Il progetto del nuovo Oratorio: una straordinaria opportunità per TUTTI

Il progetto del nuovo Oratorio: una straordinaria opportunità per TUTTI

Questa è una storia vera, che se fosse una barzelletta del Moròt la potremmo intitolare “Lo scalone santo”.

Ma, purtroppo, come dicevo, è una storia vera, lunga 14 anni, che con stupore e disillusione pare si stia avviando verso  l’ennesimo incredibile finale incompiuto. Questa volta però, se sarà delusione, sarà delusione cocente, un po’ come quel tizio che, dopo infiniti corteggiamenti verso la bella e irraggiungibile donzella, si sente dire dalla stessa: “Domani sera vieni a casa mia, che non c’è nessuno”.  E lui entusiasta ci va, emozionato al sol pensare ai sacrifici fatti per arrivare all’agognato appagamento, suona alla porta della donzella… e non c’è nessuno!

Scherza coi Santi ma lascia stare i fanti. No, non è un errore, è il mutare del tempo, delle convinzioni, delle condizioni, che fa si che il mondo si sia capovolto. E così succede che quando tutte le autorizzazioni sono state ottenute (particolarmente quella della Sovrintendenza),  e la via appare ormai sgombra, ecco che il Comune si traveste da Don Rodrigo e dice che il nuovo Oratorio non s’ha da fare.

Ma perché non s’ha da fare?

Da Palazzo Vantini si dice che nella redazione del progetto non sono state minimamente prese in considerazione le indicazioni degli uffici tecnici comunali, che lo scalone non deve essere eliminato, che il progetto non è conforme al PGT vigente (2012). I tecnici dell’Oratorio e lo stesso Don Giuliano affermano che il progetto invece è conforme, ha ottenuto il benestare della Sovrintendenza, e sarebbe da masochisti rivederlo, modi-ficarlo e ripresentarlo a quest’ultima col rischio di “prendere un calcio nel sedere” (parole testuali di Don Giuliano). 

Poi cala il silenzio, passano i giorni, e si capisce che l’intento della Giunta è quello di arrivare al 28 luglio, giorno della presentazione delle linee guida del nuovo PGT, in base alle quali il Progetto del nuovo Oratorio non risulterebbe più conforme per davvero.

Nel frattempo iniziano le polemiche, le manifestazioni in piazza dei bambini del Grest, la raccolta firme a sostegno di Don Giuliano e dell’Oratorio (ad oggi 1.200 firme portate in Comune). Sono giorni in cui sembra si aprano spiragli e poi subito tutto viene smentito. A fatica si cerca di stare sul filo del dialogo e confronto, come un precario equilibrista affetto da vertigini.

In tutta questa situazione delicata e incerta non poteva mancare il classico elefante che entra nella cristalleria, personificato da Barbieri  da Clusane, capogruppo di maggioranza, che nel Consiglio Comunale del 28 luglio (data fatidica), finalmente scioglie il silenzio che si era autoimposta la Giunta e legge un comunicato, francamente somigliante più ad un diktat, col quale, dopo una premessa tesa a sottolineare che “Il gruppo di Iseo Sicura NON è contrario alla riqualifica dell’oratorio, vi è assenza di pregiudiziali verso la parrocchia e specialmente nei confronti del suo ministro don Giuliano Baronio,  Iseo Sicura e il suo Sindaco hanno come cardini il dialogo, i colloqui ed il confronto”  si afferma che il progetto del nuovo Oratorio dovrà:

1 –  Mantenere la scala di collegamento fra la parte storica e quella sottostante oggetto d’intervento.

2 – L’edificio storico dovrà essere concesso ad uso gratuito per 99 anni all’ente comunale affinché lo stesso possa, coinvolgendo la cittadinanza, identificarne una destinazione d’interesse pubblico.

3 – La torre medioevale, in un’ottica di realizzazione di un percorso denominato “Iseo museale”, dovrà essere ceduta all’ente comunale.

