Vi spiego come è andata…
Veniamo subito al sodo, fatti, non pugnette.
TEMA:
Ieri mattina il vicesindaco Quetti ha fatto ‘a sceneggiata. Ha aperto il Consiglio Comunale con una dichiarazione ben precisa, condita da una pretesa di scuse dalla minoranza, per il comportamento indecoroso e “minaccioso” del pubblico nei confronti della Segretaria del Consiglio Comunale durante la seduta (andata a vuoto) di domenica sera.
Domenica sera io ero presente in Consiglio, mentre ieri mattina no, avevo da lavorare.
Ho rivisto il filmato del Consiglio comunale di ieri mattina, almeno il pezzo di apertura, quello incriminato. Mi sono fatto del male, il mio fegato ne ha risentito, ma dovevo vederlo.
Questa la dichiarazione integrale del Vice Sindaco Quetti (c’è comunque il filmato):
“Ieri sera ho assistito a una cosa molto brutta. Spero che non si verifichi più. Premettendo che il sottoscritto è presente in aula solo quando è presente il Sindaco e sono presenti i Consiglieri. Questo per un motivo di rispetto verso le istituzioni, essendo io un assessore esterno e quindi delegato a rappresentare il Sindaco e i consiglieri quando questi lo fanno (?). Questo lo evidenzio per spiegare come il sottoscritto ieri era in Comune, era nel suo ufficio, e non si è presentato in aula consigliare solo ed esclusivamente per rispetto delle istituzioni. Una delle più importanti sedute del mandato di questa amministrazione, ritengo doveroso ringraziare il presidente Riccardo Pettoello (pardon Ruggero), per aver presenziato la seduta di prima convocazione. Dopo il ringraziamento altrettanto doveroso, ritengo siano le scuse al segretario comunale, ricordando a tutti i presenti che dinanzi a tale figura ci si trova di fronte al funzionario del ministero degli interni. Le parole sentite dal sottoscritto al termine della riunione, tipo “buffoni”, “fate ridere”, “vergognatevi”, assumono una connotazione tutt’altro che istituzionale. Inoltre l’udire “andiamo a reperire i forconi, visto che la luce dell’ufficio del segretario è ancora accesa”, frase pronunciata da un cittadino dinnanzi al capogruppo Pieranna Faita, che anziché prenderne le distanze se ne rileva soavemente, forse condividendo, auspico di no, restituisce un clima tutt’altro che consono alla seduta che si sta per aprire. Cara consigliera Faita, non crede sia il caso di prendere le distanze da tutte queste affermazioni cogliendo l’occasione per scusarsi pubblicamente per l’atteggiamento tenuto nei confronti del rappresentante del ministero. Se posso ulteriormente analizzare quanto avvenuto ieri sera, prendendo spunto dal vostro post che trenta secondi dopo avevate pubblicato proprio perché non avevate preparato la serata, nel quale viene enunciato un’importanza argomentale senza precedenti, mi sarei atteso questa mattina altrettanta presenza in aula di pubblico e di media, e di media (sottolineato). Così dissi tempo fa, e lo ribadisco: mi piacerebbe avere ad Iseo un’informazione asettica, ma purtroppo questo non sempre avviene. A fronte di quanto espresso, ritengo che a vergognarsi , uso parole vostre, non debbano essere i consiglieri di maggioranza qui oggi presenti che hanno esercitato un libero diritto previsto dalla legge, ed ai quali chiedo di valutare responsabilmente in futuro se partecipare alla prima o alla seconda convocazione, ricordando che è una facoltà prevista dalla legge, bensì voi consiglieri di minoranza strumentalizzando ancora una volta quanto avremmo dovuto discutere e dovremo discutere in futuro. A fronte di quanto esposto ritengo giusto e doveroso che il sottoscritto esca dall’aula fino a quando non saranno formalizzate o quanto meno dette e registrate le scuse al funzionario pubblico. Fatto ciò lascio al Sindaco, che per me è la massima autorità in quest’aula, ovviamente da un punto di vista politico amministrativo, decidere se e come procedere la seduta”.
