(Iseo, 16 settembre 1880 / Gromo, 3 febbraio 1969)
«Nel frequente alternarsi delle brevi gallerie con i tratti in cui la strada si affaccia all’aperto, quasi sospesa tra i paurosi strapiombi delle rocce, è tutto un magnifico giuoco di profili, di sagome, di sfondi, di luci, di colori, di prospettive panoramiche in cui il tecnico e l’artista troveranno motivi di godimento e di emozione»
Berardo Cittadini nasce a Iseo da Luigi Cittadini, titolare di un liquorificio, e Maria Guerini, giovane donna di nobili origini trevigliesi. Rimasto orfano di padre, si trasferisce con la madre e con i tre fratelli a Brescia, dove consegue il diploma tecnico municipale. Successivamente ottiene il diploma di architettura presso la scuola Moretto, accompagnando gli studi di disegno, economia, meccanica ed elettronica con lavori pratici.
Cittadini entra infatti nel mondo del lavoro alla giovanissima età di tredici anni, impostando e gestendo la partita doppia di un’impresa di costruzioni. Emigrato in seguito in Svizzera, diventa impiegato di un ufficio tecnico: ciò gli consente di apprendere il calcolo dei cementi armati, studiato sui testi esistenti (in lingua straniera) che gli forniscono a loro volta una discreta conoscenza del francese e del tedesco. Il suo amore per lo studio si rivela dalla collaborazione con vari organi di stampa, sia giornali locali che riviste specializzate, con i quali scrive articoli tecnici, artistici, sociali, turistici, forestali, di storia della civiltà etrusca e di geologia. Si appassiona in particolare a quest’ultima scienza per motivi di lavoro, della quale analizza attentamente ogni zona in cui operare, soprattutto per ponti, dighe e gallerie.
Berardo Cittadini risulta uno dei primi ad applicare, in Italia (primo assoluto in Trentino Alto Adige), la tecnica del cemento armato. Appena diciannovenne inizia a dirigere lavori di cantiere: fra le prime opere vi è la realizzazione dell’ospedale di Castegnato. Assume successivamente il ruolo di docente di Matematica e Disegno alla Scuola Moretto.
Il 14 Novembre del 1901 sposa a Brescia Susanna Bertieri, sua coetanea. Dall’unione nascono otto figli: Evelina, Isa, Mariella, Antonio ed Andrea. Gino, Giuseppina ed Elsa scompaiono prematuramente. La figlia Mariella si sposa con Bruno Gambarelli, calciatore bergamasco che, durante il periodo della resistenza, assume il comando di alcune unità partigiane nella zona di Bani (frazione di Ardesio in Val Seriana), aiutando molti inglesi a passare il confine, procurandosi un encomio ufficiale dal generale Alexander. Da questo matrimonio nascerà Gianfranco Gambarelli. La figlia Isa sposa Benedetto De Beni, annoverato tra i Giusti tra le nazioni. 14 Giugno 1934 a Berardo Cittadini viene conferita per Regio Decreto la nomina di podestà, rinnovata poi il 17 Agosto 1938 presso Gromo (Val Seriana), carica che mantiene fino al 1945. In tale ruolo sostenne notevolmente lo sviluppo del paese, donando a Gromo un contributo finanziario personale e varie opere, come l’Ospedale Milesi.
Nello svolgimento dell’incarico podestarile non applica alla lettera i dettami del regime: proprio nella sua casa di Gromo vengono nascoste le due sorelle ebree ucraine Sara Daria e Rachel Shirayev Turok, scampate al massacro di Voroshilovgrad grazie alla protezione degli alpini italiani, in particolare del genero Benedetto De Beni. Numerose sono inoltre le testimonianze di partigiani che, dalle vicine frazioni di Bani di Ardesio e Novazza di Valgoglio, raccontano come la casa di Cittadini sia servita a nascondiglio dalle rappresaglie fasciste e tedesche; durante gli anni del periodo fascista, arriva ad ospitare nella sua casa fino a trentasei persone, tra familiari, clandestini, partigiani e bisognosi. Centinaia furono le opere realizzate dalla sua impresa, dalla Liguria al Piemonte, alla Lombardia, al Veneto e Trentino.
