Ieri mattina ho ascoltato il Consiglio Comunale in diretta streaming. Ho aspettato a pubblicare l’uscita di PUNTO D’INCONTRO proprio perché, dopo tutto ciò che è accaduto nell’ultimo mese, tra dimissioni, rinunce, surroghe ritardate, polemiche, ecc… mi aspettavo finalmente dei chiarimenti.
Non è arrivato praticamente nessun chiarimento, anzi. Mi ha sorpreso l’atteggiamento del Sindaco, che in merito alle dimissioni di Cristina De Llera, e poi di Michele Consoli e poi, a cascata, di tutti i membri della commissione Biblioteca (salvo il soldato Turelli), ha assunto un comportamento non proprio limpido ne, a mio avviso, corretto. Diciamo anche poco lucido, visto che dopo aver difeso la propria Giunta, ha votato con la minoranza per il rinvio delle nomine dei nuovi componenti della Commissione Biblioteca, mentre i suoi della maggioranza gli hanno votato contro.
Tornando al discorso del Sindaco: quasi un’ora impiegata per affermare con toni accorati che le dimissioni di Michele Consoli proprio non le ha capite, che ha fatto di tutto per capire, lo ha contattato, ha chattato, ha messaggiato, e alla fine proprio non ha capito. Secondo il Sindaco non c’è alcun motivo, e per dirla tutta: “non c’è assolutamente nessun motivo politico”. Ancora, il Sindaco ha fatto presente di avere dei messaggi in chat con lo stesso Consoli, di carattere riservato, che lo stesso Consoli ha detto di non voler divulgare, ma che dai contenuti proprio non si comprende i motivi delle dimissioni.
Insomma, sembra che Michele Consoli all’improvviso abbia deciso di dimettersi, senza alcun motivo, e viene fatto passare per persona fragile, insicura, debole. Rimasto orfano di colei che l’aveva nominato.
Allora ho pensato di vederci chiaro in tutta questa storia, anche perché conosco bene Michele, è un mio collaboratore con Punto d’Incontro, per certi versi potrei fare il Pippo Baudo e dire che Michele l’ho scoperto io, e quindi mi secca molto che venga fatto passare per quello che non è. Così ho fatto la cosa più semplice, l’ho chiamato, gli ho riferito del Consiglio Comunale, l’ho invitato a rivederlo (potete vederlo tutti, è su youtube) e poi gli ho chiesto, alla luce di quanto detto dal Sindaco, se era disposto a rilasciare un’intervista. Michele ha detto di sì, e la chiacchierata eccola qua. Lunghissima, ma l’argomento a mio parere necessita.
Michele, sabato mattina in Consiglio Comunale, il Sindaco, come hai potuto vedere, ha affermato che non ha ancora oggi capito il motivo delle tue dimissioni, ha detto che ti stima, ha detto che l’unica cosa di cui è certo è che non c’è nulla di politico che abbia causato le tue dimissioni, che ha parlato con te, che vi siete chattati, e che in buona sostanza è molto rammaricato, dispiaciuto, che nella cultura non può esserci la politica, che la Commissione ha sempre lavorato in libertà e autonomia, puntualizzando, confortato dall’intera maggioranza, che non è stata la De Llera a nominarti Presidente della Commissione Biblioteca, ma lui stesso, il Sindaco. Insomma, ha detto tante cose….
“Sono molto dispiaciuto e sorpreso da quanto ho ascoltato dalla bocca del Sindaco in Consiglio Comunale, mentre di quanto detto dagli altri componenti della maggioranza e dei loro comportamenti tenuti invece non sono per niente sorpreso, ho avuto solo conferme. Sono dispiaciuto perché ritenevo di aver fatto buona cosa scrivendo una lettera di dimissioni “politicamente corretta”, con l’intento di non sollevare polemiche, visto il momento delicato che sta passando il Comune, non certo per colpa mia. Una lettera che si chiudeva, tra le altre cose, con VIVA LA BIBLIOTECA, perché per me la Biblioteca è sempre stata un patrimonio da conservare e valorizzare, nell’interesse di tutta la comunità. Le motivazioni le ho esposte in privato al Sindaco, proprio per non sollevare deleteri polveroni e per salvaguardare l’immagine della Biblioteca e di chi con passione ha contribuito nella realizzazione dei progetti e delle iniziative. Per questo sono sorpreso e deluso dal comportamento del Sindaco, il quale, pur dichiarando apprezzamenti nei miei confronti e sul mio operato, mi ha fatto passare come persona fragile, insicura, per non dire peggio, che non ha saputo spiegare il perché di una simile decisione. A questo punto, a malincuore ma con decisione, mi trovo costretto a aprire una pagina che speravo di aver chiuso senza creare troppo clamore. Penso però che sia doveroso partire dall’inizio.
