“La prima classe costa 1.000 lire, la seconda 100, la terza dolore e spavento”.
L’aveva proprio ragione il De Gregori, e anche questa volta va a finire che quelli della terza classe sono, come sempre, i cittadini. Resta da vedere di quale dolore e di quale spavento si dovrà perire.
Svolgimento
Questa settimana le ruspe sono entrate in azione in via Ninfea a Iseo. Da una parte una bella spianata, dall’altra un massiccio terrapieno, a separare la proprietà privata di un deposito d’auto. I lavori proseguono alacremente, si dice così no?
Passa un giorno, passa l’altro, e nessuno che si chieda cosa succede. E’ un po’ il vizio del cittadino medio, che ama vivere in cucina, dietro la tendina, e su questa cosa le istituzioni ci sguazzano alla grande fino ad arrivare a metterti davanti al fatto compiuto. Un po’ come nelle costruzioni abusive, che si lavora pure di notte per arrivare al tetto, che poi indietro non ti fanno tornare più.
Così nessuno si chiede cosa stia accadendo, perché in fondo si fida del proprio Comune, si fida dei tecnici, dei geometri, degli ingegneri… hanno studiato apposta per quello, sono un po’ come i medici, che ci fanno stare bene, mentre loro dovrebbero farci stare sicuri. Il cittadino tira la tendina e torna ai suoi problemi, quelli veri.
Poi ecco che inizia a girare una voce… si parla di costruzione di un “impianto per la produzione, stoccaggio e distribuzione di idrogeno” . E lì il cittadino medio viene un po’ “ingabbiato”. Perché da una parte la parola “idrogeno” un po’ di ansia te la mette (io per esempio penso subito alla bomba H), ma dall’altra questa viene abbinata ai treni ad idrogeno, il trasporto verde, la grande innovazione nel rispetto dell’ambiente, tutto bello, bello insomma… Ed ecco che il cittadino tira di nuovo la tendina e torna ai suoi problemi, sempre quelli veri.
Ed io rimango lì, nella mia solitudine, a chiedermi come fanno a produrlo questo idrogeno, e soprattutto perché proprio a Iseo, località turistica, a soli 80 metri dal centro abitato e a 120 metri dalla mia casa.
I lavori vanno avanti, e io li guardo dalla mia finestra. Si sentono le ruspe, i segnali d’allarme di quando fanno la retromarcia (la sicurezza prima di tutto… per loro). Mi chiedo: “Ma farà rumore questo impianto? E la notte?”.
Prendo l’auto, faccio il giro della via, prendo viale Europa e poi via Ninfea, e mi ritrovo sul retro di casa mia. Due passi ed eccomi all’area incriminata. Vorrei fare l’umarell, ma non sono proprio capace, e non ne trovo neanche (di umarell), nessun interesse, nessuna curiosità, solo operai che lavorano… alacremente. Si avverte una certa fretta, quasi una voglia di fare il più presto possibile… per arrivare al tetto.
Mi informo in giro, mi informo su internet e trovo alcuni comunicati di Legambiente e un’intervista a Dario Balotta, esperto di trasporti e ambiente, che vive a Sulzano, sul lago d’Iseo. Ex sindacalista dei trasporti, lo conosco anche per alcune battaglie condotte in passato a Iseo su altre tematiche (Conad) e sui tavoli di lavoro dei PGT.
Comincio ad apprendere alcune cose, e comincio ad essere meno tranquillo. Balotta rilascia interviste, pubblica comunicati, e tra le varie cose dice che:
“Sembra impossibile che su una linea in queste pessime condizioni di esercizio (era appena deragliato il treno ndr) , la velocità commerciale è di solo 50Km/h, si sia pensato al progetto dei treni ad idrogeno dal costo di 338 milioni di euro senza aver prima considerato lo stato di obsolescenza della linea. La linea della valle Camonica gestita dalla regione lombardia è tra le meno utilizzate in regione e avrebbe bisogno di un serio adeguamento della rete. E’ di questi giorni la notizia che il Governo porterà la sua riflessione alla Unione Europea sull’uso dell’idrogeno per il futuro dei trasporti dopo che le FS si sono sfilate dai progetti perchè ritenuto non sostenibile economicamente. E’ anche in forse per le FNM (Ferrovie Nord) l’assegnazione in primavera delle risorse per sperimentare l’idrogeno. Mancano anche le misure legislative necessarie per la sicurezza nella produzione, il trasporto e lo stoccaggio di idrogeno, nonché procedure per costruire le strutture per la produzione di idrogeno e di costruzione delle stazioni di rifornimento a base di idrogeno. Il progetto deve anche fare i conti con il poco interesse degli operatori per il costo e la scarsa resa ambientale”.
