Non sono un illuso, lo so che sto perdendo tempo, anche scrivendo queste righe, soprattutto scrivendo queste righe. Oggi è il primo maggio, festa dei lavoratori, da lontano si ode la Banda Cittadina di Iseo che sta suonando l’inno di Mameli. Penso alla settimana iseana di ordinaria follia appena trascorsa (politicamente e amministrativamente parlando) e la malinconia mi pervade.
“La politica è sangue e merda” diceva Rino Formica, oggi 95enne, appartenente al glorioso partito socialista di Bettino Craxi, con buone prospettive, lui sì e per davvero, di morire socialista, avendo praticamente finito la propria carriera politica insieme alla caduta del PSI. Nessuna transumanza da parte sua, nessun compromesso. Beata coerenza, oggi più che mai sconosciuta o in via di estinzione.
Ecco, questa è stata proprio la settimana della perdita dei valori: dalla coerenza all’autocritica, dal senso di appartenenza alla dignità.
Siamo partiti martedì 26 aprile, con il Consiglio Comunale andato a vuoto per mancanza del numero legale, con un’azione ad opera della minoranza (Progetto Iseo e Forza Italia, che prima era maggioranza) definita da alcuni come un colpo da maestro, una sorta di “mandrakata” politica, e da altri, in primis il Sindaco, come un gioco sporco e meschino. Sì, martedi 26 aprile è stato il giorno della “politica del sangue”.
Dopo tre giorni di domande, qualche piccola schermaglia e tanto silenzio, si è arrivati a Sabato 30 aprile, giorno della seconda convocazione del Consiglio Comunale, dove, di nuovo, la minoranza non si è presentata, tranne l’ex capogruppo di maggioranza Ragni, che ha ceduto, presentandosi in Consiglio facendo ottenere il numero legale per il regolare svolgimento, la surroga del nuovo Presidente del Consiglio, con il cambio Pettoello /Archetti) e consentendo pertanto il ripristino della maggioranza, seppur risicata. Sì. Sabato 30 aprile è stato il giorno della “politica di merda”.
E non è essere volgari, perché si è trattato di un vero e proprio tradimento nei confronti della compagna di viaggio in Forza Italia, quella Giovanna Prati ex assessore al Bilancio, portatrice di ben 296 voti alle ultime elezioni, cacciata in malo modo dalla maggioranza e sostituita da un’anonima quanto non rappresentativa (proveniente da Nuvolera) Barbara Pinzoni (niente di personale eh).
Parlo di “politica di merda” perché il ripensamento di Ragni non è arrivato a seguito di una normale e naturale trattativa politica fatta di accordi, compromessi, chiarimenti intavolati con il Sindaco o quanto meno con la Giunta di maggioranza. E non è arrivato neppure a seguito degli ordini di scuderia da parte degli organi provinciali di Partito (Forza Italia), i quali avevano dato a Prati e Ragni libertà di azione e di decisione.
Il ripensamento è arrivato a seguito di interventi e soprattutto “pressioni” esterne, ad opera cioè, e mi dispiace dovermi ripetere, di coloro che nulla c’entrano o dovrebbero centrare con le questioni politiche e amministrative di questo paese, in quanto non candidate e di conseguenza non elette.
Può dire quello che vuole il Sindaco, o meglio, può continuare a dire quello che qualcuno gli dice di dire, ma la verità è che Iseo il suo brutto giorno non lo ha vissuto martedì scorso bensì ieri mattina, sabato 30 aprile, alle ore 9 del mattino quando, dopo tre minuti di ritardo e di illusione, ha fatto la sua apparizione in sala consigliare Luciano Ragni, il quale davvero adesso dovrà fare i conti con la propria coscienza e con gli elettori che gli hanno dato il voto.
Non ci sarebbe stato nessun commissariamento, questo lo sapevano tutti. Sua eccellenza il Prefetto avrebbe benedetto la surroga e anestetizzato la “mandrakata”, questo lo sapevano tutti. L’attentato alla democrazia tanto urlato dalla maggioranza non era altro che un atto dimostrativo, tra l’altro originato da una brillante intuizione della stessa Forza Italia di cui Ragni fa parte, non dalla minoranza di Progetto Iseo. Invece Ragni, subito individuato come “l’anello debole”, ha ceduto, senza neanche tanto tormento interiore. Sono bastate solo alcune telefonate “pressanti” che probabilmente gli hanno ricordato il lavoro che fa, che c’è un PGT da approvare, e poi che gli hanno ricordato anche che al testimone di nozze non si possono fare torti, al paese invece sì, a quanto pare.
Per carità, ci sta, si è visto pure di peggio (non a Iseo), ma rimane davvero tanta, tantissima amarezza. Se è vero il detto che “non è importante la meta ma il viaggio”, ecco che non rimane che osservare come il risultato si sapeva quale sarebbe stato, ma è stato il percorso scelto per raggiungerlo che è stato davvero il peggiore, il più triste e… malinconico. E’ stato confermato ancora una volta che vincono gli arroganti, i professionisti dell’interferenza, coloro che si fanno beffe dei regolamenti (inutile offendersi… è stato dimostrato), quelli che minacciano neppure tanto velatamente chi fa della satira con le vignette consigliandolo di evitare nuove pubblicazioni future, e quelli che si sono dedicati con grande abnegazione in questi due anni e mezzo a ergere un grande muro di gomma tra loro e la cittadinanza. A proposito, davvero esilarante il comunicato di Iseo Sicura apparso nei giorni scorsi sui social, un comunicato che potrebbe essere contraddetto punto per punto, a partire da quella parola tanto decantata quanto abusata: DEMOCRAZIA, e da quella stucchevole quanto offensiva strumentalizzazione dei CITTADINI “che ci rimettono”, per concludere con quella beffarda frase: “Sarà nostra cura tenervi informati ecc… ecc… ecc…”. Ma quando mai ci avete tenuto informati?
