Nessuno tocchi la comunità

Nessuno tocchi la comunità

2023: anno di cultura e di buoni propositi

“È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

Queste le parole del Presidente della Repubblica Mattarella nel discorso di fine anno.

La crescita di una società e di un paese saranno sempre legati alla crescita umana e culturale della persona. Non esistono scorciatoie, non esistono compromessi. La raccomandazione e l’illusione di “comprare” un futuro migliore, sono appunto pura illusione.

Si apre un anno in cui Brescia e Bergamo saranno capitali della cultura. Ciò non dovrà  essere un semplice marchio di cui vantarsi, una medaglia da portare sul petto o uno slogan da buttare a casaccio, giusto per sentirsi parte di un qualcosa che magari non sappiamo neppure cosa sia.

Noi, inteso come territorio e come paese, ci approcciamo a questo grande evento senza avere neppure un teatro, un auditorium, un luogo d’incontro attrezzato, agibile, a norma, dove fare incontri, spettacoli, serate culturali e musicali. In assenza delle “basi”, ci accontenteremo delle catene umane simboliche, tutti insieme, mano nella mano, da Brescia a Bergamo, per poi tornare nelle nostre case ad insultarci. E’ già qualcosa, ma è giusto accontentarsi?  Sinceramente spererei di no.

Penso che quella che si presenta sia un’occasione soprattutto per  riscoprire, valorizzare e migliorare lo status culturale, sociale del nostro “habitat” e particolarmente per migliorarsi come persone. Io almeno lo interpreterò così l’anno che si è appena aperto, anche per una questione di “sopravvivenza”.

Sullo scorso numero avevo scritto che per sopravvivere in questo paese, è necessario crearsi un mondo a parte, parallelo. A pensarci bene però questo avrebbe i significati di una resa, vorrebbe dire scappare da un problema, cercare di evitarlo, nell’illusione che raggirandolo esso non si ripresenti più. Ma non è così. Oggi allora dico che per sopravvivere in questo paese, ma anche alla società in generale, è fondamentale istruirsi, apprendere, conoscere, approfondire, farsi trovare pronti per argomentare le proprie ragioni, e difendersi dall’ignoranza, il pericolo maggiore in cui rischiamo di cadere, in cui qualcuno vuol farci cadere.

Mi ricordo mia nonna, quando mi raccontava i tempi della guerra, della miseria, del fascismo. “Bisognava portare da mangiare  a casa, bisognava lavorare, anche se eravamo giovanissimi. Non c’era tempo per studiare, e non te ne davano neppure la possibilità. Più studiavi e più capivi, e loro non volevano che tu capivi, loro volevano che tu rimanevi ignorante”.

Il racconto finiva sempre con lo stesso monito: “Studia, studia mi raccomando. Perché solo con la conoscenza potrai cavartela nel mondo. Gli ignoranti perderanno sempre, quelli che studiano e conoscono invece soffriranno, ma alla fine sapranno prevalere proprio grazie alla conoscenza”.

Immagino di non essere stato il solo a ascoltare queste storie e questa versione della storia.

Riflettere, istruirsi, farsi domande e cercare le risposte penso sia il ganglio vitale della cultura. Per me riflettere è esiziale: significa attraversare un pensiero rigoroso e alto nello stesso tempo popolare e rustico senza chiedermi nulla in cambio se non di continuare liberamente a farmi delle domande.

Ogni giorno di più rimango basito dai commenti superficiali sui social, ormai il nostro mondo. Dal   limitarsi ai titoli dei giornali, spesso fuorvianti, senza il desiderio di approfondire. Rimango disgustato dal fatto che chi oggi comanda (non amministra, comanda) questo paese, giochi proprio sull’ignoranza delle persona, rispondendo alle domande argomentate col silenzio, o gettando in pasto ai leoni (da tastiera)  frasi scontate, ipocrisia pura al 100%, finto buonismo e benaltrismo, sapendo che questi abboccheranno e crederanno al pifferaio neanche tanto magico.

Sarà la consapevolezza acquisita di avere sofferto molto in questi ultimi tre anni. Sarà quel senso di ribellione alle ingiustizie e al comportamento becero e arrogante di chi dovrebbe sostenere la cultura e i suoi operatori e invece arriva addirittura ad ostacolarla e boicottarla, sarà la volontà di non voler cadere nel vittimismo ma di trasformare tutto questo vento contrario in crescita e rafforzamento della personalità. Sarà per tanti motivi, ma sento crescere di giorno in giorno la voglia di migliorarmi, istruirmi, formarmi, erudirmi.