Niente male per una struttura di proprietà della Parrocchia, la quale sulla carta non può ottenere dal Comune il benestare al progetto a causa di una non conformità tecnica, ma se regala le sue strutture al Comune stesso, ecco che, forse, la soluzione la si trova.

Situazione: questo comunicato porta la firma di tutti i componenti della Giunta di maggioranza, ma non del Sindaco, al quale gli stessi si rivolgono proprio in Consiglio Comunale per chiedere di adoperarsi al fine di “contattare al più presto la parrocchia per condividere il contenuto della presente e procedere al deposito al protocollo dopo averne condiviso il contenuto con la stessa”.  Così… d’ emblée…  Dell’Iseo Sicura che come cardine aveva  il dialogo, il colloquio ed il confronto, non v’è più traccia… il tutto sullo stesso comunicato.

Va detto però che di fronte alla lettura del comunicato/diktat, il Sindaco ha assunto una posizione tanto decisa quanto sorprendente. La maggioranza si aspettava un’accoglienza totale da parte di Ghitti, ed è invece arrivata una presa di distanza, con una dichiarazione orgogliosa, a braccio ed in piedi (forse per non stropicciare la lettera di dimissioni che aveva già in tasca… vox populi):

“Siamo tutti d’accordo sul rilancio di un ambiente che io ritengo unico. Il Sindaco sono io e dirigo io le operazioni. Mi assumo io la responsabilità di questa partita, in prima persona. Questa non è una guerra tra Guelfi e Ghibellini, e non deve essere nemmeno una guerra politica.

E’ in gioco un centro nevralgico della vita del paese. Noi chiediamo un approccio il più condiviso possibile, anche per evitare spaccature nel paese e i ricorsi, come già avvenuto in passato. Ricordo che nel 1998 un progetto riguardante la riqualifica dell’Oratorio ottenne tutte le autorizzazioni necessarie e fu affossato dai ricorsi di privati. Ribadisco che questa amministrazione è aperta al dialogo.  Io come Sindaco mi faccio garante di raggiungere il risultato, e lo farò applicando un metodo che ai tempi sollevò parecchie critiche, ma che poi funzionò, che era quello di riunire la maggioranza e la minoranza su unico scopo che era quello di non perdere il  Guerini. Terrò personalmente controllati gli incontri, nel senso che vorrò un report e un timing. E’ un impegno che prendo con Don Giuliano Baronio e con tutti gli iseani”

Il Sindaco ha precisato anche come  molte delle richieste contenute nel comunicato/diktat verranno cassate.  Considerando che quello che viene letto in un Consiglio Comunale viene prima concordato nelle riunioni di Giunta, delle due cose una: o il Sindaco non era d’accordo col resto della Giunta (e questo lo ha precisato poi in Consiglio), oppure non era a conoscenza di questo comunicato duro e a mio avviso inopportuno. Insomma, vien da pensare che ancora una volta la Giunta sia andata da una parte e il Sindaco dall’altra, senza alcun confronto, altrimenti perché questo puntualizzare orgoglioso, che “Il Sindaco sono io e dirigo io le operazioni”?

Di fronte alla presa di posizione del Sindaco, la maggioranza si è  resa conto di essersi buttata in un cül de sac. Un po’ come nel film di Aldo Giovanni e Giacomo, quando Aldo è arrampicato sulle rocce friabili, e aggrappato alla sporgenza a forma di “zoccolo di Gnu”  si fa prendere dal panico: “Non riesco più ne a salire ne a scendere, ne a scendere ne a salire!”.

Mettere un ordine alla realtà

Tante contraddizioni, che tradiscono i buoni propositi di trasparenza e di dialogo, impongono la necessità di dare un ordine alla realtà, riponendo nel cassetto  l’ipocrisia e parlando, come si suol dire, “fuori dai denti”.

