L’ultimo trenino

L’ultimo trenino

Signore e signori, ma soprattutto, bimbi e bimbe: approfittate di questo dicembre, prendetene a piene mani. Passate davanti a quella vetrina, come avete sempre fatto negli anni, ma questa volta fermatevi più del solito. Datevi il cambio, non litigate, a ognuno il suo, e che i pargoli vengano messi in prima fila, che per l’occasione è ammesso anche il naso contro il vetro; ma fate loro vedere la bellezza che c’è lì dentro, e loro, i bimbi e le bimbe, vi compenseranno con visi felici, meravigliati, e quegli occhi decantanti innocenza in un tempo di guerre e di egoismo.

Approfittatene tutti di quella vetrina e di quel plastico in compensato (consentite la licenza), con quei trenini che si incrociano, quelle casette e quei lampioni illuminati, quei pendolari che viaggiano tempi certi e spensierati in un contesto reale che è tutto il contrario. Fatelo in questi giorni che si aprono alla Santa Lucia e al Natale, perché il trenino che vedrete sarà l’ultimo.

Dal 2025, a metà gennaio, il negozio di ortofrutta di Nicoletta Quarantini e Giuseppe Zatti passerà il testimone a una nuova gestione, cui già da ora va un grande in bocca al lupo.
Era il 18 gennaio 1987, quasi 40 anni fa, quando Nicoletta e Giuseppe subentrarono a Tocchella nella gestione del negozio di orto frutta, allora situato in piazza Garibaldi, sotto i portici, dove oggi c’è la profumeria.

Era un locale molto più piccolo di quello dove ci troviamo ora – dice Giuseppe, conosciuto da tutti come Beppe Tesòr – In via Mirolte ci siamo spostati nel 2000, ventiquattro anni fa, inaugurando quasi subito il trenino natalizio in vetrina. Prendemmo ispirazione dal trenino che la Lena Mòra aveva posizionato nella vetrina del suo negozio di alimentari, che si trovava nella piazzetta dove via Cerca si incrocia con via Pieve, dove oggi c’è la calzolaia. La sua vetrina era molto più grande della nostra, è lì ancora da vedere. In compenso il nostro plastico era più grande, fatto su misura della nostra vetrina: 2,70 x 1,20. Sono davvero tanti i bambini, e non solo, che lo hanno ammirato e apprezzato in tutti questi anni, e ovviamente ci dispiace che dal prossimo anno non ci sarà più”.

Beppe, accompagnato dallo sguardo di Nicoletta, spiega le ragioni di questo grande cambiamento. Lo fa con un velo di malinconia, ma anche la serena certezza di chiudere un cerchio:
Siamo stanchi, e questo è un lavoro dove non può mancare l’entusiasmo. Quello ce l’avevamo eccome, quando abbiamo iniziato. Fa parte delle cose della vita. Abbiamo conosciuto tanta gente, abbiamo lavorato bene con tutti e questa vuole essere l’occasione per ringraziare tutti i nostri clienti che sono venuti a trovarci più o meno assiduamente in questi anni. Io sono andato in pensione nel 2022, Nicoletta ci andrà tra un anno. Se non trovavamo nessuno cui affidare il negozio, avremmo tirato avanti ancora un anno”.

Invece avete trovato l’acquirente. E’ stato semplice o complicato?

Il negozio era in vendita già da qualche tempo. Abbiamo avuto alcune richieste, ma prevalentemente si trattava di curiosi. Poi sono arrivati questi due ragazzi di trent’anni, che hanno mostrato interesse e con i quali c’è stato subito un approccio semplice ed empatico. Non c’è stato alcun problema, neppure nell’accordo economico. Sono due amici, uno di Cazzago e uno di Esine, che già conoscono Iseo, e hanno le idee chiare. Lasciamo un’attività pronta, con una cucina fatta, i servizi igienici a posto; devono solo dare una sbiancata. Siamo sicuri di lasciare il negozio in buone mani, così come siamo certi che la nuova gestione porterà l’entusiasmo che noi non abbiamo più. Proseguiranno l’attività portando innovazione e qualcosa di nuovo, come è giusto che sia. Diciamo che porteranno avanti l’attività tradizionale, con interessanti prospettive per il futuro”.