Io divento Presidente della Biblioteca Comunale di Iseo, dopo che nell’estate 2019 viene il Bresciaoggi a Iseo, nell’ambito di un’iniziativa che veniva promossa in molti paesi della Provincia. Sapendo che il Bresciaoggi era solito posizionare un gazebo in piazza e invitare la gente del posto a rilasciare dichiarazioni sulla vita del paese, partecipo in qualità di collaboratore del giornale (per l’esattezza il gazebo venne collocato in viale Repubblica). Per l’amministrazione avevano invitato Quetti e la de Llera. Il primo contatto che io ho avuto con la De Llera è stato in un incontro elettorale in piazza, tanto è vero che Cristina ancora oggi mi rinfaccia simpaticamente che allora non avrei scommesso un centesimo su di lei mentre con il proseguo dell’esperienza in Biblioteca abbiamo invece sviluppato una grande sinergia e fatto tante belle cose. Quel giorno feci a Cristina ed a Quetti un lungo discorso sulla Biblioteca, di cui al tempo ero vicepresidente uscente, dicendo che ero disponibile ad occuparmi ancora di Biblioteca a patto di avere, diciamo, una certa autonomia di indirizzo. Questo perché non è che io arrivavo completamente sprovveduto. Avevo detto di no all’entrata in lista di Iseo Sicura, avevo già avuto un’esperienza politica con il centrodestra, seppur in quota civica (Lista Iseo Anch’io), che non è che mi aveva entusiasmato molto. Un’avventura dove la lista perse pezzi uno dopo l’altro e lasciò il candidato Romele da solo all’opposizione. Però avevo appunto detto che per la Biblioteca ero disponibile, temendo che vi fosse anche una certa difficoltà a trovare chi se ne occupasse. Quetti già allora mi aveva presentato la de Llera come colei che si sarebbe occupata di cultura. Qualche tempo dopo quest’ultima mi manda un messaggio dicendo che mi aspettava in Comune per propormi una cosa. All’incontro in Comune, era piena estate 2019, erano presenti la De Llera, Marini e poi è arrivato Quetti. E’ stata la de Llera a dirmi ufficialmente: “Ti abbiamo convocato perché vorremmo proporti di fare il Presidente della Biblioteca”. Non solo, verificata la mia disponibilità, mi chiese di preparare quattro/cinque nomi da presentare in quota di maggioranza, di modo che si formasse una commissione Biblioteca più coesa e affidabile possibile. Già in quell’occasione mi resi però conto che c’era una sorta di “percorso politico” da intraprendere, in quanto tra i presenti serpeggiava una certa diffidenza nei confronti di Forza Italia. Con ironia mi dissero che dovevo passare dall’ufficio di “quella là” (la Prati), allora assessore al Bilancio, per ottenere il placet, una specie di benedizione. La Prati (era presente anche Ragni) mi disse sorpresa: “figurati se poniamo veti, noi ti vogliamo, non ci sono problemi”. Ci lasciammo con l’accordo che avrei fatto avere i nomi richiesti per la quota di maggioranza della Commissione. Qualche giorno dopo, ricordo che ero in vacanza, mi chiama Quetti dicendomi che aveva parlato con il Sindaco e che era tutto fatto: “Sei Presidente della Biblioteca, sei contento?”.
Io ero contento, certo, ma tempo dopo ho saputo che una persona esterna alla lista di maggioranza, ma molto influente nelle decisioni e strategie della stessa (come lo era stata del resto nella precedente lista “Iseo Anch’io” di cui facevo parte), e che da qui in avanti chiamerò “L’innominato di Clusane”, commentando la mia nomina, aveva detto alla de Llera: “Hai sbagliato persona, ti creerà solo problemi”.
Comunque, come richiesto io faccio i nomi per la quota di maggioranza della Biblioteca, e tutti quanti vengono bocciati.
Per curiosità, che nomi avevi fatto, e perché sono stati bocciati?
