Casa Panella e caro cedro del Libano devastato da un fulmine, che dire? Rivederci e grazie, e beffarde mi tornano a mente le note e le parole del “trottolino amoroso” Minghi:
Rivederci e grazie…. E’ meglio non avere più notizie
ne aggiornamenti, se tutto passa, o se il peggio verrà dopo
E così Casa Panella prende i suoi quattro stracci rimasti e malinconicamente ci pianta giù una bella salutata (l’espressione rustica e rozza italianizzata dal nostro dialetto, è fortemente voluta). Una notizia ufficiale estrapolata al vice Sindaco e assessore ai lavori pubblici Quetti venerdì scorso, a margine della conferenza stampa di presentazione del progetto di riqualificazione del lungolago, con la stessa delicatezza di un dentista che ti cava via il dente del giudizio, e pare che lo stesso Vice Sindaco abbia risposto proprio con l’irritazione e il sentiment di una persona che si è tolto un peso: tolto il dente, tolto il dolore.
E subito sono tornate a farsi strada polemiche, ipotesi, considerazioni, unite questa volta alla rabbia di chi, dopo tanti anni e dopo le battaglie in difesa di una struttura con una storia sociale significativa, si ritrova “svuotato” e privato di un bene che avrebbe dovuto avere ben altra considerazione.
La cosa che personalmente mi ha colpito più di tutte, è che Casa Panella è stato il bene comunale sul quale questa amministrazione (intesa come maggioranza) ha messo subito gli occhi, immediatamente, che non era passata neppure una settimana dalla vittoria delle elezioni.
Lo sfratto delle associazioni da casa Panella è stata la prima decisione della nuova amministrazione, la prima grande contraddizione rispetto ad un programma elettorale che non prevedeva nulla di tutto ciò. La prima grande contraddizione del Sindaco, che all’insediamento a Palazzo Vantini aveva parlato di una “non vittoria”, in quanto una differenza così risicata tra vincitori e vinti non poteva considerarsi vittoria, ma avrebbe invece decretato la considerazione di valutare e decidere insieme alla minoranza tutte le operazioni delicate e di grande importanza che la maggioranza avrebbe trattato nello svolgimento della propria legislatura.
Ebbene, io penso che Casa Panella, insieme a Montecolino e il sociale in genere, siano sempre stati i temi più importanti del Comune di Iseo negli ultimi anni. Francamente non mi sembra che le parole del Sindaco abbiano trovato coerente applicazione, ma sono volate via nel vento di una mediocrità amministrativa, e non mi sembra altresì che il programma elettorale di Iseo Sicura, improntato immancabilmente sulla PARTECIPAZIONE e il COINVOLGIMENTO della comunità, abbia trovato felice svolgimento.
Ma perché tutta questa nebulosità, ancora oggi, su questa operazione? Perché non si sa chi sia l’acquirente e siamo ancora tutti fermi alle ipotesi e alle illazioni? Quali sono i termini dell’operazione? Casa Panella è stata venduta (o svenduta) a 2.500.000 di euro o a 2.000.000 di euro? Perché questa ossessione di voler vendere ad ogni costo casa Panella?
E’ vero, anche in passato se ne era paventata la vendita, e la maggioranza era di ben altro colore. Anche allora ci furono polemiche, ma ricordo benissimo che l’argomento fu dibattuto aspramente nei Consigli Comunali. Di fronte agli attacchi perentori e decisi delle opposizioni, la maggioranza rispose altrettanto decisa e in maniera chiara:
“E’ necessario vendere Casa Panella, perché dobbiamo far fronte ad un bilancio disastroso, con un debito di oltre 18 milioni di euro, ereditato dalla precedente legislatura”… guarda caso proprio la legislatura Ghitti.
A quei tempi ricordo che Sindaci e giunte dei comuni di tutta Italia si ritrovavano ogni fine anno a dover rispettare un “mostro” terrificante e temutissimo, che si chiamava PATTO DI STABILITA’. Se non riuscivi, scattava il commissariamento. E ricordo pure che per rispettarlo la Giunta Progetto Iseo dovette vendere la farmacia, l’ex Ipia e tre appartamenti di proprietà comunale.
Oggi non è più così: non c’è più il mostro e soprattutto, per fortuna, le casse del Comune di Iseo non sono per niente disastrate, anzi, navigano in acque tranquille (anche grazie alle precedenti legislature di centro sinistra, che avranno magari fatto poco sotto certi aspetti, ma hanno risanato economicamente una situazione che, davvero, faceva accapponare la pelle).
Allora perchè si è voluto vendere a ogni costo Casa Panella?
Faccio fatica a rispondere in merito, e spero di non cadere in errori tecnico-etimologici. Ho sempre considerato il settore immobiliare e i tecnicismi legati a Piani di Governo del territorio, VAS, bandi pubblici, trattative private etc etc, come territorio insidioso a tal punto da classificare tutto ciò come “robe sporche”, ma questo è un limite mio.
Penso comunque sia più che legittimo avanzare perplessità su questa operazione, per almeno 3 motivi.
Primo: come si era paventato nelle più pessimistiche previsioni (o illazioni?), dopo anni di voci, di docce scozzesi e una moltitudine di aste pubbliche andate deserte, Casa Panella è stata venduta in un attimo al primo tentativo di vendita con trattativa privata. Inevitabile per me tornare all’articolo fatto su PUNTO D’INCONTRO dal titolo “Chi farà San Martino a Casa Panella?”, dove tra le altre cose si scriveva:
“Se due bandi di asta pubblica con importo a base d’asta di euro 2.500.000 sono andati deserti, di cui il secondo scaduto il 31 ottobre dopo essere rimasto aperto per un intero mese, quale miracolo si spera che avvenga in pochissimi giorni con la “vendita a trattativa privata”?
Secondo: per capire quale sarà il futuro della struttura e i veri artefici dell’operazione, sarebbe stato e sarà molto utile individuare chi, nell’ambito dell’adozione del nuovo PGT ha presentato nelle scorse settimane osservazione chiedendo la modifica di destinazione d’uso della struttura a “unità commerciale non ricettiva” .
Terzo: di fronte all’avvenuta vendita “epocale” di una struttura così importante e “sentita” per la comunità, di fronte alle 2.000 firme raccolte e presentate da residenti e associazioni contro la vendita e a favore del ripristino delle sedi sociali delle stesse, di fronte alle inevitabili polemiche degli ultimi mesi e alla straordinaria importanza dell’operazione per le casse del Comune di Iseo (a detta della maggioranza), Sindaco o Vice Sindaco (bizzarra similitudine?) ad oggi non hanno ancora trovato il tempo di fare un comunicato stampa ufficiale dove si spiegano i termini dell’accordo e dove soprattutto si dice con chiarezza chi ha acquistato Casa Panella. Voglio dire… quando il celebre architetto Boeri ha redatto il progetto futuribile su Montecolino, i giornali locali vi hanno dedicato pagine intere, e il vice Sindaco sul suo profilo social gongolava, seppur in questo caso si tratti solo di una cosa in fase embrionale, forse anche meno.
Che dire, questo è un paese che non ama approfondire, e che fa presto a dimenticare, e l’attuale maggioranza da sempre gioca su questo.
Allora, per non dimenticare, lo metto per scritto: andatevi a leggere il programma elettorale di Iseo Sicura e soffermatevi sul perché la lista è stata chiamata ISEO SI CURA, poi fatevi qualche domanda e datevi una risposta. La mia è che Iseo anche questa volta ha perso, e questa è una sconfitta che fa davvero male. CORAGGIO ISEO!

