Partiamo dalle certezze, dalle amare certezze.
L’Italia è un paese surreale, dove accadono cose surreali.
Così, può accadere anche che in un paese “ridente”, che non c’ha più nulla da ridere, località turistica di 9.000 abitanti, con un lago e una riserva “naturale”, in realtà non naturale…. che proprio tra il lago, le montagne (sotto la Balòta) e la riserva “naturale” che non è naturale, qualcuno ha pensato sia buona cosa metterci il primo impianto sperimentale in Italia di produzione, stoccaggio e distribuzione di idrogeno non verde, ma grigio, inquinante, perchè prodotto con l’utilizzo di gas metano, che verrebbe fornito da A2A e da Snam.

Nessuno dice niente, ne da destra ne da sinistra, le richieste delle minoranze per un incontro pubblico non ottengono risposte, così come le richieste di accesso agli atti. I giornali si girano dall’altra parte, c’è imbarazzo, lo si capisce.
E’ inutile che mi si facciano discorsi sul potere dei soldi e sul “cosa vuoi che succeda”. Anche perchè stiamo vivendo giorni in cui il “cosa vuoi che succeda” sta prendendo calci nel sedere a destra e a manca:
L’Emilia Romagna è immersa nel fango, con morti e centinaia di famiglie sfollate.
Nella nostra provincia e in città è bastato un temporale perchè delle strutture considerate sicure diventassero trappole o crollassero.
Il Ministro della Protezione Civile Musumeci afferma che “Serve un piano nazionale per la messa in sicurezza del territorio, perchè in Italia il 94% del territorio è a rischio frane e dissesto idrico” – praticamente l’intero paese.
Gianni Mion era l’amministratore delegato di Edizione, la holding finanziaria della famiglia Benetton che controllava Autostrade per l’Italia, la società che si occupava della gestione e della manutenzione del ponte Morandi di Genova. Mion, nel processo per il crollo del Ponte Morandi, ha candidamente ammesso quanto segue:
“I tecnici Aspi ci dissero che c’era un difetto originario sul Morandi, il direttore generale rispose che avrebbe autocertificato lo stato di salute. Non feci nulla, è il mio grande rammarico” . Ecco cosa resta: un grande rammarico.
E’ mai possibile che non si capisca che la tutela e salvaguardia di natura e ambiente e la sicurezza della popolazione dovrebbero essere al di sopra di tutto in un paese civile? Anche dei soldi, del potere, dell’ambizione personale.
E’ mai possibile che valutazioni ambientali, certificazioni sulla sicurezza, agibilità ecc, vengano eseguite in modo talmente superficiale, da far pensare male?
La relazione paesaggistica, tecnica e ambientale della zona di via Ninfea, dove dovrebbe sorgere l’impianto di produzione di idrogeno a Iseo, è stata affidata a un geometra del Collegio Provinciale Geometri di Trento (!), e allo stesso direttore tecnico di FNMGROUP.
La relazione, che appare molto fuorviante, e sulla quale la Giunta comunale ha deliberato, dice tra le varie cose che:
“Il contesto in cui si vuole inserire il progetto, nonostante la connotazione di luogo con una forte percezione naturalistica e visiva, si presenta come un’area periferica con carattere fortemente commerciale e industriale, che nulla ha a che fare con la percezione di paesaggio ameno descritte dai vincoli imposti sulle aree stesse”. E IL RESIDENZIALE? SPARITO!

Basta guardare Iseo dall’alto, su Google Hearth o fare un giro in via Ninfea per notare che nell’area sono presenti:
- 1 bar-locale notturno a soli 30 metri dall’impianto
- più uffici e studi commercialisti a 30 metri (sopra il bar)
- 1 ristorante e 1 bar diurno a 120 mt
- 1 coiffeur e 1 piadineria a 60 e 70 metri
- 1 supermercato (Dipiù) e Unieuro a 60/80 metri
- Uffici Coldiretti a 70 metri e uffici vari (sopra Coldiretti)
- Casa funeraria e Ufficio lavoro interinale (70/80 metri)
- Centro estetico (100 metri) – Bar diurno (120 metri)
- Synlab – laboratorio prelievi e analisi a 120 metri
- una delle più belle, curate e tranquille vie del paese, con confinanti 6 unità residenziali, comprendenti 13 nuclei famigliari, 2 case vacanza (dato che Iseo sarebbe località turistica), a una distanza dall’impianto che va dai 70 metri (la prima) ai 180 metri (l’ultima)
- Studio medico Udire (100 metri) – altra abitazione, in località Addis Abeba, con due nuclei famigliari (130 metri)
- Supermercato Lidl a 200 metri
- Abitazioni via Europa a 150 metri – locale Paddock 140 mt
- Abitazioni via Gorzoni da 230 metri
- Concessionaria auto e Palestra (piano superiore) a 100 mt
- Palestra scuole – Palantonietti – Itc Antonietti (che ospita centinaia di studenti) da 350 mt
Un Comune che si nega a un incontro pubblico, è complice. ATTENDIAMO SPERANZOSI, PIU’ CHE FIDUCIOSI.
Gianluca Serioli
PUNTO D’INCONTRO nr.107

