La Caroàna e Sbragalenzöi

La Caroàna e Sbragalenzöi

La Caroàna e Sbragalenzöi
Nei primi anni venti del secolo scorso, Francesco e Maria si uniscono in matrimonio e vanno ad abitare alla frazione di Covelo, precisamente
nell’azienda agricola La Cüra (ora Campeggio Quai) di proprietà della signora Bona di Rovato.

Francesco Lissignoli e il nonno Luigi lavorano il terreno dell’azienda aiutati da Maria che si occupa anche della casa. La signora Bona, che era anche direttrice della scuola asilo di Iseo, incarica Francesco di eseguire, con il suo mulo, il trasporto dei bambini dal paese di Pilzone all’asilo di Iseo e viceversa e gli fa costruire un carretto che la gente del posto conoscerà come CAROVANA.

La Caroàna era di colore rosso con finiture gialle e con l’aiuto del mulo effettuò il servizio per tanti anni, e quando Francesco era impegnato in altri lavori ci pensava il figlio Luigi a sostituirlo. Il servizio veniva effettuato
con qualsiasi tempo, pioggia, freddo e neve e durò fino agli anni quaranta.

Quei tempi erano duri, e Francesco eseguiva altri lavori oltre alla campagna che lavorava con i figli ai mezzadri. Con il suo mulo trasportava spesso la legna che aveva tagliato, ed il trasporto avveniva con la priala (carro a 4 ruote per trasporti in montagna) scendendo dalla montagna sopra Iseo fino al paese stesso dove la vendeva ai richiedenti.

I viaggi a volte erano anche più lunghi. Capitava infatti di arrivare fino a Brescia trasportando materiali vari che gli venivano ordinati. Eseguiva anche la pulizia dei pozzi neri ed è da qui che nasce il suo soprannome di Sbragalenzöi. Infatti, quest’ultimo lavoro lo faceva nelle ore notturne, quindi dormiva pochissimo la notte così non rompeva le lenzuola.
Si diceva che quando andava a letto, era solito sdraiarsi con una gamba appoggiata sulla lettiera e quando si addormentava, la gamba gli cadeva,
lui si svegliava, si alzava, attaccava il mulo al carretto e iniziava il suo lavoro di pulizia dei pozzi fino all’alba ed il liquame ricavato veniva
poi utilizzato come concime nei campi.
Questo è ciò che ricordo di Sbragalenzöi e della sua Caroàna.

(A.T. Classe 1925)

A.T. (Classe 1925)

Punto d’Incontro nr.1 / gennaio 2010