(Iseo, 01/01/31 – Iseo, 10/08/06)
«Giusto è il Signore. Ama le cose giuste. Gli uomini retti vedranno il suo volto.» (Salmo 11.7)
Ferruccio Mori nasce ad Iseo da Annibale ed Elisa Bonomelli, fratello minore di Romeo e Angiola, meglio conosciuta come “Lillina”. Il padre, presidente della Società Operaia dal 1915 al 1935, è segretario comunale ad Iseo sino a quando, durante l’ultima guerra, a causa della mancata adesione all’ideologia fascista, viene forzatamente allontanato dall’incarico. La famiglia Mori, infatti, contribuisce alla lotta partigiana nascondendo denaro e materiale di propaganda antifascista, necessari per portare a termine le missioni di sabotaggio.
Il tenore della vita della famiglia, in seguito all’epurazione di Annibale, ne risente al punto da indurre Ferruccio ad interrompere gli studi classici per iniziare a lavorare. Alla fine degli anni ’40 viene infatti assunto alla Edison Volta, passando successivamente all’Enel. Rimane in Enel fino al pensionamento, ricoprendo diversi incarichi aziendali e occupandosi, tra le altre cose, dell’approvvigionamento materiale per le centrali idroelettriche della provincia di Brescia.
Nel 1957 sposa Liliana, maestra elementare. Dal matrimonio nascono 4 figli: Federico, Silvio, Alessandra e Raffaella. Negli anni ’60 s’avvia alla carriera politica nelle fila della Democrazia Cristiana. Nel 1967, nominato dal Consiglio comunale, entra a far parte della Commissione biblioteca, della quale assume successivamente la presidenza. Durante il suo mandato di presidente la biblioteca organizza alcuni incontri culturali di rilievo, gli atti dei quali costituiscono alcuni dei primi numeri della serie dei “Quaderni della Biblioteca” pubblicati a partire dal 1971:
• Il buco del Quai e le grotte del Sebino. L’ambiente bio – geografico e la vegetazione del Sebino. Geologia dell’Iseano (Convegno del 17 Novembre 1968 promosso in collaborazione con l’Azienda Autonoma di Soggiorno – Quaderno n. 1);
• Note di arte medievale nella Pieve di Iseo (Conferenza del 12 Aprile del 1970 presieduta dal sindaco Angelo Franceschetti ed introdotta da Ferruccio Mori – Quaderno n. 5).Nel 1970 Mori viene eletto consigliere comunale. Con la crisi di giunta del 1972, provocata dalle dimissioni del sindaco Franceschetti, Mori diventa assessore del nuovo primo cittadino Achille Sgarbi, acquisendo le deleghe ai Lavori Pubblici e all’Urbanistica.
In tale veste, tra il 1974 e il 1975, Mori svolge un’importante funzione di coordinamento nella stesura del primo Piano Regolatore Generale del Comune di Iseo. Tale PRG, rimasto in vigore sino al 1996, contribuisce fortemente alla tutela e alla salvaguardia del territorio iseano.
In seguito alle elezioni amministrative del 1980, oltre alla riconferma nel ruolo di assessore, viene nominato anche vicesindaco. Nei primi anni ottanta sostiene l’avvio del progetto di recupero e risistemazione del palazzo dell’Arsenale di Iseo, che si colloca tra i più importanti interventi moderni realizzati su un palinsesto storico nel territorio del Sebino. Il restauro, concluso nel 1984, mette in evidenza le complesse stratificazioni architettoniche occultate negli anni dalle numerose trasformazioni e dagli adattamenti degli ultimi secoli. Grazie a questo intervento l’Arsenale diviene in breve tempo sede eletta delle esposizioni d’arte di Iseo, con mostre di pittori del calibro di Tosi, De Grada, Marrussig e Funi.
