Alla ricerca del tempo perduto

Alla ricerca del tempo perduto

Se un sindaco fosse un Sindaco, e se un paese fosse un Paese

In questi giorni di frustrazione, mi sono chiesto quali caratteristiche dovrebbe avere il Sindaco ideale per un paese.
A mio parere non certo un Sindaco che viene tenuto nascosto dalla sua (sua?) maggioranza, la quale “comanda” alzando un muro nei confronti dei cittadini e agisce in nome della filosofia FATTI NON PAROLE, che potrebbe avere anche il suo perché, non fosse che trovo questa frase fuori dalla realtà, inconciliabile con l’operato dell’attuale amministrazione, che non risponde mai, non si prende mai la responsabilità dei propri errori e dà sempre la colpa agli altri.

Per quanto mi riguarda, il Sindaco ideale di un paese come Iseo dovrebbe essere umile, discreto, coraggioso ed empatico con la cittadinanza TUTTA. Una persona presente, che getta il cuore oltre l’ostacolo per tutelare il paese che rappresenta e la gente che lo vive, a prescindere da ogni scelta di convenienza e interesse personale o di colore politico e partitico. Una persona che rispetta e pretende rispetto.

Mi si dice che un Sindaco così non esiste, che è utopia. Mi si dice che oggi è più che mai necessario l’appoggio politico, e se c’hai pure la Regione dalla tua parte, beh, allora sei a cavallo.
Ma siamo sicuri sia così? Siamo sicuri che questa sia la direzione giusta? E sarà vero che un Sindaco come piacerebbe a me (e penso non solo a me) non esiste per davvero? Oppure non esiste perché non lo si è cercato?


Certe volte, anzi, sempre, conoscere il passato del proprio paese è propedeutico. Un utile insegnamento. Suggerisco una ripassatina anche a quegli assessori che, anziché favorire l’unione di una comunità, continuano a provocare predicando la secessione di Clusane da Iseo con “simpatiche” iniziative, salvo poi dare la colpa agli altri quando vengono beccati con le mani nella marmellata. Ma questa è un altra storia, appunto.


Quella che voglio ricordare qui è invece la storia e la figura di un Sindaco che per me era un vero Sindaco: Ferruccio Mori.

Nel 1972, la giunta in carica va in crisi e il sindaco Franceschetti si dimette. Mori diventa assessore ai lavori pubblici e urbanistica del nuovo primo cittadino Sgarbi. Svolge una importante funzione di coordinamento nella stesura del primo Piano Regolatore Generale. Tale PRG (oggi PGT) rimane in vigore fino al 1996 e contribuisce fortemente alla tutela e alla salvaguardia del territorio iseano. Nel 1982 Sgarbi rassegna le dimissioni e Mori viene eletto nuovo sindaco.

I mandati di Ferruccio Mori si caratterizzano per una serie di delicati problemi di matrice climatico ambientale. Già nell’estate del 1982, una violenta Sarneghéra genera la piena del torrente Cortelo la quale apre una grossa voragine nel sovrappasso stradale nei pressi dei Giardini Garibaldi. Il ripristino del manto stradale vede il Sindaco impegnato in prima fila: significativa è l’immagine (vedi sopra) di Mori che, appoggiato alla transenna, sosta pensieroso sul ciglio del baratro studiando la situazione.

Agli inizi del 1985 Mori si trova a dover gestire gli effetti della imponente e famosa nevicata. Il Comune organizza delle squadre di studenti al fine di spalare vie e piazze: viva nella memoria di molti (anche del sottoscritto) è l’immagine del primo cittadino intento a scrollare la neve dalle fronde dei pini che si affacciano su via Roma onde evitare il crollo dei rami sulla sede stradale.

Sul finale del mandato, un terzo annoso problema tiene Mori e la sua giunta sulla graticola: a causa di un diserbante a base di atrazina sparso incautamente dalla società ferroviaria (Snft) sui binari del treno, nelle adiacenze del pozzo ad uso potabile ubicato vicino alla stazione, viene contaminata l’acqua dell’acquifero presente, captato per rifornire la quasi totalità dell’abitato di Iseo. Il pozzo viene dichiarato inutilizzabile, il paese rimane senza acqua. Il sindaco Mori, fortemente allarmato, si prodiga in prima persona per superare l’emergenza, partecipando fra l’altro ai numerosi prelievi notturni per il controllo chimico, che si concludono con l’installazione di filtri a carboni attivi.

Mori verrà giustamente rieletto per il secondo mandato e sarà artefice di altre importanti operazioni, tutte con al centro la tutela di territorio e comunità. Renderà più efficaci i servizi assistenziali alla persona. Con il proprio assessore alla Pubblica Istruzione Luciano Pajola (che binomio eccezionale!) si impegna con successo per l’apertura del liceo scientifico di Iseo, ottiene un finanziamento fondamentale dal Credito Sportivo per la realizzazione dello Stadio Comunale Giuseppe De Rossi. Dopo un’adeguata bonifica realizzerà la strada che collega via Rovato a via Roma costeggiando le Torbiere e deviando ai margini del paese una parte consistente del traffico.

Distinguendosi per le sue doti di onestà, rettitudine e modestia, Mori completa la sua esperienza amministrativa dando un ottimo esempio di politica, intesa come missione e non come fonte di prebende o interessi personali. Negli otto anni del proprio mandato riesce a elevarsi a punto di riferimento istituzionale, pur rimanendo convinto delle proprie posizioni, rinunciando alla tessera della DC all’indomani della sua elezione a primo cittadino, al fine di proporsi come rappresentante di TUTTA la cittadinanza e non solo di una parte politica. Giusto il contrario dell’attuale Sindaco Ghitti, eletto come socialista e dopo due mesi iscrittosi a Fratelli d’Italia.

Il paragone con oggi risulta impietoso. Mi chiedo se ci sia stato un solo giorno in cui l’attuale giunta abbia voluto bene SINCERAMENTE a questo paese. Mi chiedo se c’è oggi ancora qualcuno che vuole difendere questo paese solo perchè se lo merita e non per secondi fini. A mio parere dovremmo un pò tutti riprendere coscienza del luogo in cui viviamo, delle sue virtù e potenzialità. Dovremmo riuscire a stabilire le sue vere priorità, come la bellezza, la vivibilità, la tutela di un territorio e di chi ci vive.


La faccenda dell’impianto di produzione di idrogeno una cosa l’ha insegnata: di questa amministrazione non ci si può fidare, men che meno ci si può affidare, perchè ha priorità ben diverse e oscure.

E’ inammissibile che dopo tre mesi e mezzo, le richieste di un incontro pubblico, di accesso agli atti per visionare il progetto e le relazioni ambientali, non abbiano ottenuto mai risposta, ne dal Sindaco (ma dov’è finito di nuovo?) ne dal Vice Sindaco.
Cerchiamo di imparare qualcosa anche dalla sventura di un’amministrazione avvolta nell’arroganza e nella sicumera.
Se vogliamo davvero bene a questo paese, qualche domanda facciamocela e insistiamo per avere una risposta attraverso la civile ricerca e proposta di un cambiamento che diventa a questo punto improrogabile.

Gianluca Serioli

PUNTO D’INCONTRO nr.107