GIORGIO ZUCCOLI

GIORGIO ZUCCOLI
Iseo, 17 febbraio 1958 / Borgonato di Corte Franca, 27 marzo 2001

«… andare avanti, vivere, assolutamente vivere, è l’unica cosa da fare

Giorgio Zuccoli nasce ad Iseo da Carmen e Gianni Zuccoli, dentista del paese e cofondatore dell’Associazione Nautica Sebina (ANS). Cresciuto a stretto contatto con l’ambiente velistico del nostro lago, Giorgio compie giovanissimo i primi bordeggi tra Iseo, Sulzano e Monteisola, al timone del Flying Dutchman del padre. Sotto la guida del maestro Elio Sina (più volte campione), partecipa ai campionati nazionali dove raccoglie i primi successi e le prime medaglie nella Classe 420, talvolta in coppia con Alessandro Bona, anch’egli iseano e amico di sempre.

Emerge ben presto come specialista nella classe dei catamarani e diventa un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale nella Classe Tornado, anche grazie alla simbiosi con il suo allenatore Franco Pivoli. Zuccoli, infatti, viene riconosciuto come “opinion maker” della specialità, tanto che provvede a tagliare personalmente non solo le sue vele (Ullman Sails Italia), ma anche quelle di gran parte della flotta mondiale.

Tra gli anni ’80 e ’90 partecipa contemporaneamente a importanti regate locali e internazionali. In coppia con Luca Santella (nel 1987 e 1988) e con l’iseano Angelo Glisoni (nel 1989) si piazza ripetutamente in zona medaglie ai campionati mondiali. Sempre in coppia con Glisoni conquista finalmente il mondiale nel 1991 a Cagliari. Ottiene, per l’occasione, il riconoscimento di “Velista dell’anno” dal Giornale della Vela. Nuovamente in coppia con Glisoni, Zuccoli partecipa ai Giochi Olimpici di Seul del 1989 e a quelli di Barcellona del 1992, ai quali prendono parte da favoriti ma senza fortuna.

Grande e completo velista, non disdegna la vela d’altura sui monotipi come Asso 99 e Joker e, soprattutto, diviene in poco tempo uno dei velai più apprezzati a livello mondiale: le sue vele per Tornado vincono la medaglia d’oro a Barcellona (con il francese Loday) e ad Atlanta (con lo spagnolo Leon), e sono le più richieste sul mercato. Da ricordare anche il suo successo alla Centomiglia del Garda del 1993 quando, al timone del Classe Libera Dimore, consegue un record storico tuttora imbattuto.

Negli ultimi anni scopre il monotipo Melges 24, una barca con numerose caratteristiche adatte alla sua classe, ed è subito protagonista. Nonostante fosse già provato dalla malattia, conquista nel 2000 l’ultimo e forse più significativo titolo mondiale a La Rochelle: grazie ad un vincente equipaggio, che annovera nuovamente l’amico Alessandro Bona tra i componenti, Zuccoli ha la meglio su di una flotta di ben oltre 100 barche e specialisti assoluti come l’americano Vince Brun. Il titolo, tanto agognato, giunge dopo ben due medaglie d’argento, nonostante un errore del prodiere Federico Michetti durante una delle regate del Mondiale. Michetti infatti, accortosi di non aver messo la coppiglia sul rollafiocco, provvede in extremis a riparare alla dimenticanza, consentendo al fiocco (la vela di prua) di effettuare un corretto srotolamento. A Natale di quello stesso anno, riconoscente per la risolutezza dimostrata, Zuccoli regala la coppiglia in questione a Michetti.

Si lancia successivamente nel progetto di realizzare le vele del nuovo trimarano di Giovanni Soldini, impegno che tuttavia non porta a termine: dopo una dura ed eroica battaglia contro la malattia, si spegne a 43 anni, lasciando la moglie Cristiana e la figlia Maria Vittoria ancora in tenera età.

Dotato di grande umanità, senso dell’umorismo, carisma e empatia, gli viene intitolata la palestra dell’Istituto d’Istruzione Superiore “G. Antonietti” di Iseo, a forma di carena rovesciata.

In foto: Giorgio Zuccoli (primo da sinistra, seduto), con i membri del proprio equipaggio (Bona, Camenish, Michetti, Niggeler) a seguito della vittoria del titolo mondiale a La Rochelle.

Michele Consoli

Biblioteca Comunale di Iseo / Punto d’Incontro

Fonti:

• Addio Giorgio, comunicato stampa della Federazione Italiana Vela, 27 Marzo 2001.

• Giorgio Zuccoli, un mastino da regata (dal cuore d’oro) fino all’ultimo, Il Giornale della Vela, 20 Gennaio 2017.

• Moretti Bona I., C’era un ragazzo che come noi …, in «Nóter dè Isé», Inverno 2011, pp. 4 – 5.

• Una coppiglia d’oro che cela una bellissima storia, Il Giornale della Vela, 11 Giugno 2016.