I nomi da me proposti erano Bettoni Laura e Agosta Barbara, con le quali avevo già condiviso l’esperienza in Biblioteca, e poi Bona Giulia. Ora, può essere comprensibile che uno o più nomi non vengano considerati “idonei”, ma quello che mi ha stupito, oltre al fatto che tutti sono stati bocciati, nonostante due avessero già dimostrato di saper lavorare bene in Commissione, è che a fianco del nome di Bona e Bettoni il vicesindaco aveva scritto FORZA ITALIA e a quello della Agosta la sigla K, a significare “comunista” (molto anni ’70). Questi erano i motivi della bocciatura, e già qui mi viene da sorridere quando sento il Sindaco dire che nella cultura non ci deve essere nulla di politico e che nelle mie dimissioni non c’è niente di politico.
Secondo te perché c’è stata questa reazione? Un vicesindaco che sceglie e nomina convintamente un Presidente, e poi boccia subito tutti i nomi dallo stesso proposti, è paradossale
Mah… può darsi che Quetti si sia risentito perché non ho chiamato Rivoltella per avere dei nomi di giovani in quota Lega, o perché io ero considerato da loro, sbagliando, di Forza Italia, e loro con Forza Italia avevano già rapporti incrinati, e i risultati si sono visti quasi subito e sono oggi qui da vedere. Fatto sta che nell’ottobre 2019 vengo eletto all’unanimità Presidente della Biblioteca. Quindi, per tornare alla tua domanda, tecnicamente è vero che io sono stato nominato dal Sindaco, in quanto da regolamento la nomina viene fatta in Consiglio Comunale, ma è altrettanto vero che l’elezione a presidente avviene in seno alla commissione e che la segnalazione e la candidatura sono state opera di De Llera, con il relativo beneplacito di Quetti, così come mi è stato riferito che il Sindaco aveva dato carta bianca in quanto di Biblioteca non sapeva nulla e allora non sapeva neppure chi fossi. Infatti io, nei primi tre / quattro mesi, con il Sindaco non ci ho mai parlato. Il rapporto con il Sindaco è cominciato solo nell’ultimo anno e mezzo, e devo dire che è stato piacevole da parte mia, perché parlare di cultura con il Sindaco è una cosa bellissima, perché se ne intende veramente tanto e percepisci il suo entusiasmo nel parlarne. Il fatto è che ormai sappiamo tutti quali sono i suoi problemi e si trovano tutti all’interno della sua stessa maggioranza.
Continuiamo il tuo percorso di Presidente della Biblioteca Comunale:
I primi tempi con la De Llera non sono stati facili, diciamo pure che ci sono stati parecchi attriti, tanto è vero che all’interno della Commissione erano stati creati due gruppi: Commissione di maggioranza e Commissione, diciamo così, normale (tanto per far capire che fin da subito la politica ha recitato un ruolo fondamentale). Era anche comprensibile l’atteggiamento suo: arrivata come una sconosciuta, eletta con i voti della Lega, veniva continuamente sollecitata dai piani alti a far pesare il suo ruolo. A me invece veniva continuamente rinfacciato il fatto di dover rappresentare in primis la maggioranza, e per contro io facevo presente che il mio ruolo era quello di essere garante degli equilibri e di una certa trasversalità. Qualità che mi sembra sia stata riconosciuta proprio sabato mattina in Consiglio Comunale dalla Prati. Del resto era la condizione fondamentale che avevo posto affinchè io accettassi la carica, e del resto nell’esperienza nel triennio precedente come vice Presidente, con la Giunta di Centro Sinistra, non avevo avuto particolari problemi di convivenza, pur essendo stato candidato dall’allora minoranza di centro destra.
Quindi le tue dimissioni non sono state frutto di un malessere e problemi sorti negli ultimi tempi
I problemi arrivano da molto lontano, praticamente da subito, e si sono trascinati, aggiungendo piccoli e grandi episodi di intromissione, anche di esterni che in teoria non rivestono ruoli amministrativi e non hanno cariche. Invidie, frizioni e rimproveri da parte di assessori (Premoli) che si ritenevano scavalcati ecc… Già nel novembre / dicembre 2019 erano accaduti dei fatti che mi avevano fatto pensare di dimettermi, ma avevo appena iniziato, non era da me mollare al primo ostacolo, decisi di proseguire, tenendo duro, ma in quel periodo avevo litigato con buona parte della maggioranza: Quetti, Premoli, de Llera, con la Prati a fare da intermediaria per cercare di capire quali erano i problemi e il Sindaco che non capiva cosa stava succedendo e neppure approfondiva.
