(……., 1251 / 18 Novembre 1325)
«Oldofredorum istic sub marmore factum latet insigne speculum ingens Jacobus, cuius in funere sensit mundus letale iaculum […]»
Trad. «Sta qui celato sotto la pietra marmorea quell’insigne specchio di virtù che fu il grande Giacomo, dalla cui morte risentì il mondo letale scossa. […]»
Per gran parte del XIII secolo, la guelfa Brescia tenne ben stretta a sé Iseo: ne abbiamo prova dai severi controlli cui decise di sottoporre il traffico mercantile che transitava per il porto. Ciò tuttavia non impedì che una delle famiglia del luogo, i «de Yxé», crescendo in ricchezza ed in prestigio, si atteggiasse a paladina dell’autonomia locale, mirando ad una piena signoria. Tralasciando le origini leggendarie che parecchi storici attribuiscono al casato, i quali assegnano come loro capostipite un barone vivente alla corte di Pertarito Re dei Longobardi, dei da Iseo (poi denominati Oldofredi) si ha notizia per la prima volta nel 1200: nell’atto di concordia tra Bresciani e Cremonesi, datato 5 Dicembre, compare il nome di Iacomus de Yseo. Ulteriori dati sull’origine della condizione sociale della famiglia non ci sono noti: forse «ministeriales» del monastero di Santa Giulia, forse gastaldi (amministratori) vescovili innalzatisi socialmente, forse stirpe d’antico rango comitale localizzatasi sul basso lago e nelle campagne della Franciacorta.
Scorgiamo inoltre un Graziadio, inviato a Milano presso gli emissari di Federico II per trattare la pace, ma vane furono le trattative e ne conseguì il memorabile assedio di Brescia.
Troviamo poi Giacomo «seniore» (il vecchio), il quale senza dubbio si distingue nell’albero genealogico del casato: partigiano del vescovo e signore di Brescia Berardo Maggi, anch’esso fedele ai Visconti di Milano, per primo nella sua famiglia riesce ad affermare il proprio controllo su Iseo e sulla Franciacorta intorno al 1273.
I fondamenti della signoria degli Oldofredi su Iseo non passarono attraverso la concessione del «capitaneatus plebis» (capitanato del popolo), ma presumibilmente attraverso la ricchezza fondiaria che Giacomo acquisì maturando una serie di diritti sui «confugientes», ovvero coloro che, in caso di pericolo, si ricoveravano nel castello a lui affidato: la protezione fiscale che l’Oldofredi poté offrire dalle imposizioni del Comune bresciano, estendendo agli uomini del paese l’ombrello protettore dei propri privilegi, risultò probabilmente determinante al consolidamento del suo potere.
Il 28 Ottobre 1313, per opera di Giacomo da Iseo, si ricompose la lotta fra guelfi e ghibellini, cosa che gli consentirà di aumentare le fortificazioni (nonostante il divieto di Brescia) come si legge nell’iscrizione del proprio sarcofago nella facciata della chiesa parrocchiale di Iseo. Giacomo infatti, così come il figlio Oldofredo e il nipote Giacomo «novello», fu indubbiamente un costruttore: indubbi i benefici che il borgo di Iseo trasse dall’avere quali signori personaggi stretti da parentela alle grandi famiglie (Maggi, Suardi, Gambara, Visconti, Della Scala), o che prestavano servizio come podestà presso le più importanti città dell’epoca, convogliando su Iseo redditi e commercio.
Giacomo alzò le mura, fortificò il porto, completando intorno ad Iseo un circuito di rocche (tra le quali quella di S.Giorgio di Bosine, oggi semidiroccata), al fine di proteggere il ricco centro del suo dominio. Nel 1315 Giacomo assunse per sei mesi la carica di podestà di Milano. Ricoprì nuovamente la carica nel 1321: in quell’anno combatté contro Roberto d’Angio (Re di Sicilia) e agevolò a Marco Visconti la presa di Vercelli, battendo e catturando le milizie catalane Non gli riuscì tuttavia la presa del castello di Bassignana (Alessandria) e di altre località, poiché respinto dalle forze di Raimondo della Torre. Il 6 Luglio del 1322 l’Oldofredi e il Visconti riscattarono la sconfitta prevalendo a loro volta presso Bassignana sulle forze pontificie guidate da Raimondo di Cardona.
Il 18 novembre del 1325 Giacomo si spense in Iseo, e fu seppellito nell’arca sepolcrale murata in un’edicola nella facciata destra della Pieve di Sant’Andrea. In foto: l’Arca Oldofredi sulla facciata della Pieve di Sant’Andrea in Iseo. L’epitaffio recita, traducendo dal latino:
«Sta qui celato sotto la pietra marmorea quell’insigne specchio di virtù che fu il grande Giacomo, dalla cui morte risentì il mondo letale scossa. Focoso fautore dell’Impero, reggitore chiarissimo di eccelse città, fu egli prudente, valoroso nelle armi e più che padre di tutti i suoi. Costui circondò Iseo di mura colla rocca fortissima di Bosine e col castello che fondò del divo Crocifisso, erigendo poi un’altissima torre. La legge onnipotente della morte lo rapì con crudele violenza addì 18 Novembre dell’anno 1325, e tu prega, o lettore, il supremo Principe d’ogni cosa, affinché premi il suo milite» (da «Nóter dè Isé», primavera 1991, inserto a cura di A.A. Zani)
Michele Consoli
Biblioteca Comunale di Iseo
Fonti:
• Archetti G. (a cura di), Chronicon brixianum ab origine urbis ad annum MCCCXXII, in «Quaderni di Brixia Sacra», 7, Brescia, 2016.
• Bettoni F., Tebaldo Brusato. Brano di storia del secolo XIV, Brescia, Apollonio, 1874.
• Ciuccovino C., Cronaca 1311 – 1325, in La cronaca del Trecento italiano. Giorno per giorno l’Italia di Giotto e Dante, vol.2, Roma, UniversItalia, 2007, pp. 307 – 887.
• Ferrari C., Tiburga Oldofredi – Scene storiche del secolo XIII, a cura di Flavio Guarneri, Sardini, 1847, p. 418,
• Lechi F., Le dimore bresciane in cinque secoli di storia, Milano, Edizioni di storia bresciana, 1973 – 1983, 8 voll., p.117.
• Muoni D., Cenno genealogico sulla famiglia degli Isei ora Oldofredi, Milano, Tipografia letteraria, 1870, p.7.
• Piovanelli G., Casate bresciane nella storia e nell’arte del medioevo, Rezzato, 1981.
• Volpi V., Per una storia di Iseo. Fatti, fonti, frammenti, in «Quaderni della Biblioteca Comunale», Iseo, 18, Iseo, Biblioteca Comunale, 2016.
• Zani A.A., Da Iseo poi Oldofredi, in Luca Giarelli (a cura di), I Signori delle Alpi. Famiglie e poteri tra le montagne d’Europa, 2015
• Zani A.A. – Pezzotti G. – Vitali G., Iseo – storia urbanistica arte, Iseo, Ed. Comunità Parrocchiale di Iseo, 1980, pp. 18 – 22.

