Che dire di una società che ogni anno si rimette in gioco, e pianifica la stagione con occhi bene attenti al bilancio, alle difficoltà che ogni volta aumentano, e puntualmente riesce ad allestire un roster competitivo, che fa divertire e che riesce sempre a centrare gli obiettivi di stagione, arrivando in alcuni casi (e potrebbe essere così anche questa stagione) a dover “rallentare” per evitare salti di categoria che sarebbero difficili poi da sostenere economicamente?
E che dire di una società che ogni anno fa crescere un settore giovanile ormai riconosciuto come tra i migliori del panorama cestistico provinciale e regionale? Mai come quest’anno la prima squadra, che milita con onore in Serie C Gold, è composta da giovani provenienti dal settore giovanile. E non si tratta di comprimari messi in panchina per “fare numero”, riservando loro i secondi finali di un match già deciso. Siamo di fronte ad almeno tre/quattro giovani che di partita in partita stanno dimostrando carattere e personalità.
Che dire di una seconda squadra, piena di giovani, che partecipa praticamente per la prima volta al Campionato di Serie D e “rischia” pure di vincerlo? Che dire di una società con quasi 50 anni di storia ed un presidente che forse è da considerare il più longevo a livello nazionale?

Ci sarebbero tante cose da dire, e sarebbero solo complimenti meritati. Ma in questo momento solo una cosa va detta: Il Basket Iseo merita maggior considerazione e rispetto da parte delle istituzioni ed in particolare dal proprio Comune. -Solamente un mese fa, esattamente l’11 novembre, il Basket Iseo tornava sul parquet del PalAntonietti, dopo ben 20 mesi di assenza, vuoi per il lockdown causa covid, vuoi per la destinazione del palazzetto ad uso hub vaccinale. Un lungo periodo, durissimo, superato grazie all’impegno e alla passione. Dopo solo un mese, e due partite casalinghe, come un fulmine a ciel sereno il Basket Iseo si ritrova di nuovo costretto all’esilio, cercando una nuova casa, trovata solo grazie all’intuizione della dirigenza (e non di altri), sostenendo spese per le trasferte in quel di Adro, con un settore giovanile che rischia di “saltare” proprio per l’impossibilità da parte delle famiglie degli atleti di sostenere le spese di viaggio per partite e allenamenti. Per non parlare delle migliaia di euro che la società dovrà sborsare per mettere in sicurezza e omologare l’impianto di Adro, fermo da 2 anni. Solo una cosa è certa: questa criticità poteva essere gestita meglio.
Auguriamo al Basket Iseo di superare anche questa difficoltà, e di ritrovarci presto e definitivamente al PalAntonietti.