L’anno 2020 si apre con il Covid e praticamente non succede nulla, se non che il rapporto con la de Llera migliora sensibilmente. Si chiariscono tanti aspetti, lei probabilmente comincia a capire come funzionano le cose all’interno della maggioranza, comincia ad avere le prime perplessità. Del resto anche le sue dimissioni non sono frutto di una decisione improvvisa, bensì maturata nel tempo, a seguito di tante cose, ma di questo eventualmente parlerà lei, se vorrà. Mentre i primi tempi Cristina lamentava grossi problemi di comunicazione con il sottoscritto e con tutta la Commissione, col passare del tempo le cose migliorano sensibilmente: la Commissione trova la quadra, e l’alchimia giusta, si lavora bene, i risultati si vedono, e anche questo eventualmente potrai chiederlo direttamente ai vari membri che la componevano e che a cascata si sono dimessi. Io parlo per me e dico che la collaborazione con la de Llera si è fatta sempre più sinergica ed empatica. Questa cosa probabilmente ha dato fastidio a qualcuno all’interno della maggioranza, in quanto si fanno sempre più forti sentimenti di gelosia, rancori, invidie (si è arrivati al punto di chiedere alla de Llera di non mettere like su facebook a foto o post di mio padre, che ovviamente in famiglia avvertiva il malessere che stava crescendo).
La situazione esplode nel 2021, ma già sul finire del 2020 ricevo un telefonata dall’Innominato di Clusane, il quale mi invita, ma in realtà è più di un invito, a non fare più nessuna vignetta satirica che lo ritragga, su Punto d’Incontro, in quanto, testuali parole: “io non rivesto alcun ruolo politico nel Comune di Iseo, non gradisco, la gente poi mi chiama e pensa che….”.
Alla luce di quanto detto finora, penso che la gente faccia bene a pensare e a domandarsi quale ruolo rivesta effettivamente questa persona all’interno del Comune, e se abbia il diritto di scorrazzare per i corridoi e uffici di Palazzo Vantini, di porre veti e quant’altro. In quella circostanza, comunque, intimidito, preferisco mantenere un profilo basso, anche per il ruolo istituzionale che ricoprivo e inizialmente interrompo la pubblicazione delle vignette su di lui e poi interrompo del tutto il rapporto con Punto d’Incontro. Oggi penso sia stata una scelta stupida, l’ho detto anche al Sindaco, tanto che da pochi mesi ho ricominciato con la nuova rubrica “Lo Svasso”, sempre su Punto d’Incontro.
Cominciano anche ad esserci problemi nei rapporti con le scuole. Nel marzo 2021 ricorre il 160° dell’Unità d’Italia. Propongo alla commissione un progetto che consiste nell’andare nelle scuole, alle quinte elementari, in DAD (eravamo ancora in pieno covid) a raccontare appunto dell’Unità d’Italia e dei patrioti iseani. La Premoli aveva già avuto da ridire sul fatto che la bibliotecaria organizzava le video letture presso le scuole, e questo non le andava bene poiché la cosa non aveva avuto il suo benestare. Mi telefona la dottoressa Emilguerri, dirigente scolastica delle scuole di Iseo, e mi invita a partecipare ad un collegio docenti dove proponevo un progetto sempre inerente al periodo storico dell’Unità d’Italia. Chiamo la de Llera e la Premoli per informarle dell’invito ricevuto, e tutte due si infuriano. Queste il 24 marzo 2021 mandano insieme al Sindaco una mail piccata alla Emilguerri, sicuramente non l’unica e ultima, e anche su questo ci sarebbe da fare un approfondimento, visto che i rapporti tra Comune e scuole sono oggi ai minimi storici.
Nella mail si scrive che “In qualsiasi organizzazione esiste una gerarchizzazione che va rispettata, il Presidente della Biblioteca è espressione politica di questa amministrazione, qualsiasi progettualità deve essere preventivamente condivisa con gli organi costituzionali, quali l’assessore all’istruzione ecc..”.