Tutta una tirata per i fondelli, che a questo punto probabilmente il paese si merita, perché ancora una volta, tranne poche eccezioni, ha mostrato disinteresse, superficialità e, mi dispiace dirlo, codardìa ed egoismo.
In questi tre giorni ho parlato con tanta gente che chiedeva di essere informata, voleva capire cosa era davvero successo. Ma ho parlato anche con gente che una settimana prima mi fermava e mi diceva “questi qui sono tutti matti, stanno mandando a p… e un paese”, e una settimana dopo invece diceva “che brutta figura la minoranza, così blocca il paese, bisogna lasciarli lavorare, che ci stanno facendo il lungolago nuovo…”. Mi si potrà dire che sono persone inaffidabili, inattendibili, che però votano.
E allora lasciamoli lavorare, che la settimana prossima le stesse persone mi fermeranno di nuovo lamentandosi per la ZTL che non consente il passaggio dei clienti, della strage di multe, della mancanza di eventi ecc… ecc….
Vivo in un paese imbolsito, paragonabile ad un fegato malato, incapace di rigenerarsi, dove la gente in parte è stanca ed in parte è disincantata. Poi ci sono gli opportunisti, i peggiori, quelli che cambiano le opinioni come si cambiano le mutande, a seconda della convenienza personale.
E allora alla fine hanno ragione loro, quelli che manovrano da dietro, il testimone di nozze, Ragni, e tutta l’amministrazione, maggioranza e minoranza, che saranno sempre gli stessi, ma sono gli unici ad avere sempre avuto il pregio di mettersi in gioco, mentre tutti gli altri sono sempre li, fermi, col loro bla bla bla e il loro “vai avanti tu, che poi io arrivo… che se io fossi Sindaco…”.
Faccio una domanda: se per caso si fosse andati davvero al commissariamento e a nuove elezioni, questo paese sarebbe stato pronto? Le opposizioni sarebbero state pronte? Oppure i candidati sarebbero sempre stati gli stessi? Probabilmente sì, ma a questo punto sarebbero davvero in pochi coloro che potrebbero permettersi di dire “eh, non se ne può più delle stesse facce”.
Al fin della fiera cosa rimane di questa settimana di ordinaria follia? Quale insegnamento si può trarre, quale morale?
Personalmente rimane la convinzione che ci sarebbe bisogno come l’aria di un rinnovamento, ci sarebbe bisogno di nuove leve, di qualcosa di nuovo e di diverso. Ma non c’è partecipazione, ne interesse, c’è solo apatia, il senso di appartenenza, quello visto in tutta la sua bellezza e pienezza nei tre mesi più duri del Covid, si è smarrito ed oggi è di nuovo latitante.
Ogni tanto penso che sarebbe una buona idea creare una scuola di politica e di educazione civica; delle occasioni di incontro per far conoscere e conoscere il funzionamento della macchina comunale, le dinamiche di un ente locale, i regolamenti ecc… Un modo per far crescere con calma e pazienza una nuova classe politica, civica. Ma poi mi rendo conto che non interesserebbe a nessuno.
Eppure ci sono gli esempi positivi, basta guardarsi intorno: a Pisogne c’è un Sindaco di 28 anni che sta lavorando bene, certo senza esperienza e coadiuvato da gente preparata, ma la faccia ce la mette lui, e mi sembra che di giorno in giorno cresca, perché un giovane di 28 anni armato di buone intenzioni e di voglia di imparare non può altro che crescere. Penso a Sarnico, dove c’è un Sindaco leghista fino al midollo (quindi non è un problema ne di destra ne di sinistra) che al secondo mandato ha ottenuto il 75% dei consensi, tutti meritati, perché dimostra ogni giorno grande attaccamento al paese e alla sua gente, residenti e commercianti che siano, senza distinzioni di colore politico e partitico, e non perde occasione per promuovere la sua “bella Sarnico, perla del lago d’Iseo”. E ci metto anche il Fiorello Sindaco di Monte Isola, stravagante ma nello stesso pragmatico ed efficace. Tutta gente che in ogni azione del proprio mandato ha sempre messo al centro il paese, la sua crescita, le persone che lo vivono e lo fanno vivere con la propria attività, ed i risultati si vedono. Attenzione: ho citato solo Sindaci con i quali ad oggi non ho avuto alcun rapporto di lavoro, per coerenza e per evitare che qualcuno se ne uscisse con la storia degli “amici degli amici“.
Mi piacerebbe che alle prossime elezioni a Iseo, ci fosse una terza lista, fatta di gente nuova, giovane e meno giovane, che rappresenti il paese e si preoccupi di promuovere il senso di appartenenza, ma sinceramente ho seri dubbi che ciò potrà accadere.
E allora ecco che torno a bomba, alla prima riga, e riconosco di aver perso inutilmente tempo a scrivere, considerate tutto ciò uno sfogo.
Non rimane che farsene una ragione, e sperare che la “mandrakata” delle minoranze, che indubbiamente ha messo in grossa difficoltà la maggioranza (se ne sono viste eccome di facce sbiancate la sera del 26 aprile, e la foto della Famiglia Addams era stata messa proprio per questo, non per offendere), venga recepita da quest’ultima come una sorta di ceffone benefico, che risvegli le coscienze di chi oggi è chiamato a governare il paese, e che riprenda le redini del comando, possibilmente allontanando chi non c’entra nulla.
Buon Primo maggio, buon lavoro. E speriamo bene.
Gianluca Serioli

