H2IseO: ISEO FOTTUTA? COL CAVOLO!

H2IseO: ISEO FOTTUTA? COL CAVOLO!

Quando un protocollo d’intesa non è più un protocollo d’intesa…

Come diceva il Padrino? “Prima avevate la mia curiosità, ora avete la mia attenzione”
Eh si, i nodi vengono al pettine, l’affare si ingrossa. C’è davvero di non volere essere nei panni dell’attuale amministrazione comunale iseana che dovrà trovare una urgente ed efficace soluzione al traffico congestionante, ai ritardi, ai tempi d’attesa, alle sbarre sempre abbassate. Problema che si sta manifestando per molti Comuni, interessati dalla tratta Brescia – Iseo – Edolo, ma che in Iseo si amplifica fino ad assumere le sembianze di una scimmia sulle spalle per via di un paese che si trova letteralmente tagliato in due e per giunta con un unico collegamento al centro che rischia di essere quasi sempre non percorribile per via di un passaggio a livello: la povera, tartassata, denigrata, via Mier.

Il titolo del giornale dice tutto, o quasi tutto… ma inutile fare polemiche col paese e al cronico disinteresse verso la cosa pubblica se non solo quando i buoi sono fuori dalla stalla e soprattutto quei buoi pestano l’erba del proprio giardino e dei propri interessi. Questo è il momento di pensare all’oggi e al domani e come venircene fuori.
Sì, forse, ora che il problema si è allargato a TUTTO il paese, con le sbarre dei passaggi a livello sempre giù, le lunghe code, l’inquinamento, i disagi vari etc etc etc, ecco che forse sarebbe giunto il momento di fermarsi e approfondire per bene un’opera che, è ormai sotto gli occhi di tutti, rischia di svalutare un territorio e rovinare l’immagine di una località turistica.

IL PROTOCOLLO D’INTESA

“Un protocollo d’intesa è un accordo formale, ma generalmente non vincolante dal punto di vista legale, tra due o più parti (pubbliche o private) che definisce le linee guida per una futura collaborazione su obiettivi comuni, condividendo un interesse reciproco. Spesso rappresenta un primo passo verso un accordo più formale e dettagliato, o una dichiarazione di intenti e un orientamento politico-amministrativo, piuttosto che un contratto vero e proprio”. Il dizionario dice così.

Il protocollo d’intesa, da non vincolante è diventato vincolante attraverso la delibera di giunta N. 29 del 25-02-2022 / Giunta Ghitti – Iseo Sicura (che ancora oggi questo nome risulta così beffardo…) la quale ha confermato integralmente i contenuti del protocollo stesso.

GLI INTERVENTI PREVISTI DAL PROTOCOLLO D’INTESA

Per chi si fosse perso le puntate precedenti, il protocollo d’intesa ha per oggetto la realizzazione nel Comune di Iseo degli interventi relativi al progetto H2iseO, ossia:
A) realizzazione (in via Ninfea) di un impianto (sperimentale) di produzione, stoccaggio e distribuzione di idrogeno per alimentazione dei treni ad idrogeno.

B) realizzazione di un nuovo Polo Manutentivo, in sostituzione dell’attuale polo manutentivo di Iseo, che risponda alle nuove esigenze ferroviarie di Ferrovie Nord e di Trenord.

Le parti coinvolte nel protocollo sono:

FERROVIENORD S.p.A., rappresentata dal Dott. Enrico Bellavita, nella sua qualità di Direttore Generale

COMUNE DI ISEO, rappresentato dal dott. Marco Ghitti, nella sua qualità di Sindaco

FNM S.p.A. (Trenord) rappresentata dal Dott. Andrea Angelo Gibelli, nella sua qualità di Presidente (e qui consentitemi una ola d’ingratitudine per questo soggetto, espressione di maleducazione, arroganza e del turpe modo di fare politica che oggi caratterizza Regione Lombardia).