Ghitti mi chiama per dire di non preoccuparmi, mi dice che sto facendo un grande lavoro, che ci pensa lui a risolvere la cosa. La Emilguerri mi chiama stizzita per chiedermi spiegazioni della mail ricevuta. Io esterno alla de Llera la mia perplessità per l’essere stato messo in mezzo. Sono certo che, fosse successo qualche mese più tardi, la de Llera avrebbe agito diversamente. Posso anche riconoscere che ci sono delle gerarchie da rispettare, ma sono le reazioni scomposte verso cose che potrebbero essere anche classificate come “banali”, che fanno pensare.
Insomma, torna sempre alla ribalta la questione politica
Di più: la politica mi ha logorato a tal punto che una volta che mi sono dimesso le scuole mi hanno subito richiamato per elaborare un progetto. Ma sono tanti gli episodi, e il comune denominatore è il clima che si fa sempre più pesante e pressante. Le invasioni di campo diventano insostenibili. Arriva la manifestazione del Barbarossa. Il primo anno ci è costato 4/ 5.000 euro, più il Quaderno della Biblioteca, che però era già stato pagato l’anno prima, sfruttando l’anno di fermo del covid. Facciamo il Quaderno sul Barbarossa e in quel periodo la de Llera viene chiamata da Quetti, il quale disapprova la nostra scelta di aver affidato questo quaderno a dei “comunisti”, ossia Valsecchi e la Muffolini, e avremmo potuto rivolgerci ad altre persone, ad esempio Marco Franceschetti. Inoltre, questo Quaderno ci è costato circa 3.000 euro con 1.000 euro di bonus agli autori che è stato elargito dalla Società Operaia. Naturale che il Quaderno riportasse, tra le altre, la prefazione della Enrica Zugni, presidente della Soms. Ebbene, questa prefazione è costata a me e alla de Llera lacrime e sangue, perché lo stesso Ghitti si è impuntato e per una settimana non ha voluto sentire ragione, non voleva che la Zugni facesse la prefazione.
Il Quaderno alla fine esce. A quattro giorni scarsi dalla presentazione del Quaderno rischiamo di annullare l’evento per una crisi interna all’amministrazione. Come Commissione avevamo mandato gli inviti a tutti, come sempre fatto. Al Presidente della Provincia, alla Comunità Montana, a tutti i membri del Consiglio Comunale (come sempre fatto). Era richiesta la conferma perché si doveva prenotare il posto, come da protocolli covid. Del Consiglio Comunale ha risposto solo l’opposizione. Scoppia il putiferio in quanto la maggioranza riteneva di non essere tenuta a rispondere e pretendeva, all’ultimo minuto, di avere i posti riservati. Essendo tuttavia la sala civica già tutta riservata, Quetti insiste perché la Premoli venga messa a sedere sul palco dei relatori. La de Llera risponde assolutamente no. Alla fine dopo tutta la baraonda, la Premoli rinuncia, anche perché afferma che tanto non sarebbe stata presente ugualmente. Quella è la sera in cui invitato era Oscar Lancini, membro del Parlamento Europeo per la Lega, e i presenti della maggioranza si fecero fotografare insieme al Quaderno e io stesso nel discorso di introduzione dissi che il Quaderno non doveva prestarsi ad opere di retroguardia ideologica.
Barbarossa il primo anno ha funzionato. Il secondo anno noi, come Commissione, non lo volevamo fare. E’ stato il Comune a insistere che lo facessimo, c’è il verbale che dice che la Commissione aveva detto di no. L’abbiamo fatto solamente perché la maggioranza ha insistito e per evitare che ci portassero via un’idea. Quetti di nuovo si distingue con le solite affermazioni: “i soliti comunisti, che quando le cose vanno bene…. ecc… ecc..”
Ma gli episodi sono tanti, me ne viene in mente uno ancora del 2019, quando dovevamo presentare un libro di Lidia Mingotti sul calzolaio Maffezzoni che aveva il negozio e abitava in via Mirolte. Non ricordo il titolo del libro, ma fu boicottato: “è una roba da comunisti”, per il semplice fatto che in una foto dove il Maffezzoni era ritratto mentre lavorava le scarpe, sulla parete alle sue spalle c’era una frase sui partiti. La Lidia Mingotti ci rimase malissimo.