Il nome di Berardo Cittadini è legato in particolare alla più impegnativa delle sue opere: la Gardesana occidentale (lago di Garda) chiamata la “strada nella roccia” , nel tratto tra la Valle della Torre ed il Porto di Tignale. In esso la strada sale alla massima quota di 120 metri sul lago e rimane quasi completamente incavata nella roccia, con preponderanza di gallerie. La roccia nel primo tratto, sotto Muslone (frazione di Gargnano), è stratificata a corsi sottili, e richiese una sagoma particolare policentrica rialzata nella costruzione delle gallerie, il cui arco così risultò pressappoco a sesto acuto. Difficilissima la realizzazione per l’impossibilità di accesso, per la struttura della roccia e per la necessità di non arrestare il traffico dell’altra strada allora esistente. L’impegno sul Garda di Cittadini non si esaurisce nella realizzazione di tale opera stradale, ma prosegue nella realizzazione di diverse costruzioni ad uso civile e pubblico.
Tra i più importanti ricordiamo:
•Villa Simonini di Salò (oggi Hotel Laurin), una delle prime case private italiane in stile Liberty, della quale segue progetto, direzione dei lavori ed impresa. Collabora alla realizzazione della villa l’artista Cesare Bertolotti, il quale si occupa degli affreschi;
•L’ospedale di Desenzano;
•Villa Ormerod di Torri del Benaco;
•Villa Angeleri a Castelletto di Brenzone sul Garda;•Edifici scolastici di Malcesine e Gaino (frazione di Toscolano Maderno). A Castelletto Cittadini realizza anche la chiesa parrocchiale. Fra gli edifici religiosi realizzati si ricordano la Casa dell’orfano a Ponte Selva (BG), nonché la chiesa e il porticato del cimitero di Fossano (CN). Un’altra opera di particolare impegno è la camionale Genova-Serravalle Scrivia, anch’essa con numerose gallerie. L’impresa Cittadini realizza inoltre vari tratti dell’autostrada A4 da Brescia a Torino, così come altre opere stradali nelle province di Bergamo (la galleria “Conca d’Oro” nel centro della città), Cuneo ed Asti.
Nel campo dell’ingegneria idroelettrica, Cittadini si distingue nella costruzione della diga del Barbellino in val Seriana, della quale realizza la parte più difficile: la centrale elettrica, la galleria, la condotta forzata, i bacini, le strade mulattiere, i piani inclinati e le teleferiche, giungendo con le sue squadre di operai in luoghi dove mai era arrivato piede umano. Altri impianti vengono costruiti nell’alta valle, nei comuni di Ardesio, Gromo e Villa d’Ogna. In provincia di Brescia particolarmente impegnativi risultano gli impianti di Gaver, nel comune di Breno, dove la diga del lago della Vacca e le opere connesse portano ad effettuare lavori importanti fino a 2500 metri di quota. Esegue altri impianti sul fiume Oglio presso Esine, Cedegolo e Pisogne, costruendo canali e gallerie a Bitto, in provincia di Sondrio.La presenza di Cittadini è verificabile anche negli interventi nel campo delle strutture sportive, come la piscina di Cuneo e la tribuna est dello stadio comunale di Bergamo. Sempre interessato agli operai, provvede spesso alle loro necessità di case, assistenza sociale ed istruzione.
Si spegne a Gromo il 3 Febbraio del 1969.
Michele Consoli
Biblioteca Comunale di Iseo
Fonti:
•Autori vari, numero speciale dedicato alla Gardesana Occidentale-Brescia Rassegna mensile di cultura IV Ottobre 1931. •Cittadini G., Mé papà. Cicalo Stamperia Conti – Bergamo agosto 1949.•De Beni B., Come la mia famiglia visse la Shoah (PDF), Unucibergamo.it, 24 Gennaio 2014. •Enciclopedia Treccani – Dizionario Biografico degli Italiani – Volume 9 (1967) – dizionario biografico – Cesare Bortolotti. •Gromo – la Storia. Ebree in fuga protette dal podestà di Gromo, Araberara.it, 26 Aprile 2013. •L’Eco di Bergamo – Un eroe bergamasco per Israele 17/04/1997 Pag. 9. •Lonati R., Bertolotti Cesare, in Dizionario Pittori e Scultori Bresciani, Giorgio Zanolli Editore. •Riccioni M., Tra sacro e profano:la grande decorazione-Angelo Landi tra affresco e tempere a calce. Massetti Rodella editori, Roccafranca (Bs) 2006.pag. 105. •Zanon F., Impianto idroelettrico del Barbellino L’industria Vol XXXVI N.16 del 31 agosto 1922 Pag. 302-305.