E poi ancora:
“Comincia monca e alla chetichella l’attuazione del progetto per l’impianto di produzione, stoccaggio e distribuzione idrogeno per rifornimento dei treni ad Idrogeno nella stazione di Iseo. In questi giorni infatti si sono avviati i lavori per la realizzazione di un deposito provvisorio dell’idrogeno (scavi, posa tubazioni e cisterne e ricopertura) nell’area verde di 3 mila mq che confina con il deposito locomotive di Trenord e la via Ninfea. Non è dato a sapersi quali norme per la sicurezza sono state adottate per questi lavori e con quali autorizzazioni sono stati compiuti i lavori. Per un analogo impianto realizzato in Austria le procedure sono state molto accurate e l’informazione ai cittadini è stata la strada maestra tenuta dalle amministrazioni pubbliche. Non si capisce questa fretta visto che il PGT non è stato ancora approvato e che, secondo alcuni organi di stampa, la consegna dei treni ad idrogeno sarebbe in ritardo di un anno. Per produrre l’idrogeno servirà comunque l’uso di un combustibile fossile, il gas metano (che attualmente importiamo dalla Russia), limitandone l’efficienza e il risparmio energetico”.

C’ho l’ansia. Non posso credere che venga fatto tutto così… alla chetichella. E poi, pur non essendo esperto in materia, mi suona molto strano parlare di rispetto dell’ambiente, energia verde, se poi l’idrogeno lo produci usando il fossile e il gas metano.
Ho iniziato citando De Gregori, e mi viene in mente proprio il Titanic, che doveva essere il massimo della sicurezza, ed è affondato mentre l’orchestra continuava a suonare… Mi viene in mente il film di Aldo, Giovanni e Giacomo, dove Giovanni, (coincidenza o premonizione?) afferma: “Anche col Titanic dicevano che era solo un rumorino”.
Faccio domande, e attendo le risposte del Comune, dei geometri, ingegneri, degli addetti ai lavori, quelli che ci vogliono bene e dovrebbero pensare alla nostra sicurezza: NIENTE, ma proprio niente di niente.
Parlo con un amico, che insieme al sottoscritto ha iniziato a interessarsi alla cosa, e questi mi dice che ha parlato col vicesindaco di Iseo il quale asserisce che il Comune non c’entra nulla, non sa nulla, è tutta roba della Regione, che per non perdere i milioni stanziati dall’Unione Europea ha deciso di “scavalcare” il Comune di Iseo, che stava andando lungo con l’adozione del nuovo piano regolatore (PGT).
Non ci posso credere a questa cosa, approfondisco e vengo a conoscenza che il Comune c’entra eccome, che c’è un protocollo d’intesa sottoscritto, che c’è un’osservazione nel PGT presentata da Ferrovie Nord che è stata accolta, e che dice così:
“Con riferimento al protocollo d’intesa sottoscritto in data 14/03/22 tra Ferrovie Nord Milano e l’amministrazione, relativo al progetto di produzione, stoccaggio e distribuzione idrogeno…. Si chiede a codesto Comune che la variante del PGT recepisca le risultanze della conferenza dei servizi…”. OSSERVAZIONE ACCOLTA DALLA MAGGIORANZA DI ISEO SICURA (mamma mia quanto è beffardo questo nome!)

Allora io dico:
Cari iseani in genere, ma particolarmente di via Mier trav.2, via Gorzoni, viale Europa, via Ninfea e via Roma (Addis Abeba).
Se non sapete nulla di tutto ciò…. sappiatelo: è opera di Regione Lombardia, e il Comune di Iseo c’entra eccome.
Qualcuno vi ha chiesto qualcosa? Qualcuno vi ha informato? Qualcuno vi ha detto di incontri informativi? Qualcuno conosce il progetto? Qualcuno conosce i rischi? Qualcuno conosce i pericoli? Qualcuno conosce l’utilità?
Qualcuno sa cosa stanno facendo?
Sia chiaro, io non ce l’ho con l’idrogeno, e neppure con i treni ad idrogeno, ci mancherebbe. Ma penso sia diritto mio e della cittadinanza essere informati, capire cosa ci mettono nel sedere, se possiamo stare tranquilli, se è fatto tutto a regola d’arte.
Cerco rassicurazioni che non sto ottenendo. E mi domando come sia possibile che un cittadino debba perdere tempo per andare a cercare negli albi pretori le documentazioni, le autorizzazioni, i progetti, le delibere ecc… perchè nessuno gli risponde, perché nessuno si preoccupa di organizzare incontri informativi, per cercare di capire cosa sta succedendo attorno a lui. Nessuno che ti dia informazioni, nessuno che faccia interpellanze.
IL COMUNE NON RISPONDE MAI.
Siamo in piena campagna elettorale per le regionali, e Regione Lombardia c’è dentro fino al collo. Da Iseo e fino all’alta valle abbiamo candidati che si stanno spendendo in promozioni: volantini, camion vela, filmati commoventi, strumentalizzazione di eventi… Come comune denominatore? L’amore verso il proprio territorio. L’attenzione verso il proprio paese.
Bene, allora dimostrateli nei fatti questo amore e questa attenzione, perché mettere un impianto di produzione d’idrogeno SPERIMENTALE (il primo in Italia) in una località turistica, a 80 metri dal centro abitato, senza informare i residenti, non è proprio un atto d’amore e neppure di attenzione.
E’ ben altro, e l’aggettivo lo lascio a voi.
La prima classe costa 1.000 lire, la seconda 100, la terza dolore e spavento…
Gianluca Serioli – PUNTO D’INCONTRO