Il consigliere Barbieri, per la prima edizione del Festival del Pesce povero, voleva la nostra collaborazione. Quando come Commissione, d’accordo con la de Llera, gli abbiamo chiesto in che termini avremmo dovuto collaborare, questo si infuria, tacciandomi di voler fare l’one man show, ecc… ecc…
Ripeto, sono cose talvolta anche banali, che però denotano continue invasioni di campo, e poi quella parola “comunisti”, sempre ripetuta, con la quale etichettano chi non la pensa come loro… altro che dire che non c’entra la politica. Politica e rivalità interne alla maggioranza, fin dall’inizio.
Credo che talvolta abbiano persino cercato di mettere il sottoscritto e la de Llera uno contro l’altra, ma ormai sia io che lei avevamo stretto un rapporto tale da capire perfettamente tutti i sotterfugi. Le frizioni erano sempre più frequenti. Quando è uscito l’articolo “Il volo della Colomba” su Punto d’incontro, dove tu evidenziavi le capacità e competenze della de Llera, qualcuno si è molto risentito. Così le frizioni si sono trasformate in emarginazione. Nei miei confronti si sono aggiunti comportamenti di ostilità. So per certo che il Sindaco mi voleva nella giuria di “Archinature”, come rappresentante delle associazioni culturali, ma il mio nome è stato rimosso dall’assessore referente con la motivazione che “la Biblioteca non si occupa di arte”.
A Cristina hanno riservato trattamenti davvero spiacevoli, ultimo dei quali la revoca della candidatura al CDA di Terra della Franciacorta, per far posto a Quetti, che poi ha rifiutato, perché lui voleva fare il Presidente, non il Consigliere, perché i soldi arrivavano dalla Regione ed era giusto che Presidente del Consorzio doveva essere uno espressione politica della Regione, cioè della Lega.
Da tempo, respirando il clima, avevo deciso che qualora Cristina si fosse dimessa, a ruota anche io l’avrei seguita nonostante lei mi abbia più volte chiesto di pensarci bene e di non vivere sul personale l’eventuale sua rinuncia. Ad ogni modo sono venute a mancare le condizioni minime per andare avanti, ci sostenevamo a vicenda, ed è questo, alla fine, ciò che ho scritto nelle motivazioni delle mie dimissioni inviate al Sindaco.
Però ora apprendo che sabato mattina in Consiglio il Sindaco ha affermato più volte che nelle mie dimissioni non c’è nulla di politico, che nonostante si sia sforzato di chiamarmi e di chiedermi il perché e il percome, non ha ancora capito il perché delle mie dimissioni, e aggiunge che ci sono delle chat riservate tra me e lui, che io ho promesso di non divulgare, dove non si capisce il motivo della mia decisione.
Ecco, posso capire le sue difficoltà nel raccapezzarsi nella Giunta, anzi nella giungla. Però da lei signor Sindaco non me l’aspettavo, perché quelle chat contengono i motivi, non tutti, perché mi sarei dilungato troppo, ma i principali. Mi dispiace che lei sia così instabile, ma se si vuole farmi passare per persona fragile, che si è dimessa senza motivo, allora penso che sia doveroso che cominci anche a divulgarle.
Comincerò con la fotografia che mi è stata scattata alla commemorazione del partigiano Giuseppe Zatti, che l’Innominato di Clusane ha trovato il tempo di ritagliare e ritoccare scrivendoci sopra NEMICO con una bella croce, con scritto sotto, come non bastasse, “peggio dei comunisti”. Senza trascurare la triste affermazione di chi, in qualità del suo ruolo, dovrebbe essere un rappresentante delle istituzioni e di TUTTA la comunità, e invece si permette di ricordare che finalmente, tra poco, non ci saranno più le commemorazioni di quei comunisti dei partigiani. Tutto questo mentre quasi in concomitanza il Sindaco, a Cremignane, teneva un discorso toccante sulla Resistenza durante la commemorazione del partigiano Giuseppe Verginella, dimenticando di essere nel frattempo passato a Fratelli d’Italia. Paradossale… ma No, non c’è proprio nulla di politico….
E’ vero, mi sono sentito con il Sindaco, anche telefonicamente una settimana dopo le mie dimissioni, e gli ho spiegato un po’ di cose. Gli ho consigliato di allontanare certi personaggi dall’amministrazione comunale, ho fatto nomi e cognomi.E’ vero anche che lei signor Sindaco mi ha chiesto di ripensarci, mi ha detto che se mi fossi rivolto a lei, lei mi avrebbe protetto. Ma diciamoci la verità: lei mi ha confermato che di tante cose non viene informato dai suoi. E poi, posso anche farmi proteggere da lei, ma lei… chi protegge lei?