Quali sono dunque i reali motivi del veto comunale verso questo progetto? Da mente pensante e da osservatore e “utilizzatore finale” dei commenti degli addetti ai lavori e della gente comune, mi sono annotato questi:

1 – Motivi politici: ripicche verso componenti della realtà dell’Oratorio che, politicamente parlando, sono sempre stati agli antipodi del “credo” politico della maggioranza attuale, tanto da essere etichettati come “comunisti” (neanche democristiani… comunisti). Analoga situazione si sta presentando anche in merito alla questione Sassabanek (altra occasione che stiamo perdendo e che verrà affrontata nei prossimi numeri).

2 – Motivi personali: una sorta di “vendetta” verso Don Giuliano da parte di persone che hanno una forte ascendenza sulla Giunta attuale, riguardo a fatti avvenuti in passato sui quali non voglio soffermarmi.

3 – Ostilità di una parte della comunità di Clusane, alla quale qualcuno ha inculcato  la convinzione che la realizzazione del nuovo Oratorio a Iseo comporta la chiusura dell’Oratorio di Clusane, cosa assolutamente non vera.

4 – Un malessere maturato negli anni da una parte della comunità, che vede la realtà attuale dell’Oratorio come una sorta di “circolo privato” attento al proprio tornaconto. Quante volte, per esempio, è stato sollevato il problema del tendone e delle  sagre che portano via gente ai ristoranti, e non per niente la questione tendone è stata ripresa anche da alcuni esponenti della Giunta.

5 – Lesa maestà: a mio parere l’unico errore commesso dai tecnici, dal Parroco e dal direttivo dell’Oratorio: annunciare in pompa magna  la pubblica presentazione del progetto del nuovo oratorio senza passare dal placet del Comune, del vice Sindaco (e Assessore ai lavori pubblici), degli uffici tecnici comunali. Ritenere scontato il via libera del Comune in un contesto politico e sociale come citato nei punti precedenti, è stato probabilmente considerato un atto di arroganza ed ha irrigidito posizioni che già non erano accomodanti.

In cerca di una via d’uscita (che c’è)

Servirebbe una via d’uscita… che c’è.  La via d’uscita sta in due frasi, dette dal Sindaco nell’ultimo Consiglio Comunale, che sopra sono state appositamente evidenziate in grassetto:

“Siamo tutti d’accordo sul rilancio di un ambiente che io ritengo unico”,   e poi ancora

“E’ in gioco un centro nevralgico della vita del paese”.

La via d’uscita sta dunque nell’ascolto, nella riflessione e nella condivisione, lasciando da parte almeno una volta la politica e i rancori personali.  Sta nel prendere coscienza che ci si trova davanti ad una occasione straordinaria, non solo per l’Oratorio, ma anche per il Comune, il Sindaco, la comunità… per TUTTI.

Io non ho fatto le scuole alte, non ho una  laurea, solo un diploma da ragioniere.  Non ho conoscenze tecniche. Ma penso di aver maturato esperienze e conoscenze tali da poter provare a invitarvi a valutare le potenzialità del nuovo progetto dell’Oratorio in una prospettiva più ampia.

Faccio un salto nel passato, al 2019, a un incontro avuto con l’attuale vicesindaco, che in quei giorni era alla ricerca di spunti e consigli sul programma elettorale da proporre, (probabilmente era a caccia anche di candidati alla lista). 

Aggiungo anche un incontro avuto con il Sindaco, nei suoi primi mesi di insediamento, dove mi chiese la disponibilità ad essere coinvolto nella realizzazione della Proloco (ad oggi ancora al palo) e a continuare ad organizzare eventi di prestigio e di richiamo come avevo fatto fino a quel momento tra mille difficoltà.

Si parlava di turismo, intrattenimento, di eventi e di cosa mancasse a Iseo per fare il salto di qualità in questo settore.

