(Iseo, 16 Marzo 1926 / Brescia, 1 ottobre 2019)
«Non è una questione di perdono, ma di lasciarci tutti alle spalle l’odio che in quegli anni ci aveva avvelenato la vita.»
Agape Francesca Nulli nasce ad Iseo in una famiglia dalle forti convinzioni laiche e liberali. Il padre Lodovico (sindaco di Iseo dalla Liberazione al 1946) gestisce una piccola industria di concia delle pelli a Covelo (piccolo borgo tra Iseo e Pilzone).
Dopo un’infanzia di impegno sportivo a livello agonistico (come il padre, olimpionico, e le sorelle, è una provetta tiratrice di carabina) frequenta il liceo «Arnaldo» di Brescia. Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e la morte del fratello Giuseppe (morto il 17 Marzo del 1942 nelle acque del basso Adriatico, a causa del tragico affondamento della nave «Galilea»), respirando le sempre più eloquenti posizioni antifasciste della famiglia e grazie al contributo di alcuni suoi insegnanti dell’Arnaldo (tra i quali Ada Paroli, Antonio Bellocci, Mario Marcazzan, Andrea Vasa, don Giuseppe Almici, poi impegnati a vario titolo nella lotta di liberazione) inizia a maturare la propria opposizione attiva al regime fascista.
Già dall’8 Settembre del ‘43, benché ancora studentessa, inizia a svolgere i primi incarichi di supporto al movimento resistenziale: si prodiga, come staffetta, nel trasporto di viveri, medicinali, materiale di propaganda, armi e munizioni in collaborazione con Beppe Anessi nella Brigata «X Giornate» delle Fiamme Verdi. La crudele esecuzione di Giacomo Perlasca e Mario Bettinsoli, il 24 Febbraio del 1944, aumenta la sua indignazione contro il regime: rifiutatasi di porgere il saluto fascista al Preside, viene sospesa.
Divenuta tra le più attive staffette partigiane affiliate alle Fiamme Verdi, il 18 Agosto del 1944 viene arrestata con l’accusa di aver consegnato un carico d’armi in Valle Camonica e rinchiusa in una cella di rigore nel carcere di Canton Mombello (Brescia) come detenuto politico. Poche settimane dopo seguono la stessa sorte anche il padre, la madre, le sorelle Mariuccia e Rosetta, il piccolo nipote Ennio e la suocera di Rosetta, successivamente internati nel lager di Gries, presso Bolzano.
Nel carcere cittadino, Agape subisce l’interrogatorio di Erik Priebke, l’autore del massacro delle Fosse Ardeatine, per il quale arriva a chiedere la grazia ben due volte, molti anni più tardi, al presidente della Repubblica. Nella prigione cittadina condivide la sorte con altre detenute, tra le quali Irene Coccoli, Letizia Pedretti e Antonia Oscar Abbiati. Durante la prigionia, Agape gode inoltre della vicinanza delle “Massimille”, le suore segretamente attive nella Resistenza, e dei numerosi sacerdoti arrestati, sperimentando così il mondo partigiano cattolico.
Uscita da Canton Mombello, la sera del 25 Aprile del 1945, trova ospitalità in casa di Samuele «Sam» Quilleri (ufficiale alpino reduce di Russia e partigiano) conosciuto sul Sebino un mese prima dell’arresto. Nel 1950 i due si sposano. Terminati gli studi e conseguita la laurea in Filosofia, Agape continua a militare nelle file del Partito Liberale Italiano (per il quale il marito ricopre la carica di deputato dal 1968 al 1976) e ricopre il ruolo di consigliera della Croce Rossa di Brescia. Nel 1985 diviene consigliera dell’Associazione Amici di Israele. Componente della Commissione Provinciale per le Pari Opportunità, nel 2002 riceve il premio Città di Brescia «Laura Bianchini». Nel 2009 viene chiamata alla presidenza dell’Associazione Fiamme Verdi di Brescia.
Dopo la morte del marito nel 2001, Agape avvia con Cesare Trebeschi (anch’egli partigiano e sindaco di Brescia dal 1975 al 1985) una serie di incontri nelle scuole in veste di testimone degli avvenimenti della lotta di Liberazione. Per anni ha rivestito il ruolo di oratrice alla manifestazione del 25 Aprile. Si è spenta il 1 Ottobre del 2019.
È sepolta nel cimitero di Iseo. Di recente il suo nome è stato inserito nel Famedio, l’aula monumentale del Cimitero Vantiniano di Brescia che ospita le targhe dei cittadini illustri del capoluogo.
Michele Consoli
Biblioteca Comunale di Iseo
Fonti:
• Antonioli C. (a cura di), “Cara mamma, sono ancora viva e vegete benché prigioniera”. 1944 – 1945. Lettere dal carcere e dal lager, in Pajola L. (a cura di), Iseo nella Resistenza. 1945 – 2005: sessant’anni di libertà, Brescia, Tipolitografia Queriniana, 2005, pp. 215 – 324.
• Bacca D., «La conobbi nel 1943. Che belli i nostri incontri nelle scuole», Giornale di Brescia, 2 Ottobre 2019. • BsNews.it, (2019),Lutto: è morta Agape Nulli Quilleri, simbolo della Resistenza bresciana, https://www.bsnews.it/…/lutto-e-morta-agape-nulli…/
• Milano – La Repubblica (2019), Addio a Agape Nulli, la partigiana bresciana che chiese la grazia per Priebke per lasciarsi alle spalle l’odio, https://milano.repubblica.it/…/morta_partigiana_agape…/
• Mirani E., Da staffetta a voce nelle scuole – una vita per la resistenza, Giornale di Brescia, 13 Marzo 2016.
• Il Giorno (2020), Quattro nuovi bresciani illustri entrano nel Famedio: Nulli, Zorzi, Frigo e Trebeschi, https://www.ilgiorno.it/…/quattro-nuovi-bresciani…

