(21 giugno 1931 / 25 maggio 1971)
«[…] Affrontati decisamente i malfattori per identificarli, veniva da uno di essi fatto segno a più colpi di pistola. Ferito a morte, dava un’ulteriore prova di valore e di coraggio facendo fuoco sull’aggressore che, ferito, poteva essere catturato da altro militare. La drammatica conclusione dell’operazione suscitava il commosso plauso delle autorità e della popolazione.»
Luigi Di Bernardo nasce a Moggio Udinese (UD) il 21 Giugno del 1931. Arruolatosi come allievo carabiniere nel 1950, viene assegnato all’11° battaglione della Scuola Centrale di Moncalieri ed ammesso a frequentare il corso biennale per allievi sottufficiali. Dopo aver compiuto i periodi di addestramento pratico, viene aggregato alla Scuola Centrale di Firenze per frequentare il 2° corso allievo e viene promosso vicebrigadiere nell’agosto del 1952. Al termine del corso è destinato alla Legione di Milano, presso la stazione di Ponte Valtellina, dove nel febbraio del 1955 diventa brigadiere. Assume successivamente il comando delle stazioni di Bormio (SO), Sondalo (SO), Livigno (SO), Verolanuova (BS), Remedello (BS) e Chiari (BS).
Promosso Maresciallo ed assegnato al comando della stazione d’Iseo nella prima metà degli anni ’60, viene nominato Maresciallo Capo nel 1965, tra i più giovani in Italia.
La figura del Maresciallo Di Bernardo rimane indissolubilmente legata al valoroso sacrificio prestato durante l’adempimento delle sue funzioni, la sera del 25 Maggio del 1971. Di Bernardo infatti, unitamente ad altri due militari, predispone un servizio di appostamento teso ad identificare ed assicurare alla giustizia una banda di criminali che imperversa nell’intera provincia. L’attenzione del Maresciallo è rivolta, in particolare, ad un’autovettura rubata in provincia di Milano, posteggiata a Clusane nel piazzale dell’allora ristorante «Riviera», e già più volte segnalata in uso a soggetti aggregati a campi nomadi dediti ad una lunga serie di azioni criminali.
L’attesa dei militari non tarda ad avere riscontro: tra le 21,30 e le 21,45 alcuni elementi della banda criminale si presentano per rientrare in possesso dell’Alfa Romeo Giulia rubata, all’interno della quale risultava presente ancora parte della refurtiva.
Di Bernardo, alla testa dei suoi uomini, affronta senza esitazione i criminali al fine di arrestarli. Ne scaturisce un conflitto a fuoco nel corso del quale il Maresciallo viene raggiunto da diversi colpi sparati dai malviventi, accusando ferite gravissime. Nonostante ciò, riesce a rispondere al fuoco ed unitamente agli altri militari a procedere al fermo dei criminali.
Disperata la corsa in ospedale: nonostante le tempestive cure prestate, il Maresciallo Di Bernardo si spegne verso le 23,00, a 40 anni non ancora compiuti.
I funerali, celebrati nella Pieve di Sant’Andrea in Iseo, vedono una massiccia partecipazione da parte delle autorità politico militari, ma soprattutto della popolazione locale che accorre in massa a porgere l’estremo saluto, costituendo un interminabile corteo che si dispiega a partire dall’ospedale.
Il feretro, avvolto dal tricolore, sfila sul lungolago, sul porto Gabriele Rosa, attraversa piazza Garibaldi e si dirige verso la Pieve, preceduto dalle note della banda. Oltre ai familiari, partecipano alla cerimonia i vertici dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e di vari altri corpi militari, il pretore di Iseo con i procuratori e i sostituti, il presidente del Tribunale, il prefetto, il questore, i sindaci di numerosi comuni rivieraschi, camuni e bergamaschi, nonché una delegazione del comune di Moggio Udinese, paese d’origine del maresciallo.
Presenzia, inoltre, una delegazione del «Fogolârs furlans», l’associazione socio-culturale degli emigranti friulani. Persino l’allora Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat viene rappresentato dal proprio consigliere militare e da due corazzieri i quali sfilano reggendo la corona inviata dal Quirinale.
Il cappellano militare monsignor Ennio Jacovone celebra i funerali nella Pieve gremita di persone, al termine dei quali l’allora sindaco di Iseo Angelo Franceschetti pronuncia un sentito elogio funebre. Segue la sepoltura nel cimitero di Verolavecchia, paese d’origine della moglie Maria Brognoli.
Con decreto del Presidente della Repubblica Giovanni Leone, il Maresciallo Di Bernardo viene insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria (25 Maggio 1972).
Dal 1971, ogni anno, le comunità di Iseo e della frazione di Clusane non mancano di ricordare il Maresciallo nella ricorrenza della sua morte, con una manifestazione alla presenza delle autorità civili e militari, della vedova e del fratello, dei ragazzi delle scuole. A suo ricordo è stata intitolata una via a Clusane, ed è stato eretto un cippo con una stele spezzata, simboleggiante la giovane vita del Maresciallo, strappata prematuramente.
Michele Consoli
Biblioteca Comunale di Iseo
Fonti:
• L’estremo saluto di Iseo al maresciallo Di Bernardo, in «Giornale di Brescia», 29 Maggio 1971, p.4. • Rossi M., Maresciallo Capo Lugi Di Bernardo, un ricordo sempre vivo, in «Nóter dè Isé», Autunno 2016, pp.18 – 19.• http://www.carabinieri.it/…/medaglia…/Di-Bernardo-Luigi• http://www.combattentiliberazione.it/…/di-bernardo-luigi