SVOLGIMENTO:
Una premessa. Mi si dice che ieri in Consiglio Comunale Lei, vicesindaco, si sia dimostrato molto preparato e abile (in senso positivo). Quindi, complimenti. Non ho mai discusso le sue capacità e la preparazione, neanche la passione che ci mette, e lei lo sa, ma è la politica che la frega, la politica e l’ambizione, che la fanno passare sopra i diritti della comunità, senza remore, senza pentimenti, a quanto pare. Parere personale ovviamente. La butto però solo per un attimo sul mio campo, e le consiglio di rivedere le dichiarazioni e i comunicati che redige, perché in primo luogo si fanno fatica a comprendere alcuni passaggi, e in secondo luogo, deformazione professionale, la fanno riconoscere facilmente, anche quando non si firma o peggio ancora firma col nome di qualcun altro per non prendersi le responsabilità. Mi riferisco all’indelicato e inopportuno (per la tempistica in cui è uscito), comunicato pubblicato sulla pagina social del Comune di Iseo in merito alla tragedia del ragazzo investito in via Roma. Passaggi e pensieri che, mi sia consentito, sono sicuro non appartenessero al Sindaco, sia per grammatica sia per sensibilità umana che ancora oggi gli riconosco, Sindaco che però è risultato firmatario del comunicato.
La seconda premessa è la seguente: chi sono e in nome di chi parlo? Anche questo lo sa benissimo. Sono Gianluca Serioli e da 14 anni scrivo un periodico, da me creato, regolarmente iscritto al registro del Tribunale, con regolare direttore responsabile, al contrario del vostro giornaletto “LA VOCE ISEANA” (nome alquanto bizzarro, visto che mai rispondete alle richieste e alle domande della comunità e anche del sottoscritto).
Il periodico si chiama PUNTO D’INCONTRO e proprio in questi giorni stiamo rinnovando gli abbonamenti (mi sia consentita un po’ di pubblicità). E’ un giornale che fa informazione, non propriamente, come dice lei, “asettica”. Insomma, niente peli sulla lingua, parole chiare e domande cui mai avete risposto. Ma attenzione: è un giornale che ha sempre avuto contraddittori, anche forti, con chi governava, sia di centro destra sia di centro sinistra. Quindi non è di parte, l’unica parte che tiene è quella del paese, e lo ha dimostrato organizzando nel tempo dibattiti, incontri e quant’altro, fin quando ha potuto almeno, poi… poi sappiamo tutti e due come è la storia adesso, no?
PUNTO D’INCONTRO è un giornale che “respira” il vivere del paese, ascolta la gente, nei suoi consigli e nelle sue lamentele, che spesso e volentieri diventano “cazziate”. Non è cosa da rose fiori scrivere e dirigere un giornale così sa? Però 14 anni mi hanno consentito di conoscere bene la comunità iseana, nei suoi pregi e nei suoi difetti.
Qui le do la prima risposta: si chiede come mai all’improvviso le sedie del pubblico, sempre vuote nei Consigli Comunali precedenti, si siano così clamorosamente e improvvisamente riempite domenica sera?
La risposta è perché l’iseano medio è fatto così: indifferente alla cosa pubblica e allo svolgimento della parte amministrativa del proprio paese, finchè non lo tocchi sul personale. Lì diventa una bestia, ti si attacca e non ti molla più finchè non ha ottenuto risposte o tutele. E se ha l’impressione che il suo “problema” venga sottovalutato o peggio ancora “cestinato” dall’amministrazione pubblica, cerca tutte le strade per far valere i propri diritti.
Mi dicono che non si da pace per come io venga a conoscenza di certe cose che dovrebbero rimanere all’interno della maggioranza e “cavalchi” poi la notizia. Questa volta le vengo incontro e le spiego come è andata:
Mercoledì 11 gennaio vengo a conoscenza della convocazione del Consiglio Comunale più importante della legislatura (lo ha riconosciuto pure lei nella sua dichiarazione) e apprendo con stupore e grandissima amarezza che questo viene trattato come la più squallida assemblea condominiale, con prima convocazione in data improponibile e seconda convocazione il giorno seguente, dove il quorum si riduce di un terzo, “snellendo” notevolmente il lavoro di valutazione delle 174 osservazioni presentate da associazioni e privati cittadini. Il vero obiettivo ovviamente è questo, e non so dire se in questo era complice anche la minoranza, posso supporre di sì, visto che in questi ultimi mesi ho più volte affermato che io come cittadino non mi sento più rappresentato ne dalla maggioranza ne dalla minoranza. Ma lo sappiamo entrambi che è così, e si capisce da quello che scrivo in seguito….
Già qui, per l’ennesima volta constato la mancanza di rispetto verso la cittadinanza. L’ho fatto presente nel mio comunicato “Applausi” pubblicato la stessa sera del Consiglio saltato, dove scrivo quanto segue:
Se vogliamo parlare di “decisioni più importanti e delicate riguardanti il paese”, il PGT è senza dubbio il primo della lista. Ebbene, come è stato gestito il percorso di informazione, adozione e approvazione del PGT?