GLI INTERVENTI COMPENSATIVI

Il piano degli interventi previsti dal protocollo d’intesa con cerchiato in giallo l’intervento P

A fronte dell’autorizzazione da parte del Comune di Iseo per la realizzazione dei punti A e B sopracitati, vengono individuati e accordati i seguenti interventi, alcuni dei quali necessari come l’aria e attesi da decenni. Questi interventi compensativi, che oltre a risolvere la totalità dei disagi che si stanno in questi giorni manifestando, verrebbero sostenuti economicamente da Ferrovie Nord e Trenord.

C – Eliminazione del passaggio a livello di Via Mier

D – Realizzazione di un sottopasso con contestuale eliminazione del passaggio a livello di via Roma

E – Realizzazione di un percorso pedonale di collegamento dalla stazione / passerella pedonale al lungolago

F – Riqualificazione dell’ex fabbricato viaggiatori (Cral ndr)

G – Installazione ascensori dedicati anche al trasporto di biciclette all’interno delle torri della passerella per l’attraversamento del sedime ferroviario

H – Adeguamento del parcheggio di via Mier con nuova impermeabilizzazione e pavimentazione

I – Realizzazione di una rotatoria all’incrocio fra via Roma e via Mier

J K Realizzazione collegamento via Mier/via Ninfea e via Mier/stazione

L– Ampliamento del parcheggio di via XX settembre

M – Realizzazione di un’area verde da destinare a parco

N – Autorizzazione in favore del Comune ad intervenire in futuro, con
risorse comunali, su via XXV Aprile per la sopraelevazione del muro esistente e realizzare un collegamento via Mier / stazione.

O – Produzione da parte di Ferrovie Nord di uno studio idrogeologico che approfondisca le cause degli allagamenti di via Roma in occasione di forti temporali e indichi le soluzioni perseguibili per mitigare detti allagamenti.

P – Realizzazione di verde urbano nell’area dell’asta di manovra dismessa di via Ninfea, con disponibilità di Ferrovie Nord a cedere l’area al Comune.

AMMONTARE TOTALE DELLE OPERE COMPENSATIVE Euro 72.000.000

LA BEFFA DELL’ARTICOLO 4

Purtroppo però nel Protocollo d’intesa, neanche tanto nascosto, c’è anche un articolo che, come si suol dire, “fa saltare il banco”. Dice questo:

“Gli Interventi del presente Protocollo saranno attuati per fasi, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili. Ferrovienord si impegna a realizzare gli interventi previo ottenimento delle relative autorizzazioni e subordinatamente alla effettiva disponibilità delle risorse finanziarie necessarie”

Tradotto: Grazie per l’impianto di idrogeno e per le autorizzazioni. Le opere compensative? Non ci sono i soldi, spiacenti…cordialità.

INTERVENTI COMPENSATIVI PREVISTI: 14 – REALIZZATI: 0

E adesso?

Che cosa si può fare? Fino ad oggi alle numerose richieste di informazioni, rassicurazioni, delucidazioni, avanzate dai residenti, dal Comune, da alcune associazioni, e anche da studi legali (per conto di alcuni residenti nei pressi di via Ninfea) non vi è mai stata alcuna risposta: riprovevole quanto arrogante comportamento che nei mesi non ha fatto altro che legittimare dubbi, perplessità sull’opera in questione, sulla sua funzionalità, utilità, sostenibilità e soprattutto sulla sicurezza. La vecchia amministrazione si è nascosta dietro un’omertà mista tra la convenienza e l’imbarazzo. La nuova amministrazione si è mostrata inizialmente troppo timida, poi impotente di fronte a un protocollo d’intesa capestro che pesa come un macigno, e i malumori degli utenti e dei residenti che ogni giorno aumenta fino a diventare esasperazione. Malumore che troviamo in frequenti e diverse esternazioni sui social – Eccone solo una piccola testimonianza:

