AURELIO QUARENGHI

AURELIO QUARENGHI

(Iseo, 11/06/1908 – Iseo, 14/01/1999)

« Pensare che quel signore anziano aveva assistito di persona a fatti che i più oggi sono stati raccontati o immaginati grazie alle suggestive rappresentazioni apparse sulle copertine de “La domenica del corriere”, il più efficace mezzo di comunicazione del tempo, lo faceva custode di un importante capitolo di storia, non solo nazionale … »

Il 19 Marzo del 1928 il Dirigibile “Italia”, al comando del generale Umberto Nobile (progettista del medesimo velivolo), lascia l’hangar di Ciampino, per partire poi il 15 Aprile successivo dall’hangar di Baggio alla volta dell’Artide. Il velivolo, messo a disposizione della Reale Società Geografica Italiana con apposita convenzione del Ministero dell’Aeronautica (6 Dicembre 1927), è funzionale ad una spedizione scientifica al Polo Nord ideata e promossa dallo stesso comandante Nobile.

Il 25 Maggio 1928, a tragitto quasi del tutto compiuto, il dirigibile impatta tragicamente sui ghiacci della banchisa per cause mai del tutto accertate. I superstiti, tra i quali lo stesso Nobile, si trovano circondati di materiale caduto con l’impatto o gettati fuori bordo poco prima, tra i quali cibo, una radio e la celebre “Tenda Rossa”, entro la quale si adattano a vivere per ben sette settimane prima di essere dapprima avvistati e successivamente tratti in salvo.

Il 20 Marzo del 1928, dal porto di La Spezia, salpa la nave “Città di Milano”, al comando di Giuseppe Romagna Manoja, con il compito di fornire l’adeguato supporto logistico e organizzativo all’impresa del comandante Nobile. A bordo della nave, che durante l’esplorazione polare dell’ “Italia” ormeggia nella Baia del Re (Svalbard), presta servizio l’iseano Aurelio Quarenghi con la qualifica di “motorista specializzato”.

Quarenghi, nell’Iseo dell’epoca, è noto per essere il meccanico di un’officina di Via Campo in Iseo, una delle prime in paese, aperta quando le automobili erano mezzi di locomozione ancora piuttosto rari.

Dalla nave – appoggio, a bordo della quale compie vent’anni l’11 Giugno del 1928, Quarenghi diventa testimone degli avvenimenti e delle difficili operazioni di recupero fino a quando, grazie all’apparecchio radio salvato dai superstiti, viene captato un frammento di messaggio aiuto.

Quarenghi ritorna in patria solamente nell’Ottobre del ’28, con il rientro della nave a La Spezia a seguito del salvataggio dei superstiti. L’8 Aprile del 1994, presso la sala civica del Castello Oldofredi, si svolge una conferenza organizzata dalla Biblioteca Comunale dal titolo “1928. S.O.S. dal Polo Nord – Umberto Nobile e la Tenda Rossa”. Relatore della serata è il professor Carlo Barbieri, storico e presidente della Biblioteca Comunale di Civenna (attualmente frazione di Bellagio). L’incontro, oltre a riproporre le avventure della conquista del Polo da parte del comandante Nobile (la prima del ’26 con il Norge e la seconda, infausta, del ’28), vede la presenza dell’anziano Aurelio Quarenghi il quale, a quasi 86 anni di età, riporta le testimonianze dell’episodio mostrando con orgoglio e gelosia i cimeli della spedizione, tra i quali una preziosa e rara edizione della “Banchisa”, ovvero il giornale di bordo della nave “Città di Milano” che, come recita la didascalia, esce con il “sole di mezzanotte”.

Quarenghi è uno dei due bresciani ad aver partecipato alla spedizione di Umberto Nobile: oltre a lui vale la pena ricordare il rovatese Attilio Caratti, disperso con l’involucro del dirigibile in seguito all’incidente. («Spedizione artica 1928. L’aeronave “Italia” alla King’s Bay»: così recita la dicitura a penna sull’immagine.

La fotografia, scattata da Aurelio Quarenghi dalla nave Città di Milano, è pubblicata per gentile cortesia dell’Associazione Marinai di Iseo).

Michele Consoli

Biblioteca Comunale di Iseo

Fonti:

• Alebardi S., Un iseano in soccorso al Polo, in «Nóter dè Isé», estate 1994

• Iseo, l’addio ad Aurelio Quarenghi, Giornale di Brescia, Gennaio 1999.