ODOSINO DI CREMIGNANE

ODOSINO DI CREMIGNANE
(Fine VIII sec. d. C.)

« […] duemila prigionieri trasse con sé quell’esercito […] poi, dato fuoco al monastero, gettò dentro alle fiamme così legati com’erano.»

Nell’area di San Giorgio Basso, ai confini tra Montichiari e Carpenedolo, prosperava in epoca medievale un centro monastico retto dai canonici regolari agostiniani, come provato da una bolla di papa Celestino III indirizzata nel 1194 al prevosto e ai canonici stessi.

Gli storici bresciani Biemmi e Odorici raccontano che nel 790 d.C., nel periodo di transizione tra il dominio dei Longobardi e dei Franchi, un certo frate Odosino del monastero di Cremignane (la più piccola frazione di Iseo) fu espulso dall’Ordine. Per vendetta contro la “regola”, il monaco raccolse più di diecimila seguaci e, spinto dall’odio, lanciò il suo “esercito” contro diversi monasteri bresciani e bergamaschi.

L’ultima vittima designata di quell’armata raccogliticcia fu proprio il sito di San Giorgio, presso il quale furono massacrati e arsi vivi duemila prigionieri. Odosino di Cremignane e i suoi furono poi sconfitti negli scontri successivi ed egli, catturato, finì al rogo in Brescia.

I particolari agghiaccianti narrati da Biemmi e Odorici, tuttavia, non hanno alcun riscontro ufficiale in studi e approfondimenti: pare si tratti di una tradizione non documentata nata attorno al castello di Gottolengo.

(in foto: il monastero di San Giorgio presso il quale si compì la strage per mano dei soldati di Odosino)

Michele Consoli

Biblioteca Comunale di Iseo

Fonti:

Biemmi G., Istoria di Brescia, due volumi, Brescia, Colombo, 1748.

Di Chiara F., Lo spirito dello sciamano rilegge un dramma lontano, Bresciaoggi, 2010.

Fappani A., Odosino, in «Enciclopedia Bresciana», 2018.

Odorici F., Storie bresciane dai primi tempi sino all’età nostra, Brescia, Gilberti, 1856.

Volpi V., Per una storia di Iseo\Fatti, fonti, frammenti, in «Quaderni della Biblioteca Comunale di Iseo», 18, Iseo, Biblioteca Comunale, 2016, p.15.