La cultura insegna a non avere paura. Ti insegna e ti prepara ad affrontare la vita, nelle sue giustizie e nelle sue ingiustizie. Ti fornisce le famose caselle, quelle di Gaber, le avete presenti?

“Io con un cervello come il mio non ho paura di niente. Tutto previsto, ogni situazione, qui, una casella. Ho faticato eh, fin da bambino non so, per esempio: Uno mi dava un pugno, io niente, lì per lì pum, lo prendevo. Poi andavo a casa, ci pensavo bene, e tic una casellina. Certo, per saper cosa fare. Infatti il giorno dopo tornavo lì, e lui pum, un calcio.
Benissimo un’altra casella. Sì, perché quando una cosa non la conosci ti capita improvvisa, non prevista, tipo “mani in alto”… che fai eh? Ce l’hai la casella? Allora te la fai. Me le son fatte tutte. Ogni situazione, qui un sunto. Il Bignami dell’uomo, ecco chi sono”.

Ogni apertura d’anno porta con sé i migliori propositi e i migliori auguri. In questo nuovo anno così particolare e importante (anche se tutti gli anni sono importanti o si spera che lo siano, in segno positivo ovviamente), vorrei fare anche io i miei auguri.

L’augurio che faccio a me stesso:

penso si sia capito. E’ di trovare la forza e la passione per leggere di più, informarmi di più, apprendere di più, scoprire, fare del dubbio il mio faro per poi rafforzare le mie convinzioni grazie all’apprendimento. Nel mio primo lavoro conoscere artisti vecchi e nuovi che con le loro qualità artistiche e il loro sapere vogliono passare alla storia, e non solo alla cassa, perché da troppo tempo viviamo senza punti di riferimento, senza maestri… mi mancano i maestri.  Ascoltare musica, tanta musica. Nel mio secondo lavoro, conoscere nuove persone, di ogni nazionalità, imparare le lingue, seguitare a promuovere la vocazione turistica del mio paese e la mia attività in modo professionale ed appassionato.

L’augurio che faccio al mondo in cui vivo:

è che  la persona che viaggia in treno leggendo un libro o più semplicemente guardando il panorama fuori dal finestrino, non venga più considerata uno psicopatico dagli altri viaggiatori che, assorbiti dai loro cellulari, dai loro social, tik tok e baggianate varie, si illudono di essere superiori.

L’augurio che faccio alla comunità iseana:

è di migliorarsi, di informarsi sulla politica e l’amministrazione  del proprio paese. Soprattutto di non aver più la memoria corta, storico e tradizionale difetto, a dir la verità non solo locale.

Che tradotto vuol dire: “Non è che voi, che nel 2019 avete votato per l’attuale maggioranza, avete intenzione di votare di nuovo col criterio del – voto Ghitti perchè è un bravo dottore – neh?“. No, perchè si da il caso che ancora oggi non si è capito perchè il dott. Ghitti abbia voluto candidarsi neh? No, perchè del dott. Ghitti Sindaco è da mesi che non c’è più traccia, e il paese è in mano a tre persone non candidate e non elette. Insomma, cercate un attimino di informarvi un pò di più la prossima volta, e portatevi avanti, perchè la situazione attuale in cui ci troviamo e questo paese si trova, è anche e soprattutto merito vostro, neh?

Stiamo assistendo al più classico dei giorni della marmotta: ricomincia l’indebitamento, il degrado va di pari passo, ed è un degrado non solo materiale, che vedi nei mercatini settimanali, nell’affare Casa Panella, negli alberi secolari tagliati dalla sera alla mattina, nelle dimissioni di assessori, consiglieri, presidenti di commissioni e commissioni stesse, nel fuggi fuggi del personale, nei “demansionamenti” di comandanti della polizia locale, nei silenzi della maggioranza,  che non risponde mai e  arriva addirittura a togliere i commenti sulle pagine dei social.

A Iseo, ormai è chiaro, c’è un problema morale,  c’è una questione morale, declinata proprio come la intendeva Berlinguer, ossia  «l’occupazione delle istituzioni da parte dei partiti».

