Il mio bene rifugio

Il mio bene rifugio

Ci sono giorni, quei giorni, in cui apprendi la lezione:

“In ogni contesto è fondamentale non avere aspettative di nessun tipo”.

E’ una lezione talmente semplice e scontata che… non riesci mai ad abituarti. Almeno… io faccio fatica, molta fatica, mi illudo, e poi ci ricasco. Quelli sono i giorni in cui ti senti un alieno, e ti manca l’aria. Vorresti lasciare tutto e andare chissà dove, e se ci vai alla fine è sempre un posto dove ti senti fuori posto.

Ecco che allora te lo crei, il rifugio, e quando lo trovi lo proteggi, gelosamente, proprio come un bene, un investimento sicuro su cui sai che puoi contare sempre.

Il mio bene rifugio è il silenzio della notte, il silenzio di una chiesa, il silenzio del Parco Rimembranza dei pomeriggi d’agosto. Il mio bene rifugio è il silenzio.

Il mio bene rifugio è il ricordo di mia mamma, la saggezza dei nonni, il suono di un pianoforte, di una viola, di un violino. Il mio bene rifugio è la mia casa, è il primo discreto canto degli uccelli che arriva dal giardino.

Il mio bene rifugio è stare su una terrazza, alle 3 del mattino, quando tutto è fermo, solo le piante d’ulivo oscillano agitate dalla brezza del Golem, e pensi che quei rami non siano altro che le persone care che non ci sono più e ti dicono di stare tranquillo, che va tutto bene.

Il mio bene rifugio è il testo di una canzone, la musica di una canzone, una canzone.

Il mio bene rifugio è Ivano Fossati, Fabrizio De André, Giorgio Gaber, Vinicio Capossela. Il mio bene rifugio sono “Rasoi di seta”, le poesie di Alda Merini musicate da Giovanni Nuti.

Il mio bene rifugio è l’odore delle alghe d’agosto, anche di settembre.  Il mio bene rifugio è un libro di Tiziano Terzani letto su un dondolo, un film di Nanni Moretti visto da solo nell’ultima fila di un multiplex dove nella sala accanto sono in 150 a vedere Super Mario Bros.

Il mio bene rifugio è scrivere, come adesso, pensare, come adesso, e capire di aver fatto una cosa bene, magari di avere fatto del bene. Il mio bene rifugio è la mia coscienza.

Il mio bene rifugio sono io, quando riesco a volermi bene, mi rialzo, e parto, verso una  nuova illusione.

Gianluca Serioli

PUNTO D’INCONTRO nr.107