Nell’82 Sgarbi rassegna le dimissioni: Ferruccio Mori viene eletto nuovo sindaco, subentrando il 15 Giugno del 1982. Mori affronta il suo primo grande impegno istituzionale nell’Ottobre del 1982, quando accoglie ad Iseo l’allora Presidente del Consiglio dei Ministri Giovanni Spadolini. La visita, prevista per l’inaugurazione della “Settimana Garibaldina” (in occasione del centenario della morte dell’Eroe dei Due Mondi), vede Mori protagonista a fianco del capo del governo tra la folla festante radunata nel centro storico. Per l’occasione viene inoltre scoperta una targa nel tufo del monumento di Garibaldi, dedicata al generale e ai 103 patrioti iseani.
La presenza istituzionale di Mori si fa nuovamente sentire in occasione della visita del battaglione alpino “Iseo”, venuto ad addestrarsi sul Sebino nel Luglio del 1983. I mandati di Mori si caratterizzano per una serie di delicati grattacapi di matrice climatico – ambientale, che impegnano la giunta con non poche difficoltà. L’amministrazione, infatti, viene ben presto messa alla prova già nell’estate del 1982: a seguito di una violenta “sarneghéra” infatti, la piena del torrente Cortelo apre una grossa voragine nel sovrappasso stradale nei pressi dei giardini Garibaldi. Il ripristino del manto stradale vede il sindaco impegnato in prima fila: significativa è l’immagine di Mori che, appoggiato alla transenna, sosta pensieroso sul ciglio del baratro studiando la situazione.
Agli inizi del 1985 il sindaco, inoltre, si trova a dover gestire gli effetti della famosa nevicata dell’ ‘85, la straordinaria precipitazione nevosa che si riversa sull’Italia centrosettentrionale. Il Comune organizza delle squadre di studenti al fine di spalare vie e piazze: viva nella memoria di molti è l’immagine del sindaco intento a scrollare la neve dalle fronde dei pini che si affacciano su via Roma, onde evitare il crollo dei rami sulla sede stradale. Sul finale del mandato un terzo annoso problema tiene Mori e la sua giunta sulla graticola: a causa di un diserbante a base di atrazina sparso dalla società ferroviaria sui binari del treno, nelle adiacenze del pozzo ad uso potabile ubicato vicino alla stazione, viene contaminata l’acqua dell’acquifero presente dalla profondità di tre/quattro metri, captato per rifornire la quasi totalità dell’abitato di Iseo. Il pozzo, di conseguenza, viene dichiarato inutilizzabile. Il sindaco Mori, fortemente allarmato, si prodiga in prima persona per superare l’emergenza, partecipando fra l’altro, ai numerosi prelievi notturni per il controllo chimico condotti sul territorio, conclusisi con l’installazione di filtri a carboni attivi. Alle elezioni amministrative del 1985 Mori riconferma il seggio in consiglio comunale, risultando il candidato più votato.
Rieletto sindaco, in continuità con la precedente amministrazione Sgarbi, avverte l’urgente necessità di diffondere maggiormente e rendere più efficaci i servizi assistenziali alla persona. L’amministrazione provvede pertanto ad elaborare un progetto di razionalizzazione, di adeguamento e sviluppo del sistema assistenziale comunale, rivolto in primo luogo a dare una dignitosa sistemazione alle persone disabili o non autosufficienti ricoverate presso il ricovero Guerini. Nel 1986, infatti, l’Ospedale di Iseo aveva comunicato la situazione particolarmente grave in cui versava il ricovero Guerini, allora collocato in locali del medesimo ospedale e ritenuti non più idonei dalla dirigenza ospedaliera. Onde evitare di sopprimere il ricovero e trasferire i pazienti in altre strutture, il Comune di Iseo individua in Casa Panella (acquistata nel ’78) la sede adatta ad ospitare la casa di riposo. A tal fine, viene avviato un progetto di ristrutturazione dello stabile, steso e realizzato in tempi brevissimi. Grazie ad una convenzione tra Comune e l’Opera Guerini, il ricovero si trasferisce finalmente nel fabbricato della rinata Casa Panella nel 1987.
