Apro internet e scrivo: “SILENZIO, citazioni”. Quindi leggo:
Il silenzio è d’oro, il silenzio è tranquillità, il silenzio è calma, è assenza di suono. Quando c’è il silenzio non si sente niente. Il silenzio è vuoto, è assenza di parole e di volontà di comunicare, il silenzio è omertà.
Il silenzio insomma può essere virtù come può essere vizio. Dipende dai contesti. Fin quando poi lo scorrimento verticale del mouse mi porta a questa citazione:
La mafia uccide, il silenzio pure. – Peppino Impastato –
Peppino Impastato da Cinisi. Uno che non voleva tenere gli occhi chiusi. Uno che parlava, sbraitava, urlava, non stava zitto. Uno che aveva creato un giornale, accusato di spalare merda e letame, quando invece lui voleva solo informare, ricevendo solo silenzio. Uno che aveva creato una radio, accusata di spalare merda e letame, quando invece lui voleva solo informare, ricevendo solo silenzio. Uno che non aveva paura del proprio coraggio, e combatteva il silenzio, il malaffare, la ‘ndrangheta, la camorra, la mafia, Cosa Nostra, che aveva preso casa a soli CENTOPASSI da dove lui viveva.
Uno che faceva informazione in un piccolo paese che non voleva essere informato, che invece preferiva tenere gli occhi chiusi, le orecchie chiuse, la bocca chiusa.
Fu ucciso nel silenzio della notte da sicari mafiosi che con una messinscena riuscirono a far credere che fosse stato dilaniato dall’esplosione di un ordigno mentre lui stesso organizzava un attentato dinamitardo.
Da allora la bella Cinisi è diventata famosa non solo per il suo terziario e per il suo incantevole scenario naturale, ma anche per “aver dato i natali al giornalista Peppino Impastato noto per le denunce contro le attività di Cosa Nostra, a seguito delle quali fu assassinato il 9 maggio 1978. Uno che aveva lottato contro la mafia locale, contro la costruzione della terza pista del vicino aeroporto presso la frazione di Punta Raisi“.
Uno che ha lottato contro il silenzio, perché la mafia uccide, il silenzio pure.
“La ‘ndrangheta è presente nel territorio bresciano più di quanto voi pensiate. Ma non è quella che vi fanno vedere in televisione, quella della lupara. E’ diversa, è evasione fiscale, fatture false, aziende cartiere, teste di legno, continui cambi di gestione di bar e ristoranti, continue aperture e chiusure di attività, oscuri affari immobiliari, smistamento di materiali ferrosi ecc… ecc.. ecc…
Un ruolo fondamentale contro tutto questo malaffare spetta ai Sindaci dei Comuni, che devono ergersi a vere e proprie sentinelle, devono tenere gli occhi bene aperti su tutto ciò che accade nel paese che amministrano”.
(Silvia Bonardi – Magistrato di origini iseane – Seminario “TRAGICAMENTE ASSENTI” a Corte Franca contro la Mafia, nel trentennale della strage di Capaci e di Via D’Amelio – febbraio 2022)