“Che schifo!” – “È una vergogna all’alba del 2026” – “Poi vogliono fare i futuristi con il treno a idrogeno” – “Il treno era meglio metterlo completamente in pensione, che i convogli sono quasi sempre semivuoti” – “Ferrovie Trenord una vergogna e grazie al “buon governo” della regione che ha dato per altri 10 anni la gestione della bs/edolo a questi incapaci” – “E’ rimasto fermo 15 minuti sotto casa mia: rumore e inquinamento. Ma che roba è?” – “Treno a idrogeno poi 100 macchine ferme a motore acceso per dieci minuti (Malegno)” “Ci vuole ancora l’omino delle sbarre”“A Pisogne dopo 25 minuti di attesa sono dovuti intervenire i carabinieri” – “E’ rimasta bloccata anche l’ambulanza”, fino al classico e italico “e il Comune cosa fa?”.

Qui finisce il tempo dell’ indifferenza

“L’opera non può essere fermata, ci sono troppi soldi in ballo” – questo il leit motiv degli ultimi due anni, nonostante il progetto di giorno in giorno manifestava lacune, limiti, contraddizioni, carenze.

Oggi siamo arrivati a un punto cruciale, e tutto si può fare tranne che restare fermi, indifferenti in attesa degli eventi, che già ne sono stati combinati abbastanza di disastri da chi ha agito nel silenzio e nell’assenza di tanti. Ne va del futuro del paese e, detto francamente, ne va anche della dignità di persone che sono state letteralmente “coglionate” da Regione Lombardia e da Trenord, comunità iseana inclusa. Lascio fuori Ferrovie Nord Iseo perché ritengo che anch’essa sia stata vittima degli eventi e di ordini arrivati dall’alto. Sbaglierò? Non è importante. Ciò che ora conta è FARE QUALCOSA e SALVARE IL SALVABILE.

Ci sarebbe da accertare se nel 2021, quando è stato sottoscritto il protocollo d’intesa “capestro” e attuata la conseguente delibera dalla Giunta Ghitti, vi sia stata la malafede del Comune di Iseo nel sacrificare una fetta di paese per convenienza “politica-partitica-elettorale” o se vi sia stata semplicemente ingenuità e scarsa conoscenza del tema. Infatti, ricordo come se fosse ieri il vicesindaco Quetti che derubricava la pericolosità dell’impianto di produzione, stoccaggio e distribuzione di idrogeno in via Ninfea paragonandola ad un innocuo distributore di benzina. Oppure il governatore Attilio Fontana che, di fronte alle preoccupazioni di coloro che affermavano che l’idrogeno prodotto in via Ninfea a Iseo non era “green” bensì “grigio”, ottenuto cioè con l’impiego di gas metano e relativa CO2 rilasciata nell’aria, riuscì a rispondere con supponenza che “l’idrogeno è idrogeno”.

Troppa supponenza e superficialità dalle alte sfere per non pensare male. Troppi imbarazzi degli ingegneri nel rispondere alle poche domande che sono state concesse alla comunità (e anche a persone tecnicamente preparate e informate) in quei soli 2 incontri pubblici organizzati solo quando TUTTO ERA STATO DECISO. (a dire il vero uno solo, perchè l’altro è stato organizzato dall’attuale amministrazione suscitando le ire della Regione e del girasagre del Sebino).

Per non parlare della totale assenza di risposte alle lettere inviate da alcuni residenti dove si segnalavano i danni alle proprie abitazioni arrecate dai lavori di palificazione e realizzazione dell’impianto….

A proposito, ci sarebbe da chiarire anche come mai sono stati ascoltati (e pure accontentati nelle richieste) coloro che in cambio hanno ceduto una fascia di terreno necessaria ai titolari del progetto per realizzare l’impianto di produzione di idrogeno. (vedi cerchio rosso all’interno del cerchio giallo della figura sopra). Una concessione di area per 60 anni a un privato di cui l’attuale amministrazione comunale non era a conoscenza!

Ci sarebbe da accertare se vi siano gli estremi per impugnare il protocollo d’intesa per il venir meno degli impegni presi. Voi direte “eh, ma se c’è scritto che è condizionato alla liquidità disponibile di FNM e questi non ci sono, c’è poco da fare, pollo il Comune di Iseo”.

