La recensione dello spettacolo l’abbiamo lasciata e la lasciamo ad altri. Mi limito solo a constatare che sono pienamente soddisfatto e onorato di aver portato un artista così importante a Corte Franca. L’emozione che c’era prima dell’evento, mischiata all’inevitabile preoccupazione, è ancora ben presente, e mi lascio cullare da questa piacevole sensazione, che è poi la considerazione di aver fatto una bella cosa, utile non solo a me stesso, ma anche all’immagine di Corte Franca e alla gente, uscita dall’auditorium con la coscienza di avere assistito ad un evento di alta qualità.
Quando organizzi spettacoli di artisti di grande qualità, che personalmente hanno rappresentato molto, e lo fai in contesti che presentano delle criticità, corri il rischio di vederti cadere l’immagine dell’artista stesso che ti eri costruito per anni: è la peggiore delle delusioni.
E’ successo pochissime volte in questi tredici anni di concerti, per la precisione due su oltre ottanta eventi, ma è successo, e ci sarà modo di parlare anche di questo in futuro, precisando che non si è trattato comunque di artisti di primo livello. Dai grandi raramente arrivano delusioni, in quanto sono diventati grandi perché umanamente hanno sempre portato con sé dei valori, quali il sacrificio della gavetta, la conoscenza della fatica e del dolore, il coraggio delle proprie idee, il significato della parola dignità nella sua essenza. Questi valori i grandi non li dimenticano.
RON per me significava e significa molto. L’ho sempre stimato da sotto il palco, e ora posso dire che questa stima la merita ampiamente anche per quello che è al di fuori dell’esibizione. Ho trovato davanti a me una persona pacata, gentile. Un professionista rispettoso del ruolo che ogni persona riveste all’interno dell’organizzazione di uno spettacolo, dal promoter al musicista, dal tecnico all’addetto alla sicurezza. Un artista che, giustamente, pretende che tutto sia predisposto al meglio possibile, ma che conosce benissimo tutto quello che c’è dietro ad uno spettacolo. Una persona semplice e serena, col sorriso sempre presente, lo capisci che fa musica e poesia per passione prima ancora che per lavoro.
Se proprio dovessi qualificarlo con un aggettivo, direi “propedeutico” all’obiettivo che ogni volta, dal 2011, EventiMacramè ripropone con “temeraria” testardaggine alle istituzioni ed enti locali del territorio del Sebino e della Franciacorta: LA REALIZZAZIONE DI UN TEATRO.
“E’ incredibile come arrivando qui vedi case e ville che vanno dai 4.000 euro al mq in su, per poi non avere un teatro, ma una location per concerti così….” (alludendo alle sedie in luogo delle poltroncine, e ad altri particolari)
Intendiamoci, questa affermazione, del manager (non di Ron), non deve essere intesa come squalificante verso il Comune di Corte Franca, anzi. Il Comune, la Sindaca e i suoi collaboratori mi hanno sempre dato massima collaborazione e attenzione, e la stessa amministrazione ha partecipato di recente ad un bando regionale, con un progetto davvero interessante che prevedeva una importante operazione di riqualifica dell’Auditorium 1861 Unità d’Italia: ampliamento zona camerini, poltroncine in sala, ampliamento della capienza, già di per sé buona (si può arrivare a 500 posti a sedere, come è stato con Ron), platea a salire per garantire buona visibilità anche nelle ultime file (purtroppo criticità esistente oggi), nuova pavimentazione del piano sala con soluzioni che portino al miglioramento dell’acustica ecc..).
Il progetto è stato bocciato dalla Regione in quanto, mi si dice, non sarebbe garantita la continuità degli eventi. Davvero molto strano, visto che come referenze nella presentazione del progetto, tra gli altri, sono stati inseriti gli eventi organizzati dal sottoscritto all’auditorium (Antonella Ruggiero, Paolo Ruffini, Fabio Concato, Dodi Battaglia), in zone limitrofe come Iseo, Provaglio e Adro (Gaetano Curreri due volte, Angelo Branduardi, Roberto Vecchioni, Nomadi, ancora la Ruggiero e Concato, Noa due volte ecc..) e che dopo la bocciatura ho continuato “temerario” a proporre eventi: Alberto Bertoli, Filippo Graziani, Drupi, Vandelli, le serate su Gaber, Battiato e De Andrè di Andrea Scanzi e di Giulio Casale ecc…) senza il contributo di enti locali e di istituzioni, ma con l’obiettivo di continuare un percorso ben preciso che vedeva come meta finale il posizionamento di Corte Franca di Iseo e della Franciacorta come “punto d’incontro culturale e musicale di qualità”
L’ultimo, quello di venerdì sera, RON, sold out, 500 spettatori. Un successo nello spettacolo proposto, di partecipazione, e anche di organizzazione.