Questo ha portato ad una deriva sociale del paese.  Sembra di essere tornati ai tempi danteschi e alle guerre tra Guelfi e Ghibellini. La comunità si è squarciata in due, e c’è rancore, c’è odio, come in passato non ce ne sono mai stati. Lo si vede dai social (che ironia chiamarli social!). Lo si è visto anche nella recente festa di capodanno in piazza Garibaldi a Iseo con momenti di tensione tra il vicesindaco e alcuni cittadini.

L’augurio che faccio quindi alla comunità, è di continuare a coltivare un pensiero critico. Di assistere almeno a un Consiglio Comunale, o di trovare il tempo per guardarne almeno uno registrato (su youtube ci sono tutti) per capire il comportamento della minoranza, della maggioranza, del Sindaco. Già da lì, dal semplice linguaggio del corpo, si comprende quanto il Consiglio sia ormai delegittimato.

L’augurio che faccio alla minoranza

è di non abbattersi, e nello stesso tempo di osare di più. A chi è legato da vincoli di rappresentanza di associazioni, chiedo di slegarsi da essi e di non agire più col freno a mano tirato, perché sta rappresentando la minoranza di un paese (che in realtà oggi è maggioranza), non sta rappresentando solo la sua associazione.

L’augurio che faccio alla maggioranza

è di rispondere, argomentare le proprie ragioni, spiegare il perché delle scelte fatte, soprattutto di quelle che non erano presenti nel proprio programma elettorale, e delle scelte non fatte, soprattutto quelle che erano presenti nel programma elettorale. Perché sta rappresentando la maggioranza di un paese (che oggi in realtà è minoranza), non sta rappresentando se stessa e gli interessi di persone che non sono state ne candidate ne elette.  Auguro alla maggioranza di acquisire quello spirito autocritico che le consentirebbe tra l’altro di lavorare con maggiore serenità, serenità che oggi le è indubbiamente sconosciuta.

Le auguro di essere meno arrogante, e di portare più rispetto verso chi la pensa diversamente e continua a chiedere delucidazioni su certe scelte e certi comportamenti, ottenendo sempre e solo silenzi. Portare più rispetto verso tutto ciò che è comunità e senso di appartenenza. Mancanza di rispetto verso la comunità è non voler capire il territorio. Vivere le strade è diverso da girarle, e la mancanza di rispetto più grossa è coltivare l’ignoranza delle persone, non spiegando, non dando mai risposte, darci l’illusione di essere liberi mentre invece siamo solo polli di allevamento.

Cara maggioranza, avete vinto voi, seppur di poco e, lo ripeterò sempre, per colpa di un temporale. Governate. Ma chi ha perso ha il diritto di criticare, chiedere, evidenziare tutto ciò che c’è da evidenziare. Chi ha perso lo sa che deve fare la fila e aspettare la prossima occasione, ma c’è modo e modo di fare la fila. Più rispetto per favore.

Nessuno tocchi la comunità

Chiusura con un monito:  NESSUNO TOCCHI LA COMUNITA’. Sono convinto che il futuro di questo paese sarà tracciato dal comportamento delle associazioni. Esse saranno decisive in questo anno, e saranno tante le sirene, tante le tentazioni di chi il senso di comunità si illude di “comprarlo”  perché non in grado di coltivarlo.  

Che tradotto vuol dire: “inizia il periodo dei contributi annuali alle associazioni. Non è che un aumentino, o una sorta di corsia privilegiata sulla risoluzione di varie problematiche, faccia cadere tutte le solide convinzioni in qualcuno, e svanire la coerenza e la solidarietà, neh?

Care associazioni, occhi aperti, cuore e coscienza altrettanto.  Vi auguro un 2023 creativo, indipendente, sano. Senza tre questi stati non si è utili a nessuno, men che meno a se stessi. La creatività alimenta i sentimenti, le emozioni,  il proprio equilibrio personale. L’indipendenza genera soddisfazioni, consapevolezza e autostima. La salute aiuta a pensare lucidamente e a difendersi dal trascorrere del tempo, che non ci è particolarmente amico.

Gianluca Serioli

Punto d’Incontro nr.104

(uscita 21 gennaio 2023)

immagine: Il Coro Isca – caricatura di Michele Consoli