IL PUNTO P

Non è proprio così, perché se è vero che per la realizzazione di 13 interventi su 14 è previsto un esborso economico, ce n’è appunto uno che non richiede nulla, ed è proprio l’ultimo. L’intervento P, ossia:
Realizzazione di verde urbano nell’area dell’asta di manovra dismessa di via Ninfea, con disponibilità di Ferrovie Nord a cedere l’area al Comune.

Tradotto: “Ci impegniamo a realizzare verde urbano nell’area in questione, e siamo altresì disposti a cedere il tutto al Comune”. Zero spese quindi. Si tratterebbe di rimuovere la ferrata del “binario morto” (opera da fare in economia col proprio personale dipendente) e pulire l’area con lo sfalcio di erbacce ed arbusti, un’opera che peraltro viene già svolta periodicamente (seppur con cadenze troppo lunghe, e i risultati si vedono nelle foto che seguono) dal personale di Ferrovie Nord Iseo.
E allora cosa aspetta il Comune? Sembra che si sia attivato in tal senso, e che abbia ricevuto pure una risposta, la seguente: “No, l’area non ve la cediamo più perché ci serve per spostare i treni inutilizzati”.

“Speta un momento” – bisognerebbe rispondere… “Il protocollo d’intesa dice che l’area non la date se non avete i soldi per sistemarla. NON DICE CHE NON LA DATE PERCHE’ VI SERVE“.

L’area di via Ninfea (intervento P) – Oggi è così: è un’immagine decorosa per il paese?

La cosa che SI DEVE FARE ASSOLUTAMENTE, abbandonando il condizionale, è quella di unirsi, comunità e Comune. Anzi, la comunità deve unirsi al Comune, l’opposizione e minoranza iseana, rappresentata da ISEO E’ ORA, che sta esercitando degnamente il ruolo che le è stato attribuito dal voto, e SIAMO ISEO che a mio parere non è nata dalle ceneri della vecchia maggioranza (se non si fosse capito, è un complimento) deve pungolare e sollecitare la maggioranza attuale, magari unendosi anch’essa, e il Comune deve unirsi agli altri comuni, perché i disagi, i disservizi e l’inadeguatezza del progetto Hydrogen Valley sta ricadendo, come tristemente previsto, non solo sul Comune di Iseo, ma su molti comuni legati alla tratta Brescia-Iseo-Edolo.

Quegli stessi Comuni i cui sindaci hanno dato il via libera nella “conferenza dei servizi” (che altro non è che una procedura per velocizzare e snellire l’iter burocratico aggirando eventuali ricorsi) e fatto la parte degli “yes men” di fronte al “signor” Gibelli nel famoso incontro A PORTE CHIUSE nella sala consigliare di Iseo due anni fa, preoccupati di perdere l’appoggio della Regione sulle esigenze del proprio Comune in caso di osservazioni negative alla domanda:

“Oggi qui si decide sull’attuazione del progetto H2IseO. Se avete qualcosa da dire fatelo ora, perchè una volta fuori di qui indietro non si torna” – SILENZIO ASSOLUTO.

PERCHE’ SI DEVE FARE?

Perché questo Protocollo d’intesa va impugnato SENZA SE E SENZA MA (finalmente lo posso dire una volta anche io, dopo averlo sentito dire a sproposito per lunghi 5 anni).
Perchè questo paese, nonostante tutto, non merita di essere trattato in questo modo.
Perché se dichiari di non avere disponibilità economica sufficiente per realizzare TUTTI gli interventi sottoscritti nel Protocollo d’Intesa, può essere anche comprensibile. Ma se si vuol far credere che dei 72 milioni di euro messi a protocollo non ne hai neanche 100.000 per onorare almeno un intervento, almeno mezzo, neanche quello che non richiede una spesa economica, ecco che non parliamo più di un protocollo d’intesa, ma di un contratto capestro o alla peggio di un qualcosa che somiglia molto a una truffa ai danni di un paese e di una comunità.