A – Non è stato promosso alcun percorso partecipativo e non è stato convocato alcun tavolo di lavoro con le associazioni e la comunità.
B – Il PGT è stato redatto in una stanza, con tre sole persone, nessuna delle quali candidate ed elette. Manco i famosi “saggi” nominati dal Sindaco sono stati coinvolti.
C – Sono stati promossi incontri “illustrativi” a Iseo e nelle frazioni, solo a cose fatte.
D – Grazie all’attenzione delle minoranze, sulle comunicazioni, i tempi e le scadenze, sono state raccolte dalla comunità ben 174 osservazioni (di cui 5 fuori termine). Segno che per il paese e i suoi abitanti, la revisione, adozione, approvazione del PGT è argomento atteso ed attenzionato, e segno che se si promuoveva un percorso partecipativo, come dovrebbe essere sempre fatto in democrazia, sicuramente non ci si sarebbe trovati a discuterle tutte in Consigli Comunali degni della migliori “maratone Mentana”.
Ma l’intento della maggioranza evidentemente era proprio questo, creare disagio, non discuterle, farle passare e basta, e infatti, ecco la “degna” conclusione di questa sera. Che tristezza!
A proposito, non so nulla di Progetto Iseo, ma io parlo per me, ed è ovvio che il comunicato di PUNTO D’INCONTRO era già pronto ed è stato pubblicato subito dopo la chiusura del Consiglio Comunale saltato. Ovvio e alquanto triste. Perché, sempre come scritto nel comunicato stesso:
Non ci eravamo illusi, sapevamo bene qual era la strategia, ma abbiamo proprio voluto essere presenti, questa sera, per vedere se davvero andava a finire così. Insomma, non volevamo crederci, ma è successo davvero. Che tristezza!
Domenica sera mi sono scusato con alcuni partecipanti al Consiglio andato a vuoto, dicendo:
“Mi dispiace averti fatto fare questo sacrificio di venire qui di domenica sera per assistere a questa farsa, ma dovevi capirlo coi tuoi occhi e con le tue orecchie: QUESTI SONO.
Eh sì, perché è andata così:
Dopo l’amarezza del mercoledì, il giorno dopo, giovedì, esce una pagina intera del Brescia Oggi che titola: “Tra Comune e associazioni è una guerra di logoramento: i sodalizi locali sono stati esclusi dalla gestione del Banco del riuso. Dalle Acli alle minoranze politiche una reazione amara e polemica. Un ‘altro segnale di incomunicabilità dopo i vari appelli alla collaborazione e alla vendita di Casa Panella” –

Allora, si sa che io sono un rompicoglioni, ma in buona fede. Io non guardo se la parte “vittima” mi è simpatica o antipatica, o se mi hanno fatto torti in passato. Io ricordo e segno tutto, ma non porto mai rancore. Io mi ricordo che nel maggio 2019 proprio le stesse associazioni hanno negato a PUNTO D’INCONTRO la possibilità di “allargare” il confronto pubblico tra i candidati sindaci Ghitti e Faita, su tutti i temi e non solo sul sociale (non c’era più tempo per organizzarne un altro). Ero convinto che quel mancato confronto lo avremmo pagato caro, anche perchè già allora si sapeva che la differenza tra i due contendenti era davvero poca, e un’informazione più approfondita sui loro ruoli e sui loro programmi elettorali era secondo me doverosa. Oggi siamo infatti qui in questa situazione, a chiederci il ruolo dell’attuale Sindaco, perchè si è candidato, se conta ancora qualcosa ecc.
Come dice Razzi (cdx), oggi dovrei farmi i c…i miei, invece, in ossequio anche al giornale che redigo, insisto a guardare all’interesse del paese e non reggo, proprio non le reggo le ingiustizie, è un difetto grosso, o una qualità?
Quando ho letto quella pagina e quell’articolo ho pensato a tante cose, soprattutto al periodo più tragico e furente della Pandemia, quando le stesse associazioni dettero il 110% per cento nell’aiutare la comunità e il Comune stesso (il Sindaco lo rimarca ancora oggi, ma purtroppo oggi il Sindaco conta più nulla a Iseo). Oggi quelle stesse associazioni si trovano trattate in questo modo, un bel calcio nel sedere e una “guerra di logoramento”… assurdo, incredibile, inconcepibile, vergognoso.
