non risponde a nulla, soprattutto non risponde alla domanda che si è fatto da solo, e cioè:

“Quali sono i motivi ostativi che non consentono lo svolgimento della assemblea pubblica annunciata qualche mese fa?”.

Oggi vedo pubblicato sui social un post di Iseo Sicura al quale non ho potuto non rispondere, soprattutto perché il post finiva in questo modo:

“Restiamo a disposizione di voi cari concittadini per qualsiasi ulteriore chiarimento, su qualsiasi tema vogliate trovare spiegazioni”

al quale mi sono sentito in dovere di rispondere:

“se ve le scrivo qui le mie domande mi rispondete?”

Nessuna risposta.

Si volevano solo rassicurazioni, l’avete buttata in politica. Dimostrate buon senso: fate questo incontro pubblico, senza paura, che nessuno vi mangia. Mettete al centro il cittadino, lasciate fuori i vostri scontri. Questa si che sarebbe trasparenza e dimostrazione di buon senso.
Lasciate perdere i Punti Stampa….

Gianluca Serioli

PUNTO D’INCONTRO nr.108