E’ stato bellissimo, lo stesso

E’ stato bellissimo, lo stesso

E’ stato bellissimo lo stesso, anche nei momenti più difficili. All’inizio, quando ero il solo a crederci. Durante, quando si sono uniti tanti amici, che ci credevano pure loro, tanto da spingermi a fare un’associazione. Ed è stato bellissimo lo stesso anche alla fine, quando sono tornato ad essere solo e unico a crederci, e ci credo ancora, ma dovrebbero cambiare tante cose. 

La strada quindi termina qui, perchè ho capito che i miei compagni di viaggio non ci credono  più. Il loro entusiasmo  è stato smorzato inevitabilmente dagli impegni lavorativi e famigliari di ognuno, dalle migrazioni in altri paesi e dalla appartenenza ad altre associazioni.

Hanno capito che l’associazione Eventi Macramè avrebbe trovato solo muri in questa amministrazione, e perseverare sarebbe stato solo deleterio per se stessi e per le proprie associazioni. C’era da fare una scelta e questa è stata fatta, in silenzio, facendomelo capire, forse per non farmi soffrire.

L’ho capito e lo capisco, così come ho capito da tempo che un’amministrazione e un’associazione dovrebbero impegnarsi per la crescita del proprio paese, e non per la crescita di un consenso politico o dell’associazione stessa,  anche perchè, se si lavora bene, tutto viene naturale e di conseguenza. Ci guadagnerebbero tutti insomma.

Rimpiango i tempi della meritocrazia, in cui i Comuni davano premi e contributi alle associazioni in base al lavoro fatto e ai risultati ottenuti l’anno precedente. Da quanto tempo non è più così? Anni fa, quando  proposi la  “Festa delle associazioni”, in uno degli incontri preliminari, una persona si alzò e disse con toni entusiastici: –“Anche noi a breve apriremo una associazione. Chiederemo un contributo al Comune e anche alla Soms”. L’allora presidente della Soms rispose piccato: “Eh no, sarebbe anche il caso di finirla di fare associazioni di tre persone, senza magari neppure uno scopo preciso, e la prima cosa che si fa è battere cassa  al Comune e alla Soms”.

Oggi alle associazioni dico: “prendeteli pure i sostanziosi contributi che vi arriveranno quest’anno dal Comune, con l’intento di comprare il vostro consenso al prossimo giro elettorale, proprio come un mercato delle vacche. Ma quando sarà il momento di decidere le sorti del paese, pensate che state appunto decidendo le sorti del paese, non le vostre e delle vostre associazioni”.

Un paese che oggi è rimasto “provinciale” e al palo, mentre gli altri corrono, proprio perchè qui c’è mancanza di visione, di mentalità, di coerenza e di coraggio.   Un paese che non ha un teatro, incapace di formare una Pro-loco e un’apprezzabile associazione commercianti. Un paese dove a livello istituzionale e comunale nessuno viene messo al posto suo, dove cioè potrebbe rendere per capacità, conoscenza del settore ed esperienza. Decide la politica e chi viene messo a capo di qualcosa preferisce demandare, finendo per pagare il triplo eventi e spettacoli che non capisce ma che bisogna far vedere che si fanno, che tanto paga sempre Pantalone.

Ho preferito chiudere con tre sold out consecutivi e nell’anno di Brescia e Bergamo Capitali della cultura, che magari qualcuno qualche domanda se la fa. Mi rendo conto di lasciare un vuoto in uno zoccolo duro di pubblico che in questi anni mi ha sempre sostenuto, tra cui un numero di iseani in costante aumento, ma lasciatemi almeno l’orgoglio di deludere quelle persone che da 13 anni stanno aspettando un flop che alla fine non è mai arrivato.

E’ stato bellissimo, e ci siamo divertiti tantissimo, lo stesso.

L’ Associazione Eventi Macramè ringrazia tutti coloro che hanno capito quello che volevamo fare. Personalmente ho imparato tante cose, anche a soffrire.  Abbiamo attraversato una pandemia dove il settore della cultura e della musica è stato sicuramente quello più danneggiato (18 mesi di fermo). Non ho lasciato debiti, e sono conosciuto nel settore per credibilità, onestà, competenza e tenacia.

Per questo da ottobre proseguirò come impresa privata. Peccherò di immodestia, ma oltre 80 spettacoli organizzati in 13 anni, senza strutture, un premio nazionale vinto, mi fanno sorgere il dubbio di essere bravo in questo mestiere. Chissà, forse  Iseo ha perso un’occasione.

Gianluca Serioli

PUNTO D’INCONTRO nr.106