E siccome io sono un rompicoglioni in buona fede, mi sono fatto una domanda e mi sono fatto venire un grosso dubbio:
MA NON E’ CHE QUESTA AMMINISTRAZIONE, PROPRIO PERCHE’ VEDE CHE LA COMUNITA’ ISEANA E’ SEMPRE RIMASTA INDIFFERENTE A TUTTE LE VICENDE (TANTISSIME, inutile fare la lista ) CHE SI SONO VERIFICATE NEGLI ULTIMI MESI, E NON PARTECIPA MAI A UN CONSIGLIO COMUNALE, E DOPO QUALCHE LAMENTELA SUI SOCIAL SI DIMENTICA SUBITO DI TUTTO ECC…. SI SENTE AUTORIZZATA A FARE CIO’ CHE VUOLE? INCLUSO REDIGERE UN PGT SENZA PERCORSO PARTECIPATIVO E DELIBERARLO SENZA NEPPURE DISCUTERLO?
Poi ho pensato, e l’ho già detto: “eppure l’iseano se lo tocchi sul suo si incazza. Possibile che sul pgt la faccia passar fuori così?”.
Poi ho pensato ancora: “in effetti l’iseano si è incazzato, e lo ha dimostrato mandando ben 174 osservazioni, che questi adesso vorrebbero discutere alla veloce… è rispetto questo?”.
E poi ancora ho pensato: “ma con chi potrebbe incazzarsi il cittadino se anche l’opposizione è sconfortata, frustrata e quasi rassegnata al modus operandi della maggioranza?”.
Sono andato a casa e mi sono detto: “non ci posso credere che tutto il paese sia così rassegnato, ma cosa sta succedendo al mio paese? Io non ci sto”
E ho fatto una cosa che avrebbe potuto anche rivelarsi un vero FLOP, il segnale definitivo, anche perchè mai così tanto mi sono esposto e so di essere atteso al varco da più di una persona, incluso lei.
Cosa ho fatto? Ho fatto un “vocale” whatsapp e l’ho girato senza pensarci più di tanto, d’istinto, a tutti i miei contatti più stretti, agli amici che secondo me hanno ancora a cuore questo paese e le sue sorti. Amici e conoscenti di destra, di sinistra, di centro, anarchici, atei, cattolici ecc… ecc… ecc…
Questo vocale diceva più o meno che io non mi volevo rassegnare all’atteggiamento arrogante di questa maggioranza. Invitavo la comunità ad avere i miei stessi dubbi, e ho fatto una proposta: visto che questa amministrazione è convinta che la comunità si disinteressa al paese, io vorrei che domenica sera al Consiglio andasse più gente possibile ad assistere IN MODO DEMOCRATICO, per dimostrare che si sbagliano, per dimostrare che il paese c’è e pretende rispetto.
Non sono un ingenuo, è ovvio che questo vocale, nei suoi giri immensi che ha fatto, sia capitato anche a qualcuno della maggioranza. Lo so che quanto scrivo viene riportato a “chi di dovere”. E’ abbastanza triste questa cosa, ma ci si adegua insomma. Comunque:
L’obiettivo era quello di portare più gente possibile in Consiglio Comunale PER ASSISTERE al consiglio comunale (non farlo saltare) e per dimostrare solo un’unica cosa: NOI SIAMO QUI, E VI TENIAMO D’OCCHIO.
Perché per uno come me, abituato a seguire i consigli comunali in streaming, le ultime sedute erano state davvero vergognose quanto a comportamento della maggioranza. Con consiglieri a passare il tempo al cellulare tutta la sera, fino ad essere ripresi addirittura dal Presidente del Consiglio, come si faceva a scuola. E il mio dubbio, diventato certezza, era che oramai in Consiglio Comunale arrivavano già le cose decise, e non le cose da dibattere, tanto che alle domande della minoranza, i membri della maggioranza rispondevano
“in questo momento non ho la documentazione per poterle dare delle risposte”… e poi di nuovo a guardare il cellulare. Questa caro Quetti è la vera mancanza di rispetto nei confronti delle istituzioni, per non parlare della sua ultima uscita, quando ha detto al Sindaco: “E’ vero, abbiamo acceso dei mutui, lei Sindaco non lo sapeva, glielo dico adesso”!
Ma torniamo a bomba, torniamo al “vocale”.