La verità purtroppo è come sempre politica: il Comune di Corte Franca è di centrosinistra, la Regione è di centrodestra, anzi, è Lega. Una gran brutta cosa la politica al giorno d’oggi….
Torno alla serata di RON: tutto perfetto, dallo spettacolo all’organizzazione. Di più non si poteva fare, mi faccio i complimenti da solo. Rimane solo un’amarezza, che solo un organizzatore e promoter può aver notato e può avere, ma siccome sono sempre stato sincero e trasparente, la dico qui:
Ogni volta che organizzo eventi di questo tipo, vado orgoglioso (a mio parere giustamente) nel far notare come EventiMacramè sia un vaso di coccio in mezzo a tanti vasi di ferro. Ogni volta che pubblico il tour di un artista, mi preoccupo, ma soprattutto mi emoziono nel far notare come tra decine di date di città conosciute e location prestigiose, tra un teatro Lirico di Aosta, un teatro nazionale di Milano, un Auditorium della Musica di Roma e un Teatro Ponchielli di Cremona, tra una spallata e l’altra compaia anche “l’auditorium 1861 unità d’Italia di Corte Franca” o un “Teatro Pax di Provaglio d’Iseo”. E vado ancora più orgoglioso di registrare un sold out dopo l’altro pur non avendo grandi risorse economiche e non potendo fare grande promozione “fisica” (cartelloni, manifesti) degli eventi, particolarmente a Iseo.
In termini calcistici, mi sento come la Feralpi Salò, che partecipa a un campionato di calcio professionistico senza avere le strutture, ce la mette tutta, e poi magari è costretta a retrocedere sì, ma non per demeriti bensì per mancanza di strutture, collaborazione, risorse economiche. A proposito: a chi mi dice “sei contento? C’era pieno, l’incasso l’hai fatto“. E’ vero, c’era pieno, l’incasso l’ho fatto, ma che ci crediate o no, io venerdì sera non c’ho guadagnato nulla, anzi… “sono andato sotto”. Non è fare la vittima, ma per far capire che sono disposto anche a questo pur di raggiungere il vero obiettivo.
Dove sta dunque l’amarezza? Ho notato che la consuetudine dello staff di Ron, particolarmente sui social, è quella di pubblicare il giorno successivo una fotografia dello spettacolo tenuto con una breve descrizione e il successo ottenuto. E’ successo per la prima data, al Teatro di Vercelli, per la seconda data, al Teatro di Aosta. Corte Franca era la terza data, mentre oggi Ron sarà a Roma. Purtroppo Corte Franca non è stata pubblicata, e questo lo posso e DEVO comprendere.
Lo spettacolo di Ron necessitava una dimensione teatrale, e noi, con tutti gli sforzi possibili, questo non abbiamo potuto garantirlo, eccezion fatta per un pubblico composto e completamente immerso nell’ascolto del concerto, davvero intimo e di qualità.
E’ un amarezza per me, certamente. Ma era prevista, anzi, considero la serata di RON come propedeutica. Come detto allo staff, al management e all’artista stesso, io continuo a fare concerti, fin quando potrò, con lo scopo di evidenziare quanto ritorno e indotto ci sarebbe per queste zone, piene di imprenditori facoltosi, se solo venisse realizzato un vero teatro e ci fosse più collaborazione, sensibilità e partecipazione in certe figure e realtà.
Per questo articolo metto questa fotografia, e non è un caso:

Nel momento in cui me la stanno scattando, subito dopo lo spettacolo, in camerino, il manager di Ron mi sta dicendo quanto segue:
“Allora… sei contento? E’ stato un successo. Adesso però bisogna insistere con l’amministrazione di Iseo per realizzare un teatro come si deve”.
La risposta è la mia faccia, stanca, soddisfatta e disillusa… dice tutto.
Grazie a tutti coloro che sono venuti al concerto, agli sponsor, allo staff EventiMacramè… e grazie a RON, speriamo di rivederci presto, in un teatro.
NOTA BENE: Tengo comunque a precisare che tutto questo non deve assolutamente screditare la struttura dell’Auditorium 1861 Unità d’Italia, che rimane comunque una location più che idonea per spettacoli di buona qualità. Dico solo che con la collaborazione di Comune e qualche imprenditore facoltoso della Franciacorta, si potrebbe davvero fare una trasformazione significativa (solo a mettere le poltroncine e una pavimentazione giusta si farebbe già un bel salto) si potrebbe alzare l’asticella creando davvero un grande indotto turistico culturale che andrebbe a integrare quello legato alle cantine e al lago d’Iseo. Io continuo a non farmene una ragione che Iseo non abbia un teatro, e l’unica cosa che posso fare è provare a “sorprendere” facendo cose che, in tutta sincerità, in pochi proverebbero a fare