Allora, come oggi, risposi che Iseo ha una potenzialità enorme sotto questo punto di vista, ma manca la mentalità e soprattutto mancano le strutture. A Iseo manca un teatro dai tempi dell’Eden e del Diana. Negli anni si disse che a Iseo non era necessario un teatro, perché nessuno aveva ne capacità, ne voglia ne tempo per creare cartelloni di eventi e portare avanti un impegno sicuramente difficile.

Dal 2011 al 2021 prima come Piacere Iseo e poi come EventiMacramè, abbiamo provato a dimostrare con i fatti che forse era arrivato il momento rivedere certe convinzioni. Abbiamo fatto sempre le nozze con i fichi secchi, portando grandi artisti e registrando grandi affluenze di pubblico, pur non avendo strutture adeguate e spendendo soldi per mettere a norma e in regola gli spazi che avevamo. Abbiamo sempre fatto fatica a far capire la potenzialità inespressa, quello che volevamo fare e come lo volevamo fare. Ma si tratta di una “fatica” storica: come non ricordare il Palatenda del 1983, il concerto di Vasco Rossi, Enzo Jannacci, Ricchi e Poveri, ecc..  in una manifestazione tanto affascinante quanto sfortunata e ostacolata di cui nel 2023 ricorrerà il 40° anniversario.

Da quando ho iniziato a maturare interesse per l’aspetto culturale e di intrattenimento di Iseo, ho assistito all’adozione di almeno tre PGT. Ad ogni presentazione ho sempre sperato che gli addetti ai lavori prevedessero la realizzazione di una struttura dove fare cultura, fosse un teatro, un auditorium, un’area estiva attrezzata Sono sempre rimasto deluso. In questi giorni vedo che anche la nostra amministrazione si sta riempiendo la bocca di buoni propositi in merito a  Brescia e Bergamo città della Cultura 2023, ma nello stesso tempo non posso non notare che ancora oggi non abbiamo una struttura a norma in tutto il territorio iseano, e l’ampliamento dell’auditorium Modigliani dell’Antonietti, tanto paventato in campagna elettorale, è ancora al palo… imperdonabile.

Ogni volta che metto piede sul campo dell’Oratorio mi piange il cuore, perché penso a ciò che ho fatto, alla fatica che ho fatto, alle pressioni che ho subito per cercar di far capire quello che io vedo nel futuro di questo paese e che vorrei vedessero anche gli altri. Ho fatto eventi importanti e riuscitissimi, a testimoniare che si può. Ho sopportato sacrifici economici e una ingiustificabile ostilità degli uffici comunali, che sarei disposto a dimenticare volentieri. Guardate la fotografia qui sotto, relativa al concerto dei Nomadi all’Oratorio nel 2020 (3.000 sedie posizionate), e metteteci dietro il colonnato e il porticato del nuovo progetto dell’Oratorio. Confrontate poi il tutto con la fotografia ancora più sotto, dello Sferisterio di Macerata….

L’allestimento per il concerto dei Nomadi dell’agosto 2020 all’Oratorio (3.000 sedie)
Rendering del Nuovo Oratorio di Iseo
Lo Sferisterio di Macerata

A me questo progetto ha entusiasmato fin dal primo momento!

Iseo non avrà mai un teatro, e allora non lasciamoci sfuggire l’occasione di avere un’area che nessun’altro nel circondario può vantare, in pieno centro,  ma non impattante,  perché inserita all’interno, in una zona sopraelevata.

Il progetto ricorda le arcate di un cimitero?   Mica vero, piuttosto si ispira (è stato detto) alla piazza Cavour di Rovato, dove notoriamente si svolgono tutte le manifestazioni di rilievo del paese.  

Piazza Cavour di Rovato

Il progetto del nuovo Oratorio è addirittura speculare a quello di Piazza del Plebiscito a Napoli (foto qui sotto), luogo di prestigio   dove  si svolgono gli eventi più importanti della città, incluso il concerto di fine anno.

