Mercoledì 1° dicembre gli operai addetti al riallestimento dell’hub vaccinale del Palantonietti di Iseo avrebbero dovuto cominciare i lavori, ma i mezzi inviati dall’ASST Lombardia si sono dovuti fermare davanti a noi, un muro di studenti irremovibili dalla nostra posizione: il palazzetto non si tocca.
Il sit-in si è svolto in modo completamente pacifico e nel pieno rispetto delle norme anti-covid; infatti, non si è trattato affatto di una protesta NoVax, bensì noi ragazzi ci siamo radunati per richiedere lo spostamento dell’hub, che dall’inizio del mese ci avrebbe impedito di svolgere le attività di educazione fisica.
Toglierci la palestra equivale a privarci di un’aula o di un laboratorio. Le ore di ginnastica hanno la stessa importanza di quelle di matematica o storia, scienze o latino, ma, come al solito, sembra che le istituzioni non se ne rendano conto. Consapevoli che, nonostante le nostre proteste, l’hub sarebbe comunque stato riallestito, confidavamo in un riscontro mediatico e in qualche parola d’appoggio da parte delle autorità. Invece, le uniche risposte ottenute sono state la dissociazione dalla manifestazione da parte del sindaco di Iseo e la critica da parte del coordinatore della campagna vaccinale lombarda, Guido Bertolaso, che effettivamente non ha colto il vero motivo della nostra mobilitazione, affermando che l’hub vaccinale di Iseo doveva riaprire, senza chiedersi se potevano esserci alternative.
Se il Palantonietti fosse l’unica infrastruttura adatta a ospitare l’hub non ci saremmo opposti anzi, avremmo ceduto volentieri gli spazi destinati alle nostre attività a favore della salute di tutti, ma la verità, purtroppo, è che ulteriori ricerche non sono state effettuate.
Così, forse, per potere fare ginnastica verranno messi a disposizione una palestra (a Clusane? Monticelli Brusati?) e i mezzi per raggiungerla, tutto ovviamente a spese della provincia (e quindi di noi tutti); senza contare il tempo perso per il viaggio.
La scuola in presenza è ricominciata da pochi mesi e finalmente, dopo due anni di stop, noi studenti stiamo pian piano tornando alla normalità, se così la si può definire. È davvero impensabile e addirittura irrispettoso nei nostri confronti venire privati di spazi indispensabili quando si potevano trovare delle alternative. Insomma, appena superato un ostacolo ce ne si para davanti uno nuovo, che si avrebbe certamente potuto evitare con una maggiore responsabilità nella gestione di questo caso.
Il diritto alla salute e all’istruzione sono entrambi tra quelli dichiarati fondamentali dalla nostra Costituzione, e per affermarne uno non si può e non si deve negare l’altro.

