Ieri sera sono stato ad un interessante incontro, organizzato dall’associazione “Progetto Iseo” e dallo stesso gruppo Consigliare, per informare la cittadinanza sull’evoluzione del PGT (piano di governo del territorio) del Comune di Iseo, che verrà adottato a fine luglio, senza che nessuno sappia nulla dei contenuti.
Avendo l’amministrazione comunale (maggioranza) organizzato un primo incontro nei giorni scorsi, presso la sala civica del Castello Oldofredi, senza fare la dovuta promozione (mancanza o volontà?) e per giunta in un orario impossibile per molti, ossia le ore 18, ho approfittato dell’iniziativa di Progetto Iseo promossa presso il Circolo dei Lavoratori di Iseo (a quanto pare per alcuni risulta complicato avere la disponibilità della sala civica di cui sopra, mentre per altri bastano anche due soli giorni di preavviso…) in un orario molto più “onesto”, ossia le 20.30.
So che qualcuno si aspettava questa mattina uno scritto ficcante e “incisivo” da parte del sottoscritto, ma vi deluderò, perché francamente sono abbastanza stanco di essere preso per il culo, e ieri sera ho capito di essere stato preso per il culo per almeno tre motivi, e mi piacerebbe che l’amministrazione comunale (maggioranza) mi smentisse (ma davvero) e soprattutto mi piacerebbe che la comunità intera cominciasse a rendersene conto, ma per capirlo dovrebbe partecipare di più, sia ai Consigli comunali, sia agli incontri come questi che, mi dicono, verranno proposti prossimamente anche nelle frazioni.
Il primo motivo per il quale mi sono sentito tirato per il culo è che la redazione di un PGT dovrebbe prevedere (DEVE prevedere) il coinvolgimento e la partecipazione della comunità, coinvolgimento che da parte dell’amministrazione comunale (maggioranza) non c’è stato, assolutamente e volutamente. Nel 2012, anno in cui è stata fatta l’ultima revisione del PGT (viene fatto ogni 10 anni) si registrò davvero una grande partecipazione, sia di singoli cittadini, sia di tecnici, sia di associazioni, con l’istituzione dei tavoli di lavoro ed una discussione molto ampia. Quest’anno, a soli 10 giorni dall’adozione, non si conosce ancora e neppure il fondamentale PIANO DELLE REGOLE.
Il secondo motivo per il quale mi sono sentito tirato per il culo è che sin dall’inizio della serata ho appreso che lo “scoping”, ossia la “verifica preliminare che ha la finalità di definire i riferimenti concettuali e operativi attraverso i quali si elaborerà la valutazione ambientale” e la conseguente redazione del PGT per i successivi 10 anni, è stato redatto sulla base di dati vecchi, ma vecchi tanto. Ho scoperto, per esempio, che i dati presi in esame sulla popolazione iseana risalgono al 1992, così come quelli inerenti il tessuto commerciale e ricettivo turistico del paese. Ma la chicca è stata quella di apprendere che nello Scoping viene considerato tuttora esistente il CINEMA TEATRO EDEM (non è un errore di battitura), che per chi non lo sapesse è stato abbattuto da almeno dieci anni, per lasciare posto ad un edificio residenziale.
Il terzo, e per il momento ultimo motivo per il quale mi sono sentito tirato per il culo (ma con questa amministrazione ci sono interessanti prospettive per il futuro per migliorare il record) è che ho appreso che il nuovo PGT avrebbe un bassissimo tasso di “cementificazione”, in quanto a fronte di circa 50.000 mq di nuove edificazioni, vi sarebbero circa 100.000 mq convertiti ad aree verdi. Una bella notizia, non fosse altro che buona parte di quelle aree convertite a verdi… erano già verdi!
Di tutto questo mi pare che nel primo incontro in Castello non se n’è parlato, semplicemente perché i documenti non sono stati messi a disposizione. Sono stati solo alcuni “eroici” e volenterosi cittadini (il consigliere Bino su tutti) a prendersi la briga di fare ricerche sui siti web del Comune di Iseo rintracciando il rintracciabile, e questo sinceramente è abbastanza vergognoso per un momento delicato come la pianificazione e destinazione del territorio per i prossimi anni, che dovrebbe rappresentare il massimo della partecipazione, collaborazione e condivisione.
Inoltre, il progetto in Castello è stato illustrato dal prof. Acuto (nomen omen), incaricato dal Comune, il quale, mi dicono, ha presentato le cartografie e le mappe in modo ribaltato, perché ”lui preferiva così”, confondendo ulteriormente una interpretazione già di per sé complicata (non tutti sono geometri, ingegneri, tecnici o architetti). Sarà stato un “diversamente mancino”?, chi lo sa. Spero almeno non sia daltonico, perché altrimenti le aree rosse (edificabili) le vedrebbe verdi (agricole) e viceversa.
A parte le battute, la faccenda è quanto meno, e come al solito, nebulosa, e necessiterebbe sicuramente di un maggior approfondimento, ma tanto, all’iseano, se non ha un interesse personale, cosa gliene frega?
Unica nota positiva della serata: solitamente non partecipo agli incontri dove in sala non siano previste comode e sicure poltrone. Non per fighettitudine, ma perché, vista la mia mole, ero certo che si sarebbe rotta la sedia che mi ospitava e di fare una brutta figura. Una sedia si è rotta, ma non era la mia… strano… che stia girando il vento?
PS: mi scuso per eventuali errori nei termini tecnici, come detto non sono un tecnico, ed in materia sono ignorante (come qualcuno vorrebbe in molti restassero). La narrazione è comunque quella.
Gianluca Serioli