Mori non lesina i propri sforzi anche in campo scolastico. Di concerto con il proprio assessore alla Pubblica Istruzione Luciano Pajola (vedi biografia), infatti, si impegna con successo per l’apertura del liceo scientifico di Iseo, il quale inizia la propria attività didattica tra il 1988 e il 1989, dapprima come sezione distaccata del liceo “Galileo Galilei” di Palazzolo Sull’Oglio. Verso la fine del proprio mandato Mori ottiene inoltre un finanziamento da parte del Credito Sportivo, fondamentale per la realizzazione dello Stadio Comunale “Giuseppe De Rossi.”
Sempre preoccupato per la situazione viabilistica del territorio, nel 1990 Ferruccio Mori partecipa all’inaugurazione della variante “Bettole – Iseo” della tangenziale SS 510, promossa dall’allora ministro ai Lavori Pubblici Gianni Prandini. All’amministrazione Mori va inoltre ascritto il merito di aver realizzato, a seguito di un’adeguata bonifica, il tratto di strada che, costeggiando le Torbiere in località Cantarane, collega via per Rovato a Via Roma, contribuendo a deviare ai margini del paese una parte consistente del traffico. Nel 1990, terminato il proprio incarico, decide di non ricandidarsi, ritirandosi a vita privata. Distinguendosi per la proprie doti di onestà, rettitudine e modestia, Ferruccio Mori completa la propria esperienza amministrativa fornendo un ottimo esempio di politica, intesa come missione e non come fonte di prebende o interessi personali.
Negli 8 anni del proprio mandato da sindaco riesce ad elevarsi, pur rimanendo convinto delle proprie posizioni, a punto di riferimento istituzionale, rinunciando inoltre alla tessera della DC all’indomani della sua elezione a sindaco, al fine di proporsi come rappresentante di tutta la cittadinanza e non solo di una parte politica.
Ereditato l’amore e il rispetto per le istituzioni dal padre Annibale, per via del suo temperamento mite e riservato (ma per nulla priva di determinazione), non nasconde tuttavia il proprio disagio nelle occasioni più ufficiali e cerimoniali, preferendo le situazioni più pratiche. Non era raro infatti vederlo compiere sopralluoghi qua e là per il paese, talvolta partecipando direttamente ai lavori di cantiere con gli operai municipali. Ferruccio Mori regge il Comune di Iseo con trasparenza, rigore e dedizione alla comunità attraverso gli euforici e rampanti anni ’80, sino alla decisione di ritirarsi dopo trent’anni di impegno pubblico, avvertendo i primi miasmi del fenomeno Tangentopoli. Ciò rappresenta un ulteriore esempio dell’integrità di Mori, che lascia Palazzo Vantini senza rimpianti (benché gli fosse stato chiesto di rimanere), rifiutandosi di prendere parte al nuovo corso politico che da lì a pochi anni sarebbe stato travolto dalle inchieste giudiziarie.
Un sindaco e un personaggio poco ricordato, politico atipico, la cui figura merita di essere giustamente valorizzata.
In foto: Mori e Spadolini di fronte al monumento a Garibaldi, durante l’esecuzione dell’inno nazionale. Un sentito ringraziamento alla famiglia Mori, in particolare ai figli Raffaella e Federico, e al rag. Emilio Agostini per l’aiuto nel reperimento delle informazioni utili alla composizione della presente scheda biografica.
Michele Consoli
Biblioteca Comunale di Iseo
Fonti:
• Antonioli G., Iseo, è morto Ferruccio Mori, in «Giornale di Brescia», 11 Agosto 2006.
• Belotti I. (a cura di), Casa Guerini – Panella una storia iseana, Brescia, La Quadra editrice, Settembre 2012, pp. 45 – 50.
• Pezzotti F., Storie del nostalgico Cindri, in «Punto d’Incontro», Iseo, Giugno 2015, pp. 10 -11.
• Volpi V., Per una storia di Iseo. Fatti, fonti, frammenti, in: Quaderni della Biblioteca Comunale, 18, Iseo, Biblioteca Comunale, 2016.

