A Pilzone d’Iseo inizia un itinerario tra i più belli del lago d’Iseo che si snoda per circa 30 chilometri lungo la sponda orientale ricco di suggestivi scorci, di risorse artistiche e culturali da visitare. E’ l’antica Via Valeriana (dal console Romano Publio Valerio), l’unica strada per raggiungere la Valcamonica fino al 1850 quando fu inaugurato il nuovo tratto di strada litoranea fino a Pisogne.
Dalla piazza Basilio Cittadini vi si può accedere facilmente seguendo via Volontari del sangue passando attraverso le località “Castèl”, antica parte del paese di Pilzone ricca di portoni e di cortili, e la località “Vai” dove inizia la parte più verdeggiante con prati e uliveti.
Subito prima del “Castèl”, ad una distanza di circa 200 metri dalla Strada, troviamo la chiesetta di San Tommaso, risalente al tardo medioevo con affreschi del 1400 e del 1500. Sulla destra della strada Valeriana si può notare quello che era l’antico teatro comunale di Pilzone, attivo fino agli anni ‘40 che conserva ancora i fasti gloriosi con una scultura posta sulla facciata esterna. Salendo fino alla località “Vai” si possono cominciare a vedere i primi scorci del lago d’Iseo, con Monteisola, il Montecolo e gli abitati di Sale Marasino e Sulzano, che nelle belle giornate, appaiono veramente come delle perle incastonate nel verde delle montagne.

Il confine del Comune di Sulzano con Iseo è marcato da una valle che in primavera e inverno è ricca di acqua e quindi sono state poste delle pietre e un corrimano per poterla guadare agevolmente, e, da qui in avanti, ci si inoltra in uno stretto sentiero all’interno del bosco recuperato con l’aiuto della Comunità Montana, che ha anche creato un percorso adatto alla percorribilità dei non vedenti.
Qui gli scorci sono sempre più suggestivi perché la natura in cui si è immersi la fa da padrona. Lungo questo tratto di strada, sono presenti anche panchine e tavoli da picnic che consentono agli escursionisti delle soste comode e il basso grado di pendenza permette a tutti una salutare camminata.
Da qui fino alla frazione di Tassano, la strada Valeriana coincide con la strada asfaltata di via Camontaro e di via Gazzane ma anche in questo tratto non mancano le risorse artistiche come ad esempio la chiesa di San Fermo e quella di San Faustino e Giovita con affreschi del 1500 e bellissimi panorami su Monteisola.

Camminando lungo la mulattiera si giunge al borgo di Maspiano teatro principale della Festa della Valeriana che si svolge in Maggio con ricostruzioni di scene di vita medioevale, tornei e gastronomia ispirata alla tradizione rurale. Si scende poi fino a ridosso del paese dove si possono ammirare: la chiesa S. Giacomo del XVII secolo, il Santuario S. Maria della Neve del XVII secolo il Mulino del XVII secolo, la chiesa S. Antonio Abate XVII secolo e, proseguendo verso Marone, la chiesetta di S. Rocco (del 1600/1700, stile barocco).
Passato Sale Marasino comincia la vera e propria salita verso il Guglielmo, con la visita all’ Eremo di San Pietro a Marone con una fantastica visuale sul lago e sulla parte nord di Montisola. Salendo si arriva al Parco Naturale delle Piramidi di Zone, zona più unica che rara grazie alla particolare struttura delle rocce di erosione e alla natura rigogliosa delle sue vallate.
A Zone si possono ammirare: la chiesa S. Giorgio a Zone risalente al XII secolo, la chiesa SS. Ippolito e Cassiano a Zone del XV secolo, la Parrocchiale di Zone S. Giovanni Battista del XV secolo, la chiesetta Madonna del Disgiolo del XVIII secolo e la chiesa di S. Bartolomeo poiché la strada passa proprio in centro all’abitato e si dirige verso via Valurbes dove resiste ancora il ciottolato originario scampato alla cementificazione avvenuta nel secolo scorso.
Qui si incontrano boschi di castagni e uliveti, abeti rossi e faggi intercalati da pascoli e prati per l’allevamento di bovini e ovini. La strada comincia la sua discesa che dura un paio di ore fino ad arrivare a Pisogne aggirando il corno dei Trentapassi dalla sponda del lago; qui i panorami sono mozzafiato e ancora di più la natura ha il sopravvento. Si incontra il borgo di San Bartolomeo, con la sua chiesa rupestre e una fresca fonte d’acqua, la frazione di Govine con la sua chiesetta del 1650 dedicata alla Madonna per poi avvicinarci sempre più al lago e all’abitato principale.
Arrivati in paese a Pisogne, le attrazioni artistiche principali sono: torre del vescovo a Pisogne eretta nel 1250 e situata nella centrale Piazza ormai messa a nuovo da alcuni anni che ricorda i caratteri medioevali dei paese, la pieve S. Maria in Silvis ricostruita nell’XI secolo sulla base di un edificio del VII secolo e la chiesa S. Maria della Neve a Pisogne del XV secolo arricchita da un ciclo di affreschi del Romanino da dove si vuole che L’antica via abbia il suo punto di arrivo.