Sopra il progetto di Piazza del Plebiscito a Napoli – Sotto il progetto del nuovo Oratorio di Iseo

Poi c’è il già citato Sferisterio di Macerata, che per gli organizzatori di eventi e gli stessi artisti rappresenta una delle mete più prestigiose. Per non parlare dell’Anfiteatro del Vittoriale di Gardone Riviera, che ogni estate con il “Festival della Bellezza” e il “Festival Tener-a-mente” genera un indotto turistico di decine di migliaia di persone.

Una straordinaria opportunità per TUTTI

Sindaco, lei è uomo di cultura, e mi ricordo che nel 2009 il suo mantra era “Iseo deve volare alto”.. ecco, questo è volare alto. Signor Vice Sindaco, se è vero che lei mi apprezza per quello che ho fatto in questi anni, allora rifletta su queste considerazioni, e sui benefici. Questa è una straordinaria opportunità per tutti:

– Per l’Oratorio e Don Giuliano, che finalmente chiuderebbero un cerchio lungo 14 anni, usufruendo di una struttura moderna, funzionale, che sicuramente li agevolerà nella missione pastorale ed educativa verso i giovani e le famiglie, in un momento storico e sociale decadente, che reclama l’assoluto bisogno di un nuovo umanesimo.

– Per il paese: a livello di presenze e di soggiorno archiviamo un’estate fantastica, e proprio per questo abbiamo il dovere di migliorare e ampliare l’offerta turistica e di intrattenimento. Avere una struttura confortevole, gradevole e per giunta in pieno centro, favorirebbe la realizzazione di festival e rassegne musicali di ogni genere e di qualità, dalla lirica alla classica, dalla canzone d’autore al teatro. La consolidata rassegna di Iseo jazz potrebbe fare un ulteriore salto di qualità potendo ospitare molti più spettatori. Avere una capienza di 1000, 2000, 3000 persone consentirebbe di poter tornare ad ospitare artisti di grande livello nazionale e internazionale, come accadeva negli anni 60 al lido dei Platani, nel 1983 col Palatenda e, mi si consenta, anche con EventiMacramè. Si genererebbe   un indotto tale da portare grande beneficio a ristoranti, bar, hotel, B&B, e quel “malessere” che si diceva sparirebbe. Torneremmo ad essere il punto di riferimento e la regina del lago nei fatti, non a parole.

– Per il Comune, la sua Giunta e il Sindaco, che potrebbero mettere il cappello (senza sborsare un euro) su un’opera così importante, lasciando una impronta tangibile del proprio passaggio, ambizione di ogni Sindaco. 

E allora, se come Giunta dovete chiedere qualcosa in cambio del nulla osta, lasciate perdere lo scalone, e chiedete che si  provveda a mettere a norma per il pubblico spettacolo l’area sportiva, che con il nuovo porticato, le aule, il bar, gli spogliatoi e la sala polifunzionale costituirebbe un “unicum” (termine che piace anche al sottoscritto) ed eleverebbe quest’area ad un vero punto d’incontro, un salotto all’aperto, nel mese di agosto (in cui l’Oratorio è chiuso), anche destagionalizzando  (si potrebbe riproporre il concerto di S. Silvestro). E magari stringete una convenzione, che permetta al Comune stesso di utilizzare  l’area per eventi in almeno 5/6 occasioni l’anno, come del resto è già stato fatto con il Castello di Carmagnola in Clusane. Ed infine, se proprio volete, chiedete la destinazione della torre medievale a percorso museale della città, unica richiesta della Giunta che considero sensata e interessante.

Ma non perdiamo questa occasione straordinaria. Per una volta mandiamo la politica, il campanilismo e i rancori personali a quel paese, e pensiamo a questo paese.

Gianluca Serioli

da PUNTO D’INCONTRO nr.101

Giornale di Brescia – 23/08/2020
Ingresso pubblico da viale Repubblica – Concerto NOA – 08/08/2021
Allestimento concerto Nomadi – Oratorio Iseo – 22/08/2020
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Concerto Roberto Vecchioni – Oratorio Iseo – luglio 2016