AGOP, un principe armeno tra Sebino e Franciacorta

AGOP, un principe armeno tra Sebino e Franciacorta

Tra i tanti curiosi ed illustri personaggi adottati dalle rive del nostro lago, corre l’obbligo di ricordare la figura del principe armeno Agop Ouglon Keutchè, tra i numerosi attori di quella feconda stagione che ha contribuito all’affermazione turistica del nostro territorio.

Nato a Costantinopoli il 25 aprile del 1913, emigra in Italia con la famiglia in seguito alla caduta dell’Impero Ottomano e alla proclamazione della Repubblica Turca, abbandonando una pregevole villa nobiliare che viene impudentemente incendiata dai rivoltosi.

Alla fine della seconda guerra mondiale trova un impiego presso l’UNRRA (United Nations Relief and Rehabilitation Administration) un fondo istituito nel 1943 per fornire aiuto e assistenza ai Paesi più colpiti dal conflitto, attraverso programmi orientati a sostenere le fasce più deboli della popolazione. Successivamente, in virtù della propria conoscenza delle lingue e grazie all’amicizia e all’interessamento di alcune delle più importanti famiglie nobili della Franciacorta vicine alle formazioni partigiane monarchiche (i cosiddetti “azzurri”), approda ad Iseo e diviene funzionario della ricostituita Azienda Autonoma di Soggiorno.

Con l’avvento di Tino Bino alla presidenza, l’Azienda Autonoma allarga il perimetro del proprio territorio includendo i comuni di Sulzano, Sale Marasino e Montisola, orientando il proprio sguardo alla vicina Franciacorta, allora agli albori del successo vitivinicolo.

Grazie ad una lungimirante operazione di promozione turistica, nella seconda metà degli anni ’60 l’ente organizza il I° Festival del Vino. Il principe Agop, sfruttando le proprie conoscenze, riesce a convincere gli aristocratici franciacortini ad ospitare la manifestazione nelle proprie prestigiose residenze.

Il festival si rivela un successo e favorisce il lancio del marchio Franciacorta, vantando la partecipazione di autorevoli giornalisti dell’epoca quali Veronelli e Brera. Agop diventa dunque un punto di riferimento per i nobili sebino – franciacortini, i quali ben presto designano l’Azienda Autonoma e il vicino lungolago a luoghi di ritrovo quotidiani, popolando e animando il centro di Iseo.

Di fede copta, il principe non tradirà mai la propria devozione alla causa nazionale e religiosa, donando di volta in volta alla Chiesa Armena di Venezia preziose foglie d’oro conservate in un libro portato con sé durante l’espatrio.

La sorella di Agop sposa il barone Monti Della Corte. Dal matrimonio nasce Beatrice, moglie del celebre scrittore, attore ed artista austriaco Gregor Von Rezzori.
Personalità dai gusti raffinati e dai modi garbati, conditi dagli aspetti più bohemien dell’identità aristocratica, Agop si spegne in Iseo il 15 marzo del 1977.

(In foto: Il principe Agop in una caricatura di Micio Gatti del lontano 1955)

Michele Consoli

Punto d’Incontro nr.116