Premessa: l’immagine sopra ho cercato di farla mia, ma non ci sono riuscito, non me ne faccio proprio una ragione, perchè ritengo che il trattamento che ho subito dal mio Comune dal 2020 (concerto dei Nomadi) in avanti, sia un qualcosa di davvero anomalo, al limite della persecuzione (parole del Sindaco, che però non ha più potere decisionale da tempo).
Oggi però, a bocce ferme, ritengo che più che una sconfitta personale, sia una sconfitta del Comune stesso. Medesimo discorso deve essere fatto anche per coloro che organizzarono nel 1983 (quest’anno il 40mo) il palatenda, con grandi eventi, tra i quali Vasco Rossi. Pure la loro visione fu ostacolata in ogni modo, ma a differenza mia decisero da subito di lasciare, per non stare dove si è indesiderati e non è concesso fiorire.
Io invece sono solo 4 mesi che ho sospeso l’attività, ben sapendo che per me Iseo è off limit, e mi pare già una vita. Ringrazio chi si preoccupa per me, per la mia salute, chi mi consiglia di vivere e lasciar vivere, di guardare alle belle cose della vita. Ma qui si tratta di passione e lavoro. La passione sto cercando di farmela passare (che triste affermazione), ma il lavoro? Il lavoro è lavoro. Forse è questo che qualcuno non considera, ma capisco
che non possa interessare, almeno fin quando non tocca personalmente.
C’è un detto eloquente al riguardo:
Comunista finché non diventi ricco.
Femminista finché non ti sposi.
Ateo finché l’aereo non comincia a cadere.
Buonista finché non capiterà a te o a uno dei tuoi cari.
Detto questo, si va avanti, la vita continua, ed è piena di sorprese, alcune positive, altre negative. Nei giorni scorsi, precisamente subito dopo la Notte Rosa, ho letto un commento entusiasta del nostro vicesindaco che, a suo dire, si levava un bel pò di sassolini. Affermava tra le altre cose di una Iseo nettamente superiore a Sarnico quanto ad attrattive estive, di un calendario eventi “fantastico” e di una Iseo tornata nuova capitale del lago.
Posso comprendere solo parzialmente il suo sfogo, perchè so quello che si prova ad essere continuamente attaccati e criticati, a volte giustamente, altre volte no. Non posso trovarmi d’accordo però con due di queste affermazioni.
La prima: Iseo nuova capitale del lago? Di strada da fare ce n’è ancora tanta.
Difficile immaginare capitale del lago un paese che non ha un teatro o almeno un auditorium e neanche una Pro Loco (al contrario di Provaglio, Corte Franca, Sarnico, Lovere, Marone, Sale Marasino, che hanno sia l’uno che l’altra). Un paese dove l’unica location apprezzabile che aveva (l’auditorium Modigliani, che è però della Provincia) risulta da qualche anno inagibile al pubblico spettacolo e l’attuale amministrazione ne aveva promesso l’adeguamento e l’ampliamento entro il 2022, ma non si è andati oltre le belle parole.
Difficile immaginare un paese capitale del lago quando la bella serata del filosofo prof. Massimo Cacciari (organizzata dalla Fondazione Filosofi lungo l’Oglio e non dal Comune di Iseo) a causa del maltempo previsto si è dovuta spostare in Chiesa, perché non vi è in tutto il Comune di Iseo una struttura in grado di ospitare più di 100 persone.
Difficile immaginare Iseo capitale del lago quando, nell’ambito di una delle poche serate ben riuscite dell’anno (non so se un caso, ma non organizzata dal Comune), un artista iseano di talento viene umiliato suonando in un parco PUBBLICO occupato dai tavolini di un ristorante, e relativi chiassosi clienti, con gli spettatori che non possono assistere al concerto perché non possono superare all’ingresso la fila dei clienti del ristorante, che se la racconti, nessuno ci crede…
Difficile immaginare Iseo capitale del lago se si va incontro a brutte figure come la sera in cui è andata in scena una delle tante serate del Festival Onde Musicali, che si sviluppa su tutto il Sebino, ma evidentemente solo qui da noi si riesce ad arrivare a questo:
Un bellissimo chiostro (Oldofredi), le cui caratteristiche storiche dovrebbero
essere illustrate in apertura al pubblico (è la prassi del Festival), ma non è
possibile perchè nessuno della amministrazione è presente, e una sala civica con massimo 90 posti a sedere, abbandonata a se stessa, che non viene mai fatta trovare pulita. Una sirena dell’allarme che suona ogni tre per due e rovina la serata in corso. Brutto biglietto da visita.
Penso che un paese che vuole ambire ad essere capitale del lago dovrebbe prestare attenzione al territorio e alle sue virtù artistiche, storiche e umane. Non può permettersi di tenere chiuso l’ufficio turistico un sabato di agosto, e dovrebbe avere un ruolo rappresentativo centrale.
Ma Iseo oggi è ai margini dei consorzi più importanti: ASST, Navigazione Iseo Lago, Autorità di Bacino, Terre di Franciacorta, Città dell’Olio. E’ capofila in Visitlake, ma il presidente (Venchiarutti) non è certo espressione della maggioranza.
