H2IseO, appello ai Comuni: ALZATE LE ANTENNE!

H2IseO, appello ai Comuni: ALZATE LE ANTENNE!

L’unica cosa rassicurante cui residenti e comuni cittadini si sono “aggrappati” negli ultimi due anni di silenzio vergognoso e di omertà da parte dei promotori del progetto H2IseoO, ossia i treni a idrogeno e i centri di produzione stoccaggio e distribuzione dello stesso, era stata la risposta dei tecnici a queste domande:

E LA SICUREZZA? E LA VICINANZA AL CENTRO ABITATO? L’IDROGENO PRODOTTO NON E’ GREEN MA GRIGIO, QUINDI INQUINANTE. INOLTRE E’ ALTAMENTE INFIAMMABILE ED ESPLOSIVO… SIETE SICURI DI QUELLO CHE STATE FACENDO?

Naturalmente nessuno si è fidato delle risposte imbarazzanti del governatore Fontana, sì, quello che aveva detto che: “Green? Grigio?L’idrogeno è idrogeno” e che aveva detto anche che “prima si fa e poi si dice”, e anche che “ce lo chiede l’Europa”, oltre che naturalmente il vecchio e caro inno di battaglia leghista, risultato tanto nefasto proprio qui a Iseo: AVANTI TUTTA!

Stendiamo un velo pietoso poi sui vari Gibelli (seppur la chicca che a Iseo c’è una centrale idroelettrica non è certo passata inosservata), Caradonna (nomen omen) colui che ha sempre detto che ISeo è stupenda e ci verrebbe ogni fine settimana a soggiornarvi, solo che quando gli ho offerto gratuitamente il soggiorno in una delle mie case vacanza confinanti con l’impianto di produzione di idrogeno a Iseo, non so come mai non mi ha risposto. E non dimentichiamo lui, il girasagre con delega alle compensazioni, che quando il Comune di Iseo ha avuto la coscienza di organizzare un incontro tra tecnici del progetto e residenti, non ha mancato esternare la sua disapprovazione agli amministratori comunali, che il suo partito, quello del “Dio, Patria e Famiglia” ha raccomandato il silenzio e il meno si parla meno si sbaglia. Tutti quanti si sono distinti in questi mesi per arroganza, strafottenza e reciproche pacche sulle spalle.

L’unico appiglio, dicevo, erano state le risposte dei tecnici del progetto nel famoso incontro di cui sopra, organizzato purtroppo a giochi fatti dalla maggioranza di ISEO INSIEME un mese DOPO l’insediamento a Palazzo Vantini.

Si trattava comunque di risposte verbali, senza documentazioni, senza certificazioni, senza nulla insomma… come sempre. Però erano delle risposte, che dicevano questo:

“Le distanze ci sono, la relazione è stata fatta dal collegio dei geometri di Trento (???!!!), la pressione dell’idrogeno nei bomboloni è talmente irrisoria che si potrebbe costruire un impianto di produzione a soli 5 metri dal centro abitato. Per quanto riguarda il rischio incendi, il progetto (mai visto e sempre negati gli accessi agli atti) prevede sistemi antincendio tali che scatterebbero al primo accenno”….. bene, ma se esplode? Cosa ce ne facciamo di un sistema antincendio se esplodono uno o più bomboloni? Nessuna risposta, però ci hanno fatto veder eun distributore di idrogeno in america, uguale a un distributore di benzina, stesse funzioni…. boh.

Ma la risposta vera alla quale noi poveri residenti confinanti ci siamo attaccati è stata la seguente:

“Sicurezza? Certo che è sicuro. Dovete tenere presente che questo progetto ha tutte le certificazioni e permessi del caso (lo teniamo presente, ma non ci avete mai fatto vedere uno straccio di documento firmato, per esempio, la relazione ambientale di via Ninfea cosa dice?). Tutto è stato approvato in sede di CONFERENZA DEI SERVIZI (procedura che viene attuata proprio per “snellire” le pratiche ed evitare ricorsi e controversie che possono rallentare l’iter, col rischio di perdere i fondi del PNRR.)

INOLTRE C’E’ IL NULLA OSTA DEI VIGILI DEL FUOCO, ED E’ RISAPUTO CHE COI VIGILI DEL FUOCO NON SI SCHERZA. SE HANNO DATO IL NULLA OSTA E’ PERCHE’ TUTTO E’ A POSTO, NON CI SONO RISCHI E SAREMO DOTATI DI UN PERSONALE ALTAMENTE SPECIALIZZATO, FORMATO, ISTRUITO.

EBBENE….

Grande sorpresa (non è vero) e sbigottimento (è vero) quando questa mattina sui social viene condiviso sul gruppo “Comitato treni a idrogeno” un post dal sito FERROVIE.INFO e un articolo del GIORNALE DI BRESCIA del 12 giugno (oggi) a pagina 16.

Nel post, poi ripreso anche dal quotidiano di legge questo:

TITOLO: Ferrovie: Treni a idrogeno in Valle Camonica, emergono criticità

Lo scorso febbraio, nell’area ferroviaria di Rovato (Brescia), è stato presentato ufficialmente il primo treno italiano alimentato a idrogeno, insieme al primo impianto nazionale dedicato alla manutenzione e al rifornimento di questi convogli di nuova generazione.

I treni entreranno in servizio sulla linea Brescia-Iseo-Edolo a partire dal 2026, nell’ambito di un progetto che punta a eliminare completamente le emissioni inquinanti nel trasporto ferroviario regionale.

Tuttavia, a pochi mesi dall’avvio operativo, emergono le prime criticità. La Fns CISL, federazione sindacale che rappresenta anche i Vigili del Fuoco, ha inviato una lettera formale al Capo del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, Soccorso Pubblico e Difesa Civile per segnalare una possibile falla nel sistema: la mancanza di una formazione adeguata del personale per la gestione di eventuali emergenze legate all’idrogeno.

L’idrogeno è un combustibile pulito e atossico, ma estremamente infiammabile e capace di diffondersi rapidamente nell’aria. Proprio per queste caratteristiche, richiede protocolli di sicurezza rigorosi e una preparazione specifica degli operatori di primo intervento.

“Dalle informazioni in nostro possesso – si legge nella nota inviata da Fns CISL – risulterebbe una collaborazione in corso tra il Comando dei Vigili del Fuoco di Brescia e Ferrovie Nord in materia di prevenzione incendi e gestione dell’impianto. Tuttavia, non risulta alcuna formazione concreta rivolta al personale operativo, né di ruolo né volontario”.

Il sindacato sottolinea come “cresca la preoccupazione tra gli operatori del Comando di Brescia” per l’assenza di un piano formativo specifico, fondamentale per affrontare in sicurezza potenziali incidenti legati ai treni a idrogeno, soprattutto nelle aree urbane attraversate dalla linea.

La richiesta è chiara: “Per tutelare l’incolumità degli operatori e dei cittadini del territorio di competenza del Comando di Brescia – conclude Fns CISL – è urgente avviare un percorso di formazione tecnica specifica sugli interventi da eseguire in presenza di treni alimentati a idrogeno”.

COMUNI…. ALZATE LE ANTENNE!

Gianluca Serioli – Punto d’Incontro nr.121