(1774 / 1847)
<<… Ambrosius Sacerdos Cacciamatta – domo Isaeo – qui moribus in exemplum humanitatis …»
Nel catastico del 1641, i Cacciamatta di Iseo risultano come una famiglia articolata costituita da benestanti, possidenti e contadini. Nel Settecento sviluppano in modo consistente il patrimonio attraverso il commercio tessile e, mediante fortunati ed accurati investimenti patrimoniali, acquistano immobili e terreni nel Basso Sebino ed in Franciacorta.
Ambrogio Cacciamatta nasce ad Iseo nel 1774. Entra nell’ordine benedettino a S. Paolo d’Argon (BG) e pronuncia la sua professione di fede a Padova nel 1795. In quell’occasione, Ambrogio rinuncia ai suoi beni in favore del padre Michele, con atto rogato il 24 Marzo del medesimo anno dal notaio Mario Foppa di Venezia. A seguito delle soppressioni napoleoniche, Ambrogio si ricongiunge alla famiglia, con la quale convive sino alla morte del padre stesso, sopraggiunta l’8 maggio del 1804. Qualche anno prima della morte, con un lungimirante atto testamentario stilato il 20 Giugno del 1797, il padre aveva lasciato alla moglie Giacomina Consoli da Tavernola i suoi beni, la gestione dei quali viene assegnata all’opera indivisa dei figli, chiamando alla successione anche don Ambrogio, qualora il suo monastero o la sua famiglia religiosa fossero stati soppressi.
La vita di don Ambrogio è segnata da molteplici e cospicue donazioni in favore di chiese della zona: nel 1820 offre alla Parrocchia di Iseo l’utile dominio di due campane da lui donate per il campanile di S. Andrea. Con un atto del 5 ottobre del 1827, rogato da Alessandro Dossi in Brescia, destina 10.000 Lire milanesi per una Cappellania nella chiesa parrocchiale di Pilzone. Il 20 Novembre del 1827, elargisce la medesima somma per una Cappellania nella chiesa parrocchiale di Vello (oggi frazione di Marone). Nel 1829 eroga il capitale di Lire 8827,52 per istituire una Cappellania con messa quotidiana nella Chiesa di Timoline.
Pietro Carzana, in punto di morte (1835), nomina erede don Ambrogio, incaricandolo di costituire la Cappellania della Madonna del Mercato di Iseo, autorizzata poi dal governo austriaco il 17 Aprile del 1836, mediante il versamento di 10.000 lire. Nel 1836 don Ambrogio chiede al Vantini di progettare due nuovi altari nel transetto della Pieve di Iseo (S. Michele e S. Pietro), lasciandogli la libertà di affidarne l’esecuzione ad artisti di sua volontà. Essi vengono realizzati nei due anni successivi: le tele sono, com’è noto, di Diotti e di Hayez e la parte marmorea degli altari è dello scultore Buzzi Leone.
Il 2 Giugno del 1837 il Cacciamatta vende ai coniugi Nulli una casa in Provaglio per 14.000 lire austriache. Con atto del 12 Novembre del 1836, Cacciamatta acquista per 160.000 lire la proprietà di Luigi Girolamo Allegri, figlio adottivo del marchese Alessandro Solza, in località Vanzago di Paratico, costituita da un ampio fabbricato con tenuta agricola. Allettato dalla solitudine di quella casa, che non mancava di cappella e di altare, Ambrogio vi si ritira nel 1837, morendovi il primo giorno dell’anno 1847, lasciando per eredi l’Ordine dei Fatebenefratelli. Furono proprio questi ultimi, riconoscenti, a porre sulla sua tomba presso il Cimitero di Paratico una lapide alla memoria.
Il patrimonio del Cacciamatta ammontava al netto d’ogni passivo a lire 148.049, 71 e l’offerente aveva posto le condizioni che tale lascito venisse impiegato per la costituzione di un Ospedale, che i letti per la degenza venissero attivati in proporzione alla rendita e che venissero accettati i malati e gli infermi dei comuni di Camignone, Iseo, Monticelli, Nigoline, Timoline, Vigolo, Parzanica e Tavernola Bergamasca.
L’adempimento delle volontà e le travagliate vicende risorgimentali ritardano l’accettazione dell’eredità, autorizzata dal governo Lombardo – Veneto solo nel 1850. L’Ospedale al Vanzago viene travolto dalle vicende politiche della seconda metà dell’800: con l’Unità d’Italia, le leggi in materia di Opere Pie (1862) e sulla soppressione generale delle corporazioni religiose (1866), unite al decreto reale del 1872 che espelleva gli Ospitalieri dall’Ospedale (già scarsamente utilizzato) la gestione del Vanzago passa alla Commissione Amministrativa composta dai Comuni interessati.
Con l’avvento di Gabriele Rosa alla presidenza della commissione, l’Ospedale Vanzago viene assorbito dall’Ospedale Civile di Iseo. Tra i due Enti viene stipulata una convenzione (durata fino al secondo dopoguerra) che impegna l’Ospedale di Iseo a mantenere, a spese dell’Opera Cacciamata, i letti riservati ai Comuni interessati dal lascito. Per volontà dello stesso Gabriele Rosa anche le donne sono ammesse alla possibilità di beneficiare del trattamento. L’arredamento dell’Ospedale Vanzago fu venduto all’asta negli anni ’80 del XIX secolo. Nel corso degli anni, al fine di adeguarsi agli sviluppi e alle riforme nel settore socio sanitario, gli amministratori del lascito ridefiniscono progressivamente scopi ed obiettivi, fino alla attuale destinazione come casa di riposo, che diventa operativa dal 1° maggio 2001. Fanno oggi parte della Fondazione Cacciamatta i comuni di Parzanica, Vigolo, Tavernola Bergamasca, Iseo, Passirano (in seguito all’annessione di Camignone), Corte Franca (dal 1928 con la fusione di Nigoline, Timoline, Borgonato e Colombaro) e Monticelli Brusati.
A Iseo è presente un vicolo Cacciamatta nel centro storico.
Michele Consoli
Biblioteca Comunale di Iseo
Fonti:
Donni G., I Cacciamatta nella storia dell’assistenza locale, in «Quaderni della Biblioteca Comunale di Iseo», 11, Iseo, Biblioteca Comunale, 1993.