Ebbene, questo vocale, a quanto pare, qualche risultato l’ha ottenuto. E l’operazione ha avuto successo, “un triste successo”, come ho avuto modo di dire a posteriori. Ieri per esempio ho visto un Consiglio dove i consiglieri di maggioranza, particolarmente il Barbieri (lo scolaretto ripreso dal Presidente del Consiglio), erano immersi nelle carte, non più nello scorrimento verticale e compulsivo del cellulare. Bene.
Ma io fino domenica sera non mi fidavo. La mia speranza era che domenica in Consiglio Comunale ci fossero almeno 20 persone, sennò sarebbe stato un flop e il crollo delle mie residue convinzioni su questo paese. Ne sono venute almeno 60, ma attenzione:
SI E’ TRATTATA DI UNA INIZIATIVA PURAMENTE CIVICA che subito ha ottenuto un risultato: a mio parere sia maggioranza che minoranza non volevano presentarsi. Poi la minoranza ha visto questa cosa e ci ha ripensato. Non posso pensare che nessuno della maggioranza abbia saputo di questa cosa. La maggioranza sapeva che la minoranza si sarebbe presentata perchè “tirata per la giacchetta” da questa proposta, ed è dimostrato dal fatto, e questo lei Vicesindaco ieri si è “dimenticato” di dirlo, che proprio lei nel pomeriggio di domenica ha chiamato un membro della minoranza per concordare che la seduta si facesse e che gli argomenti di carattere generale venissero “raggruppati” per alleggerire almeno le operazioni. Ottenuto parere negativo, mi sento di dire che la maggioranza ha proseguito con la sua arroganza e la mancanza di rispetto verso la cittadinanza e la comunità, non partecipando alla seduta da lei stessa convocata.
Pertanto caro vicesindaco Quetti, “sono a rimarcare” quanto segue:
Che la sua intenzione di colpevolizzare la minoranza di avere strumentalizzato la cosa sia infondata (o peggio?), in quanto la maggioranza sapeva, la minoranza sapeva, sapevate tutti e ognuno ha deciso cosa fare. Probabilmente pensavate che sarebbero venuti 4 gatti, e anche io ripeto, un pò di timore ce l’avevo. Invece i gatti erano almeno 60, cosa che a memoria non mi ricordo l’ultima volta che sia avvenuta cotanta affluenza. Vi è andata male. La prova di forza questa volta l’avete persa voi e l’ha vinta il cittadino.
Il comportamento del pubblico è stato decorso e rispettoso. Gli applausi e qualche esclamazione di troppo sono avvenuti esattamente un attimo dopo che il Presidente del Consiglio ha dichiarato chiuso il Consiglio per mancanza di numero legale. QUINDI AL DI FUORI DEL CONSIGLIO. Erano presenti in sala due vigili, possiamo chiedere a loro se hanno avuto timore di qualcosa?
Lei dice di non essere mai venuto in Sala Consiliare per rispetto verso le istituzioni. Glielo concedo, ma mi consenta di considerare la sua scelta più che altro un atto di vigliaccheria.
La Segretaria Comunale non è stata ne minacciata, ne offesa. Tanto è che la stessa, durante la mezz’ora di pausa che il regolamento prevede per decretare poi la chiusura del Consiglio per mancanza del numero legale, si è intrattenuta con una persona che lei conosce benissimo dicendo: “Però tutta questa gente ai Consigli Comunali è una cosa bella da vedere. Certo, magari non così tanta”.
L’unico momento in cui la segretaria ha richiamato il pubblico è stato quando al secondo appello è scappata qualche risatina ironica. Ma il pubblico, richiamato, si è subito zittito. Insomma, non so lei, ma io in passato ho visto consigli comunali ben più accesi con un pubblico che ha inscenato proteste simboliche e vibranti.
Lei afferma di avere sentito gente minacciare l’uso di forconi ecc… Ebbene, lei non può dire niente perché in sala consiliare non c’era. In compenso ha pensato bene di mettere un suo “soldato” (non sono un ingenuo ripeto) sia in sala consigliare, sia all’uscita, sotto i portici del Palazzo Vantini, per “ascoltare” il nemico e poi riferire al capo.
Cosa legittima, tanto che il “soldato” non è stato minimamente importunato, ha potuto regolarmente svolgere la sua mansione, e lo si vede chiaramente nel servizio di Teleboario, alle spalle della Consigliera Prati intenta a farsi intervistare.
