Mi sento in dovere di rivolgermi all’attenzione di chi avrà voglia di leggere queste mie righe per descrivere una situazione che da abitante di Iseo ho trovato assai sgradevole, al pari delle decine di persone che erano in mia compagnia. Come è giusto che sia, parlo per me, basandomi solo su quanto ho visto con i miei occhi, ignorando situazioni che non ho avuto modo di constatare personalmente.
Durante la giornata di lunedì 14 (vigilia di Ferragosto), il bar Garibaldi ha organizzato una piccola esposizione di artisti iseani che mettevano all’asta per scopo benefico le loro opere. Ne è scaturito un buon interesse che ha coinvolto parecchi compaesani e turisti, che ovviamente hanno poi gravitato nell’ampio plateatico del bar in questione. Come da tradizione iseana, il canto di canzoni popolari ha fatto breccia fra gli avventori, sostenuti da alcuni bravi musicisti che si erano dati appuntamento proprio per aumentare l’interesse intorno a questa lodevole iniziativa. Da cosa nasce cosa, ed in un attimo si è creato un buon assembramento di turisti, incuriositi e ammirati dalla compattezza delle voci e dalla semplice originalità del repertorio, peraltro esibito in parecchie altre occasioni e facente parte ormai a tutti gli effetti della tradizione iseana.
Intorno alle 14, fa capolino una avanguardia del corpo dei Vigili Urbani, chiedendo di moderare il volume del canto, come si trattasse di una radio dotata di potenziometro. Poco dopo veniva elevata una sanzione dalla stessa pattuglia, non è dato sapere se a causa delle proteste di qualche altro bar, di qualche abitante infastidito o semplicemente per ordini venuti dall’alto, o forse in quanto la pattuglia si fosse risentita per non essere stata presa in seria considerazione poco prima.
A quel punto, come forma di pacifica protesta contro una sanzione ritenuta ingiusta, in un contesto che è bene ricordare essere benefico, parte della compagnia si trasferiva di pochi passi, per spostarsi proprio all’ingresso del Comune, dove venivano intonate un altro paio di canzoni, con il gradimento degli avventori del bar attiguo.
Poco dopo, senza capire che non si trattava di guerriglia urbana, bensì di un innocente ed allegra compagnia, si presentano i rinforzi, cioè una pattuglia di Carabinieri, che dall’alto dei loro poteri obbligava il gruppo di cantori a dileguarsi, con l’effetto di avere svariati manipoli canori in ordine sparso, molto meno gradevoli e coesi di prima.
Nel pieno di un pomeriggio assolato, alle tre del pomeriggio e non alle tre di notte, quale sarà mai stato il disturbo arrecato alla cittadinanza? Trattasi di assembramento non autorizzato allora? Siamo tutt’ora in presenza di regole anti Covid e non lo sapevamo? Se qualcuno avesse chiesto il permesso di cantare in occasione di una mostra benefica, sarebbe stato concesso? Credo proprio di si, o forse no?
Presso il Parco Garelli, tuttora elargito alla pizzeria attigua in barba ad ogni regola civile, forse ci si sarebbe potuti soffermare? O magari nemmeno lì perché ormai è diventato un luogo privato?
Un po’ di buonsenso dai, un poco di tolleranza; una volta all’anno si potrà vivere la piazza senza per forza vendere qualcosa? O si deve ragionare solo ed esclusivamente in funzione del profitto?
Dopo questa inutile dimostrazione di forza non si capisce bene verso chi, dato che faceva capo al bar un insieme di persone che andava da bambini a ultranovantenni, nella piazza è tornata una calma mal vissuta, con numerosi turisti che non ritenevano così interessante rimanere a scrutare lo sguardo corrucciato dell’eroe dei 2 mondi, anch’egli dall’alto del suo piedistallo perplesso per quanto avvenuto ai suoi piedi.
Niente di grave, per carità, fortunatamente la coesione dei cittadini è più forte delle paturnie degli invidiosi, e del desiderio di silenzio di qualche nottambulo che vuole dormire il pomeriggio invece che di notte, ma davvero sarebbe meglio che le forze dell’ordine fossero più presenti dove davvero potrebbero servire e magari disperdessero coloro che davvero infastidiscono con i loro schiamazzi in piena notte.
P.S.; la raccolta benefica dell’asta in questione ha fruttato prima di sera diverse centinaia di euro, che verranno devolute alla “Nuova Cordata”, alla “Rete di Dafne” e a “La Manica”, realtà che gli Iseani conoscono e apprezzano senza riserve.
Federico Leone – Iseo

