Cosa c’era, cosa c’è di più bello, la sera d’estate, seduti ai tavoli del Centrale, davanti al lago, ad ascoltare per i più stonati e a far coro per gli altri, cosa c’è di meglio?
Due chitarre che ti accompagnano.
Capitava in quegli anni, e qui siamo nel 1992, e spesso anche prima, di assistere ad una manifestazione spontanea dei “Cantori del Centrale” senza palco ne microfoni, senza locandine ne manager, ne assessori al turismo, capitava dico ad iseani e turisti di partecipare all’evento.
La tecnologia per fortuna, ha immortalato atmosfere e personaggi di “com’eravamo”. Un divertimento senza trasgressioni, lo stare insieme in modo naturale, la condivisione di una gioia semplice ed infine un valore che oggi riscopriamo: l’appartenenza ad una comunità.
Non è questo il luogo per approfondire questo aspetto sociologico, non ne ho la voglia ne la capacità. Voglio solo ricordare i personaggi, anzi gli artisti, che si esibivano sul quel palcoscenico naturale.
Alle chitarre il duo Danilo (Florio) e Ciöa (Ugo Carrara), anima dei vocalist del Gruppo Spontaneo, composto e scomposto da “Paia” (Peppino Sgarbi), Meo (Roberto Marchesi), Balsarì (Sandro Balzarini), “Pepi” Massussi, “Celi” (Bonfadini), èl capo Lancini, Gasusa (Domenico Ghitti) e sua moglie la Marì “Paleta” ed infine “Sopèla” Barezzani che qualche volta portava la fisarmonica e il figlio.
Le immagini che vedete sono tratte da un filmato dove è presente anche il pittore Viviani (in foto) che chiamavamo “maestro”, innamorato di Iseo, uno di quei personaggi che frequentavano il Centrale. Ma di Viviani ed altri parleremo nel prossimo numero.
Siamo tutti cambiati, qualcuno non c’è più, ma la tradizione di accoglienza di cortesia di simpatia al Centrale di Roby è rimasta intatta. Resta oggi il rimpianto del bel tempo perduto, forse bello solo perché avevamo vent’anni di meno ed un radioso avvenire dietro le spalle.