Quando sarà il passaggio di consegne?

Noi chiuderemo a metà gennaio, loro apriranno quasi subito, probabilmente l’1 febbraio. E’ stato molto importante poter fare questo passaggio nel nome della continuità, senza dover chiudere l’attività, per il paese e in particolare per via Mirolte, che sembra si stia rimettendo lentamente in moto dopo essere stata per anni una sorta di Deserto dei Tartari”.

In effetti pare proprio che via Mirolte, quasi in punta di piedi stia tornando a prender vita. Nei mesi scorsi hanno aperto alcuni negozi, prossimamente ci sarà l’apertura di una gastronomia e di un ristorante, ai quali si aggiunge la continuazione del negozio di frutta e verdura. Ne parlo proprio con Beppe e Nicoletta, considerando come siano cambiati i tempi e mutato il paese negli ultimi cinquant’anni. Parola tira parola, ricordo porta ricordo, inevitabilmente entriamo in un vortice di malinconia, ricordando quanti negozi c’erano nell’Iseo che fu, partendo dagli anni 70. Ce n’era per tutti i gusti, in abbondanza, e quanti personaggi, ognuno con le sue caratteristiche, col suo carattere.

C’erano i fruttivendoli: Borèl, Lisa Giordani e poi Cittadini in via Duomo. In piazza Garibaldi, sotto i portici, c’era Tocchella, al quale subentrò proprio Nicoletta insieme a Giuseppe. La Barbarina stava in via Mirolte, dove oggi c’è il Conte. La “Pesòta” (Pezzotti) in via Campo. C’erano anche gli ambulanti, Bardini detto Pomèla e un altro Tocchella.

C’erano poi gli alimentari con Alebardi, Bigiòto, Bettoni, Piero Brunelli (mortadella), la Lena Mòra. Le panetterie, con le lunghe code domenicali e la gente che veniva dalla Franciacorta a prendere il pane. C’era Nazzari, Nulli “sigulì”, Gatti “bigiòto”, Foresti (Pompei), Bonetti e Archetti.

Oggi a Iseo non c’è più neanche una macelleria, mentre in quegli anni l’onore era tenuto più che alto da Boldrini in via Pieve, Rampinelli in via Mirolte angolo vicolo Bordiga. I Cancelli vendevano i pulì dietro la ex farmacia Gandossi, dove oggi c’è una parrucchiera. Sempre in via Mirolte c’era la Macelleria equina. Infine Stefini cui subentrò Gasparotti, nell’ultima macelleria a chiudere, dove ora c’è un’attività di tatuaggi.

Già che sono nel pieno dei miei ricordi, come non mettere i barbieri: Nazzari (Mucì), Taddei in porto Gabriele Rosa, cui seguiranno i miei Franco e Ettore Volonghi. Minari in via Campo, col taglio a scodella. Sempre in via Campo c’era Dolci, Bongioni in via Mirolte, e Lello, che ancora resiste, seppur abbia passato il testimone al figlio. E i calzolai? Cosimo in piazza Statuto, Gianni Bombonato, Plata in via Pieve, Gatti MI in via Mirolte.

Basta così, torniamo alla realtà di questi tempi che inevitabilmente sono cambiati, sono molto diversi, ma dobbiamo pur viverli. Speriamo nel futuro, e intanto guardo il plastico del trenino e penso che una fotografia da tenere nell’album dei ricordi ci vorrebbe. Ne avevo già fatta una, sempre per PUNTO D’INCONTRO, nel 2015. E’ ancora esposta all’interno del negozio.
Mi sembra giusto però farne una più recente, l’ultima. Considerando che al giorno d’oggi è tremendamente complicato fare una fotografia dove appaiono visi di bambini, per via della privacy, ho pensato che per una volta è giusto che dall’altra parte della vetrata ci siano proprio Nicoletta e Giuseppe. Godetevi il trenino, godetevi la pensione, buona fine, buon inizio, e… in bocca al lupo!

Punto d’incontro nr.118