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La profezia che si autodetermina

26 Aprile 202113 Dicembre 2021
Vivi Iseo
L'ANGOLO DELLO PSICOLOGO
La profezia che si autodetermina

“Un ipnotista molto rispettato per le sue capacità e per i suoi successi clinici fu invitato a tenere un seminario per un gruppo di medici a casa di uno di questi, dove ebbe a notare, come egli stesso riferì, che ogni superficie orizzontale era coperta di mazzi di fiori. Essendo affetto da una forte allergia ai fiori freschi, quasi immediatamente percepì negli occhi e nel naso le ben note sensazioni di bruciore. A quel punto si rivolse al padrone di casa e gli disse del suo problema e del suo timore che in quelle circostanze non sarebbe stato in grado di tenere il suo discorso. Il padrone di casa espresse sorpresa e gli chiese di esaminare i fiori, che risultarono finti; appena lo ebbe constatato, la sua reazione allergica si placò con la stessa immediatezza con la quale si era presentata”.

Questo esempio illustra chiaramente come una semplice convinzione, o l’attribuzione di determinati significati alle percezioni, possa avere un potente effetto sulla condizione fisica di una persona. La mente del famoso ipnotista, alla sola vista dei fiori (finti), prevede il presentarsi dei sintomi allergici che, come per magia appaiono, pur non essendoci motivo: si è verificata una profezia che si è autoavverata.

Una profezia che si autodetermina è una supposizione o predizione che, per il solo fatto di essere stata ipotizzata, fa realizzare l’avvenimento aspettato o predetto, confermando in tal modo, ricorsivamente, la propria “esattezza”.

Facciamo un altro esempio: “Se una persona suppone, per un qualsiasi motivo, di non piacere al prossimo, a causa di questa supposizione si comporterà in un modo così ostile, tanto esageratamente rigido, suscettibile e sospettoso da generare intorno a sé proprio quel disprezzo che si aspettava, e questo costituirà per lei la prova di quanto avesse ragione fin dall’inizio”.

Questo meccanismo è talmente presente nella nostra vita quotidiana da essere considerato dagli esperti della comunicazione come uno dei meccanismi mentali più influenti sul nostro umore, tanto da poter determinare uno stato di malessere o di benessere a seconda di quali profezie tendiamo inconsciamente a elaborare.

Conoscere l’esistenza di questo meccanismo ci permette di indirizzarlo verso la costruzione di profezie che, avverandosi, costruiscono un futuro più consono ai nostri bisogni, migliorando, di conseguenza, il nostro benessere. Naturalmente non tutte le fantasie positive si potranno avverare, ma buona parte di loro (quelle più verosimili, alla nostra portata anche se improbabili), se impariamo a crederci veramente, come per miracolo, a tempo debito si avvereranno.

La scienza lo ha provato in molteplici modi, ecco un altro esempio sconcertante:

“Un gruppo di 60 persone, tutte con diagnosi di Depressione, venne diviso in tre gruppi di 20 persone. Per sei mesi, al primo gruppo venne somministrato un farmaco antidepressivo; al secondo gruppo venne somministrata una pillola di zucchero (placebo), ma venne detto che era un farmaco antidepressivo; al terzo gruppo non venne somministrato alcun farmaco. Dopo sei mesi venne rivalutata la patologia dei pazienti: come previsto quelli appartenenti al terzo gruppo non presentarono miglioramenti e quelli appartenenti al primo gruppo presentarono una situazione decisamente migliorata; la sorpresa arrivò dal secondo gruppo in quanto vennero riscontrati miglioramenti del tutto simili a quelli del primo gruppo!”.

Era bastato far credere che la pillola di zucchero fosse un antidepressivo per ottenere dei miglioramenti simili al vero psicofarmaco!!!

Ma l’esperimento che più di tutti evidenzia il potere della profezia che si autodetermina è stato messo in atto da Robert Rosenthal dell’Università di Harvard ed è noto come l’esperimento della Oak School.

“Questo studio riguardò una scuola con seicentocinquanta studenti e diciotto professoresse. All’inizio dell’anno scolastico fu detto al corpo insegnante una cosa falsa: che un nuovo test sull’intelligenza, assegnato a tutti gli studenti, avrebbe potuto non solo determinare i loro quozienti d’intelligenza ma anche individuare quel 20 per cento degli studenti che in quell’anno scolastico avrebbero compiuto un progresso intellettuale più rapido e consistente. Dopo lo svolgimento dei test, alle insegnanti furono dati i nomi degli studenti che, stando alle previsioni basate sui test, avrebbero avuto un profitto migliore. Ma in realtà esse furono ingannate, perché i nomi furono presi a casaccio dall’elenco degli allievi. Quindi la differenza fra questo gruppo di studenti e il resto del corpo studentesco esisteva soltanto nelle menti delle insegnanti. Alla fine dell’anno scolastico lo stesso test sull’intelligenza fu assegnato alle varie classi. I risultati? Il gruppo «dotato» dimostrò reali incrementi al di sopra della media nel loro quoziente intellettuale. Per giunta, le valutazioni soggettive delle insegnanti indicarono che questi studenti erano più spigliati, cordiali e intellettualmente curiosi degli altri”.

Era bastato dire alle insegnanti che alcuni allievi possedevano un’intelligenza superiore agli altri per ottenere studenti modello con capacità superiori alla media!

Dopo aver letto quest’ultimo esempio molti si chiederanno: “Allora se noi tutti cominciassimo a pensare che fra qualche anno i nostri politici saranno onesti ed anzichè pensare alle proprie faccende personali si impegneranno per il bene comune, ciò succederà veramente?”

La risposta è si! (se si cominciasse in massa a pensare in questa direzione verrebbero elette soltanto persone degne di fiducia).

Dato che la profezia che si autodetermina ha un potere così dirompente, non ci resta che iniziare ad utilizzarla. Sono sicuro che il futuro sarà migliore del presente; la crescita del P.I.L. verrà sostituita dalla decrescita felice; da consumatori ci trasformeremo in utilizzatori; lo spreco verrà bandito; l’energia che ci serve sarà pulita e prodotta da fonti rinnovabili; non esisteranno più paesi ricchi e paesi poveri, persone ricche e persone povere; il denaro non sarà più accumulato stupidamente da poche persone, ma distribuito in modo equo a tutti e ciò estinguerà la delinquenza e le guerre; le religioni anzichè odio e violenza cominceranno a divulgare amore e rispetto; camminando per la strada incontrerò persone che mi guardano negli occhi e ci scambieremo un sorriso…

“Ma dottore!!! Se questa profezia si avverasse realmente le persone comincerebbero a stare bene e il suo lavoro non servirebbe più a nessuno!!!”

Bene, vorrà dire che avrò il tempo per curare meglio il mio piccolo orto… magari potrò accompagnare i turisti alla scoperta delle bellezze nascoste del nostro splendido territorio… e goderne insieme a loro.

dott. Alessandro Faita

Psicologo e Psicoterapeuta.

PUNTO D’INCONTRO nr.9 del 30/01/2011












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