Quanto al calendario eventi “fantastico”, anche qui non sono d’accordo.
Tra contributi comunali, regionali e della Capitale della Cultura, il Comune ha messo a disposizione per gli eventi una somma imponente (150.000 euro circa). Soldi però spesi male, senza considerare il rapporto qualità prezzo e l’indotto generato dagli spettacoli. Determine alla mano, a mio parere si salvano solo la Notte Rosa e la Banda col concerto di Ferragosto, che deve ancora svolgersi, ma le prove settimanali le sento da casa mia, e comunque le qualità della banda le conosco bene, visto che insieme abbiamo vinto un premio nazionale nel 2015 come miglior evento nella categoria “Musica e spettacolo” con il Premio Italive che, appunto, abbinava gli eventi alla conoscenza dei paesi e delle loro peculiarità artistiche, culturali e eno gastronomiche. Tra l’altro, determine alla mano, questi ultimi due spettacoli sono tra gli eventi costati meno al Comune.

Sto rosicando? E’ vero, ma il mio rosicare è dovuto al fatto che questo
settore lo conosco bene, e questa estate per la prima volta ho fatto lo spettatore, e ho visto paesi molto meno appetibili di Iseo con strutture moderne, attrezzate, agibili, con una direzione progettuale identitaria ben precisa che qui non ho visto ne capito. Cosa vuole essere Iseo? Non è una critica ma una constatazione.
Negli altri Comuni si collabora alla buona riuscita degli eventi, nell’interesse di tutti. Qui invece viene tutto vanificato e ridotto a politica. Se ti allinei lavori, se critichi o fai osservazioni sei fuori. La politica non deve entrare nella cultura? Utopia. L’importante è presentare un calendario pieno, ma di cosa?
E così, alla fine, si finisce per “foraggiare” eventi e spettacoli che io definisco “del passavo di qua”, cioè non di richiamo, non valutati, mal pubblicizzati, che non creano indotto, dove la gente passa per caso, sente voci e musiche, e si ferma. L’importante è presentarli come “gratuiti”, ma se si va a vedere le determine, si nota che il Comune ha destinato a certi eventi di qualità e attrattiva molto modeste somme totalmente spropositate, a tal punto da far pensare male, perchè anche un neofita del settore lo capisce che non si possono buttare soldi al vento in questo modo. E’ la strada giusta questa?
Mi piace pensare che un giorno si capirà anche qui che, almeno nella cultura, chi non si allinea spesso può rivelarsi più utile di quanto si pensi, quasi sempre. E mi piace anche pensare che un giorno ci si renderà conto di quali livelli potrebbe raggiungere questo paese se con coerenza si desse fiducia e collaborazione anche a quelle persone “scomode” che però hanno dimostrato il loro valore con i fatti, che per far tornare davvero il loro
paese capitale del lago sono sempre stati disposti a rinunciare a contributi
economici eccessivi, chiedendo solo due cose che però non hanno mai ottenuto: collaborazione e fiducia.
Se davvero ci si fosse preoccupati di individuare delle zone da adibire a aree spettacoli, metterle a norma, realizzare strutture idonee allo spettacolo, perchè l’indotto turistico, vero obiettivo di un paese turistico, lo si fa solo con i festival, le rassegne, i grandi spettacoli, i grandi numeri, le strutture e la sinergia. Con la gente che viene da fuori provincia, regione, per assistere a concerti e rassegne varie, e si ferma a mangiare, a dormire.
Il Festival Tener-a-mente di Gardone Riviera da anni organizza 15/20 serate con grandi artisti, e ad ognuna di queste il Vittoriale registra regolarmente il sold out, con 1.600 persone a serata. Il Vittoriale è prestigioso? Certo, ma è un anfiteatro attrezzato, che però se non ci porti artisti di richiamo e eventi di qualità, rimane semivuoto. Ma ce ne sono a decine di esempi, anche di località che nulla hanno di turistico (Il Chiari Blues Festival, per esempio). Eventimacramè stessa ha dimostrato (senza collaborazione e senza strutture!) quello che Iseo potrebbe essere: Finardi, Noa, Fortis, Nomadi, Concato, Branduardi, i vari tributi. Serate sempre sold out, e di ogni serata conservo un tabulato con l’elenco di tutti i partecipanti e delle città e paesi da dove provengono, solo il 20% è locale, il resto arriva da ogni parte d’Italia e dall’estero, anche d’inverno (Branduardi e Concato). Sono ristoranti, alberghi, B&B e negozi che lavorano, anche d’inverno. Questo è l’indotto.
Berthold Brecht sosteneva come le pareti del teatro dovessero essere tre, e
non quattro, perché l’attore poteva e doveva parlare con il pubblico. Qui invece si decide tutto tra le 4 pareti di un palazzo, senza considerare che in mezzo, al posto della quarta parete c’è la comunità.
E il risultato è che viene a mancare l’empatia, il paese piano piano perde
l’identità (non vi siete accorti?), e vengono a perdersi virtù che Iseo, patria di pittori, cantanti lirici, sportivi, giornalisti, scrittori e artisti, ha sempre avuto: l’inventiva, la qualità, il coraggio.
Gianluca Serioli
PUNTO D’INCONTRO nr.109