In merito alle dimissioni a cascata dei membri della Biblioteca cosa puoi dire?
Con loro ho avuto un incontro, dove ho spiegato la mia intenzione di dimettermi. Dopo le dimissioni, io mi sono tolto dalla chat della Biblioteca, quindi non posso dare spiegazioni in merito agli incontri chiesti e non ottenuti dai membri della Commissione, delle dimissioni a cascata ecc..
Posso dire che mi è stato riferito di un Quetti che ha rimproverato una mia collega di Commissione, perché le mail non bisognava mandarle al Sindaco, perché il Sindaco non apre mai le mail, ma questo è un problema del Sindaco e della Giunta. Di un Quetti che ha affermato che i membri di maggioranza della commissione li ha fatti dimettere lui, cosa assolutamente non vera. Così come la mia ex collega di commissione ha detto, ma confermo anche io, che in passato c’è stato anche il veto sulla possibilità di collaborare con te ed Eventi Macramè.
Apperò… Bene… aggiungiamo anche questa. A proposito, concludo io chiedendo al Sindaco se è al corrente che l’Assessore Marini, ha ricevuto nei giorni scorsi il presidente di un’associazione che chiedeva l’uso della Sala Civica per la presentazione di un libro, e Marini ha risposto che non c’era alcun problema, a patto che a presentare non fosse Serioli di Macramè. Attendo una risposta almeno dal signor Sindaco, perché Marini non ha risposto, pur spronato e pur mettendogli a disposizione due pagine di giornale per elencare la sua versione e eventuali giustificazioni o smentite.
Finisco affermando ciò che ho già affermato lo stesso giorno delle dimissioni di Michele. Lei, signor Sindaco, ha giustamente stima in Michele, così come sono certo che ha avuto modo di apprezzare l’operato di Cristina De Llera, lo ha anche detto in Consiglio Comunale.
Però ha un modo bizzarro di dimostrare questa stima, almeno sabato mattina in Sala Consigliare ho avuto questa impressione. Gli elementi qui riportati possono anche essere minimizzati, sottovalutati, catalogati in “ordinaria amministrazione”, anche se sarebbe un tragico errore.
Ma il tutto è stato riportato a seguito delle sue dichiarazioni, assolutamente inopportune e non corrispondenti al vero. Sono sicuro che Michele avrebbe volentieri evitato di proseguire, così come io stesso sono abbastanza a disagio a scrivere queste righe (pagine più che altro). Sicuramente non interesseranno alla gran parte del paese, notoriamente avverso e repellente alle “magagne” politiche ed amministrative del proprio paese, salvo poi ritrovarsi a vivere in un paese amorfo, involuto, impaurito, amministrativamente e socialmente allo sbando. Penso però che gli addetti ai lavori dovrebbero riflettere su tutto ciò, maggioranza e minoranza (sì, anche la minoranza).
Caro Sindaco, la domanda che mi faccio, e che le faccio è questa: Due giovani che hanno dimostrato di saper lavorare, di collaborare, di conoscersi, che si sono aspettati a vicenda e sostenuti nelle difficoltà (finchè han potuto), ottenendo alla fine risultati lusinghieri riconosciuti da tutti, lei permette che vengano trattati così per salvare l’immagine di una maggioranza composta da elementi che passano i Consigli Comunali scorrendo il cellulare? Ribadisco: forse non sono i giovani che devono capire la politica, ma la politica che deve capire i giovani.
Infine, non è un caso che Michele abbia timore a fare il nome di quella persona che lui chiama “Innominato”. E anche questo dovrebbe essere spunto per una riflessione. Lei Sindaco è riconosciuto come uomo di cultura, e allora saprà sicuramente del Manzoni:
“Il buon senso c’era, ma se ne stava nascosto per paura del senso comune”… ma anche per paura di altre paure… aggiungo io. No, non è un bel vivere oggi a Iseo.
P.S: Della fotografia ritoccata sotto riportata ho voluto per pudore cancellare gli autori, ma lei sa chi sono, sa i nomi e lo sanno anche loro. Non si pretendono certo delle scuse, ma magari una presa di coscienza sì.