Chi ha parlato di forconi lo ha fatto in senso goliardico, non lo ha fatto alla presenza della Segretaria in quanto si era nel momento di pausa dei famosi 30 minuti di attesa. La stessa persona dispensava battute parlando del più e del meno con le altre persone. Non urlava ai quattro venti insomma, non era minacciosa. Le aggiungo anche la battuta che ha detto e che forse è scappata al soldato uscendo dalla Sala Consiliare: “a questo punto l’attore diventa pazzo, cala la tela e buonanotte al c…o”. Questa persona durante lo svolgimento istituzionale del Consiglio (appello e contro appello) ha mantenuto COME TUTTI un comportamento rispettoso e corretto. Ma questa persona era profondamente delusa, in quanto era convinta di assistere a un Consiglio Comunale, e non a una farsa, ed il fatto di avere avuto anche dei trascorsi di Consigliere e vedere trattati in questo modo una istituzione come il Consiglio Comunale e lui stesso come cittadino, l’ha lasciata ancora più delusa e amareggiata.
Caro Quetti, Pieranna Faita non le deve alcuna scusa. Non c’entra nulla in tutto questo, e probabilmente non ha risposto nulla a questa persona per un semplice motivo, oltre al fatto che appunto stava parlando in tono goliardico e ironico. Lei sa chi è questa persona? L’ha individuata? E’ sicura che faccia parte di Progetto Iseo? Non è che magari invece è di destra o di centro destra. La invito a riflettere sul fatto che domenica scorsa in sala consiliare non c’erano solo persone vicine a Progetto Iseo, ma c’erano persone liberali, civiche e, udite udite, c’erano persone che alle ultime elezioni hanno votato Iseo Sicura. Io ve la consiglierei qualche riflessione. Non è che state sbagliando qualcosa voi se c’è così tanto malessere?
E poi, caro vicesindaco, se proprio dobbiamo parlare di “rispetto delle istituzioni” e di atteggiamenti volgari, irrispettosi, denigratori ecc… non è che lei e i suoi membri di partito, di Giunta e di… non so cosa… siete proprio delle verginelle. Ne avete fatte in passato come Lega, ne avete fatte nel presente, e ne farete nel futuro (speriamo più poco possibile).
Inoltre, Pieranna Faita non c’entra nulla in questo anche perché nella giornata di sabato il sottoscritto si è accorto che il “vocale” era arrivato anche a persone che avevano ben altre intenzioni, che nulla avevano a che fare con la bontà della mia proposta. Nel timore che si verificassero davvero episodi spiacevoli e di passare dalla parte del torto, ho fatto un messaggio che qui pubblico, che esprime chiaramente la volontà di rispettare il Consiglio Comunale e di mantenere un comportamento rispettoso anche e soprattutto nei confronti dei componenti del Consiglio stesso. Il messaggio è stato mandato anche alla Faita, anche alla Prati (concentrata a prepararsi al Consiglio, altro che non essersi preparati perchè non volevano partecipare), e a tutti coloro che avevano giudicato “lodevole” la mia proposta. La risposta della Faita dice tutto, chiarisce tutto.


In conclusione, direi che il risultato che si voleva è stato raggiunto. Chi ieri ha seguito il Consiglio Comunale sul PGT, mi dice di un Consiglio condotto in modo decoroso, con consiglieri di minoranza e di maggioranza coinvolti pienamente e partecipativi al dibattito. Sui primi non avevo dubbi, sui secondi oserei dire che probabilmente ci voleva una “svegliatina”, e io sono orgoglioso della partecipazione di pubblico che c’è stata domenica sera, francamente non pensavo proprio.
La mia speranza, sincera speranza, è che dopo un 2022 davvero disastroso amministrativamente parlando, ci sia ora un 2023 più collaborativo e costruttivo tra maggioranza, minoranza e partecipativo nei cittadini.
Speriamo, in caso contrario al limite si sappia che forse, e dico forse, il cittadino iseano non è proprio così rassegnato. Forse su di lui si può contare ancora, e ciò è confortante.
Visto che la proposta era la mia, faccio io a lei, Vice Sindaco, una richiesta a nome della comunità: RISPETTO, altro che pretendere scuse.
In fin dei conti dovreste lavorare nell’interesse nostro e del paese in cui viviamo. In fin dei conti tornerà il momento in cui il voto lo chiederete di nuovo a noi, anzi, per quanto la riguarda, a livello regionale sta già succedendo, e sinceramente le faccio i miei auguri.
In fin dei conti, noi cittadini dovremmo interessarci del paese in cui viviamo, questa volta lo abbiamo fatto capire, in modo civile e rispettoso delle istituzioni.
Gianluca Serioli – PUNTO D’INCONTRO

