Nuovo Oratorio: superato l’ostacolo più duro, ma non è ancora finita.
Chi è sportivo, amante dello sport, esperto di maratona, o meglio ancora maratoneta, ha ben presente cosa sia il trentottesimo chilometro.
Forse più noto come “muro della maratona”, è lo spauracchio dei runner che corrono la gara dei 42 km. E’ il momento in cui, quando il più sembra ormai fatto e il traguardo s’intravede all’orizzonte, le gambe cominciano a bruciare e la respirazione diventa affannosa.
Il momento di crisi che si supera per arrivare alla fase finale in una condizione che è ormai un “oltre”. C’è chi strascica i piedi, oppure arranca con delle andature a metà tra l’azzoppato e l’infortunato, tanto che ti verrebbe da avvicinarti per sorreggerli tutti, ma correresti il rischio di essere picchiato.
Poco più in là, al 42° km, sono accaduti tanti miracoli, uno per ogni runner incrociato una ventina di minuti prima. La luce di sorrisi meravigliosi, dove c’è solo la piega amara delle labbra, gli occhi pieni di gioia e le lacrime, tante lacrime, di quelle contagiose, da pelle d’oca e brividi sulla schiena. Ed è lì che il maratoneta pensa che una metamorfosi di questo genere vale proprio la pena di provarla ancora.
I fatti nostri
Venendo ai “fatti nostri”, la vicenda relativa al progetto del nuovo oratorio di Iseo, pare vestire perfettamente gli abiti della metafora del trentottesimo chilometro.
Ieri infatti, il gruppo di maggioranza ISEO SICURA ha diramato un comunicato dove si annuncia con toni entusiastici che il nuovo oratorio SI FARA’, in quanto
“ la soluzione alle problematiche tecnico progettuali, causa per alcuni mesi di chiacchiericcio, è stata trovata”.
Ed anche che “il progetto prevede il MANTENIMENTO dello scalone, che consentirà ai cittadini ed ai turisti di collegare viale della Repubblica con Rampa Cappuccini e Via Mirolte, creando un percorso di collegamento naturale con il Castello e quindi con la parte medievale del nostro centro storico”.
Il comunicato conclude con: “ora il proseguo dell’iter autorizzativo richiede il confronto diretto fra i tecnici incaricati e gli uffici preposti, affinché ogni norma tecnica sia rispettata”.
Considerazioni
Si tratta indubbiamente di un bel passo in avanti, certificato anche dal comunicato diramato nella serata dello stesso giorno dal Consiglio Pastorale dell’oratorio:
“E’ con grande gioia che comunichiamo che l’amministrazione comunale ha dato il via libera al progetto del nuovo oratorio di Iseo. Ringraziamo nuovamente tutti coloro che ci hanno sostenuto in questi 6 mesi di attesa e dialogo con il comune di Iseo tramite i suoi rappresentanti. Un ringraziamento particolare va anche all’architetto Ezio Pedrocchi che ha realizzato e curato il progetto con la puntualità di apportare modifiche qualora gli siano state richieste. Ringraziando il Signore per la grazia che ci è stata data vi terremo aggiornati sulle prossime vicende”.
Non è finita qui
Già…. “vi terremo aggiornati sulle prossime vicende”. Perché non è finita qui, non è ancora finita, purtroppo. Il muro del trentottesimo chilometro è stato varcato, l’ostacolo più duro superato, ma ci sono ancora quattro chilometri al traguardo agognato, quelli più insidiosi.
L’insidia, parere personale, sta in alcuni passaggi che si leggono tra le righe nel comunicato di ISEO SICURA.
Anzitutto quel “chiacchiericcio” menzionato poteva essere evitato… troppo riduttivo e superficiale chiamarlo così, perché il comunicato/diktat letto in Consiglio Comunale lo scorso 28 luglio dal gruppo consigliare di maggioranza, dal quale lo stesso sindaco Ghitti si dissociò, era tutto meno che un “chiacchiericcio”. Tra l’altro, se proprio vogliamo entrare nel dettaglio, nessuna delle condizioni avanzate in quel comunicato sono passate, manco quella relativa al mantenimento dello scalone.
Infatti, non è esatto parlare di “mantenimento dello scalone”, in quanto lo stesso verrà traslato e spostato di circa 10 metri rispetto all’attuale posizione.
Intendiamoci, qui non si vuol parlare ne di vinti ne di vincitori. Qui ci si augura solo che la reale e costruttiva collaborazione venuta ad instaurarsi tra le parti, riesca a portare a casa il risultato nell’interesse di tutti, perché, mi piace ricordarlo, la realizzazione del progetto del nuovo oratorio è e sarà un’opportunità per tutti, non solo per l’oratorio.
Ma questa è una precisazione dovuta, in quanto la differenza tra “mantenimento” e spostamento dello scalone è sostanziale e potrebbe rappresentare un’insidia non da poco. Non sono un tecnico, ma suppongo che dovrà essere fatto un nuovo passaggio alla Sovrintendenza, e la speranza è che la modifica progettuale dello scalone abbia l’agognato benestare anche da quest’ultima. Ma non è scontato. Qui potremmo scomodare il detto “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco” oppure “non svegliare il can che dorme”, vedete voi, intanto incrociamo le dita, che non fa mai male.
Un’altra insidia è il tempo, inteso come l’arco temporale che caratterizzerà quello che l’amministrazione comunale (maggioranza) identifica come “proseguimento dell’iter autorizzativo, che richiede il confronto diretto fra i tecnici incaricati e gli uffici preposti, affinché ogni norma tecnica sia rispettata”, con l’auspicio che il nuovo progetto, con relative modifiche concordate, sia compatibile con il nuovo PGT che verrà approvato proprio in questi mesi.
Si ricorda infatti che il progetto del nuovo Oratorio non intaccherebbe le casse comunali, ma godrebbe di un finanziamento della CEI che però non durerebbe in eterno, ed il procrastinare continuo dell’approvazione definitiva rischia di portarne alla decadenza.
Ultima insidia è la convenzione che deve essere ancora stipulata tra le parti (Comune e Parrocchia). Qui verrebbe da pensare: pari e patta.
Se infatti l’inizio di questa telenovela deriva dal fatto che l’Oratorio aveva annunciato la presentazione del progetto del nuovo oratorio senza (a dire della maggioranza) aver rispettato le osservazioni degli uffici tecnici comunali e senza avere fatto il passaggio autorizzativo presso il Comune, adesso succede invece che l’amministrazione comunale (maggioranza) ha annunciato con il comunicato di ISEO SICURA che l’Oratorio si farà, senza però aver ancora firmato la convenzione con la Parrocchia.
Conclusioni
Ottimismo, fiducia e unità d’intenti. Sono i tre sentimenti e valori che non dovranno mancare per portare a termine nel migliore dei modi questa “maratona”, trasformando la sofferenza e il sacrificio di questi ultimi mesi in gioia e soddisfazione ma che, a differenza del maratoneta, sarebbe il caso di non sperimentarla più in futuro.
Aspettiamo aggiornamenti, aspettiamo buone nuove.


