Venerdì 16 dicembre alle 20:30 sarà presentato nell’auditorium del Castello Oldofredi di Iseo “100treee!!!” La Ca’ del diàol in autogestione”, la pubblicazione promossa dal Circolo dei lavoratori di Iseo.
L’autore dei testi è Giuseppe Zani, il progetto grafico porta la firma di Gerry Piccoli di Provaglio d’Iseo. “100treee!!!” non è il classico libro di storia, con le sue brave note a piè di pagina e i suoi bravi riferimenti bibliografici, un libro che richieda un certo impegno per essere letto sino in fondo. “100treee!!!” è un racconto e come tutti i racconti non ha un andamento rettilineo ma procede per divagazioni e disgressioni, poi torna a riprendere il filo della narrazione, interrotto poi di nuovo devia e così via.
Tema del libro sono le vicende del Circolo dei lavoratori, ripercorse a volo d’uccello dal 1919 al 2012 e in maniera un po’ più dettagliata dal 2012 ad oggi. Il 2012 è l’anno del trasloco da vicolo Nulli 15 a vicolo Pergola 7 e segna un po’ lo spartiacque tra il vecchio e il nuovo Circolo. Il libro ha però allargato il campo di indagine al contesto circostante e addirittura al comprensorio circostante per due ragioni. La prima, l’archivio del Circolo presenta dei buchi enormi. La seconda ragione è che il Circolo non solo ha fatto parte della vita di Iseo, ma è stato ed è tuttora dentro la vita di Iseo e del comprensorio Sebino.

Nel libro sono state ricordate anche le opere importanti realizzate a Iseo negli ultimi 60 anni (ad esempio gli impianti balneari di Sassabanek, l’istituto d’istruzione superiore Antonietti e il Palantonietti, la superstrada 510, la RSA Cacciamatta), ma queste opere restano sullo sfondo del racconto così come sullo sfondo restano i grandi progetti che, si diceva allora, avevano una valenza strategica per il futuro di Iseo e però sono rimasti sulla carta (ad esempio la valorizzazione delle Piane di San Martino, la riconversione della penisoletta di Montecolino, il riassetto del comparto ex SNFT). Sono menzionati pure tutti i nomi dei podestà e dei sindaci che si sono succeduti a Iseo, ma lo si è fatto solo per completezza di informazione.
In primo piano insomma ci sono la vita del Circolo e le vicende anche minori che in qualche modo hanno avuto e hanno a che fare col Circolo. Il tono e il registro adottati sono volutamente leggeri, niente fervorini ne chiamate alle armi. A conclusione del libro ci sono le testimonianze di alcuni soci che rendono bene lo stato d’animo con cui essi si prodigano per rendere il Circolo sempre più accogliente e attrattivo. Gerry Piccoli, per parte sua, ha capito lo spirito del libro, lo ha anzi assecondato, ne è testimonianza la copertina da lui stesso creata, una copertina si direbbe scanzonata, corredando il testo con una serie di fotografie che erano state raccolte a Iseo e alle quali egli ha aggiunto alcune delle sue che aveva in archivio o che ha scattato per l’occasione.

Le immagini sono un racconto nel racconto, ritraggono edifici pubblici e luoghi. Palazzo Vantini, la Pieve di Sant’Andrea, il castello Oldofredi, la stazione con il ponte sui binari disegnato da Vittorio Gregotti, il porto di Clusane, non come soggetti da cartolina ma come brani del tessuto urbano di Iseo. Dunque ci sono sostanzialmente due periodi che connotano il Circolo. Prima del 2012 il suo consiglio direttivo era scelto dai segretari del PCI e del PSI: dopo il 2012 esso è stato eletto ed è eletto dall’assemblea dei soci. Prima del 2012 il Circolo era frequentato quasi esclusivamente da maschi: adesso la componente femminile è in continua crescita e il Circolo, con l’ingresso di linfa nuova venuta da fuori Iseo, si è notevolmente ringiovanito.
Dal 2015 è partita l’autogestione del Circolo stesso, un’esperienza caratterizzata da alti e bassi, da fiammate di entusiasmo e da momenti di stanca, un’esperienza che però va avanti perché i soci del circolo vogliono con tutte le loro forze che questa avventura straordinaria continui.
Dalle origini ad oggi
Il Circolo viene fondato nel 1919. Chiuso d’ imperio dai fascisti il 1° novembre 1922, è in seguito usato come sala da ballo. Finita la guerra, il Circolo riapre grazie anche a una sottoscrizione di azioni promosse da PCI e PSI. Durante il periodo della ricostruzione ha sempre avuto un occhio di riguardo per coloro che erano in difficoltà. Sotto la presidenza di Bruno Belotti, per dirne una, si accollò la retta dell’asilo che avrebbe dovuto pagare una famiglia indigente. Dal dopoguerra al 2012 il Circolo finanziava regolarmente le sezioni locali del PCI e del PSI, ma sponsorizzava anche, sia pure in tempi le misure diverse, gruppi sportivi come il Basket Iseo, l’Orsa Iseo, il Volley Iseo o sodalizi impegnati nel sociale o nel campo della cultura come il gruppo “I dispersi”, la Banda Cittadina, la “Scuola di cucito” presso le suore Canossiane, la cooperativa di sostegno ai malati psichiatrici Diogene, la compagnia teatrale “La Ginestra”, l’asilo, il ricovero degli anziani all’ospedale, il Coro Isca. Adesso, a differenza di quel che succedeva in passato, è il Circolo che anziché sponsorizzare è alla ricerca di sponsor che gli consentano di stare a galla, ma succede pure che il Circolo, nonostante si trovi con l’acqua alla gola, organizzi serate per raccogliere soldi con i quali aiutare altre realtà impegnate nel sociale.
Il libro ripercorre le varie stagioni attraversate dal Circolo e dal comprensorio Sebino: il ’68, l’Autunno caldo, gli Anni di piombo, il diffondersi delle radio libere in tutta Italia. Indugia sull’apertura negli anni ‘80 dell’Arsenale, sul varo del Consorzio di tutela delle Torbiere sebine, sulla nube che da Chernobyl si spinse a minacciare il lago d’Iseo nel 1986.
Negli anni ‘90 l’inchiesta di “Mani Pulite” terremota i partiti tradizionali, il trampolino del Lido dei Platani viene tagliato a pezzi, l’osteria Piüisna perde pollaio e orticello e al loro posto si realizza un garage. All’inizio del terzo millennio, siccome nessuno sembrava volere più la grande croce di Job, tre iseani, Mauro Morganti, Gianni Franceschetti e Mino Botti, proposero di issarla sulla Balòta del Coren. Negli anni 2000 sorgono a Iseo tre successivi comitati antirumore. Dall’arrivo sul lago del Premio Nobel Franco Modigliani nasce l’Istituto Iseo (istituto di studi per l’economia e l’occupazione) che darà vita, dal luglio 2004, all’Iseo Summer School, e farà conoscere Iseo come “il paese dei premi Nobel”. Negli anni dal 2007 al 2012 al vertice del Circolo si alternano Luciano Paiola e Achille Gasparotti.
Ad Agosto del 2012 il Circolo si trasferisce in vicolo Pergola 7. E’ allora che nel Circolo entrano giovani di altri paesi e le donne scoprono che il Circolo può essere un posto interessante. Nell’estate del 2015, in seguito all’abbandono della banconiera, il presidente Adriano Pirotta propone di autogestire il Circolo. E’ però un’autogestione un po’ spuria perché a libro paga ci sono ancora figure professionali quali i cuochi e il barista. La differenza delle regole di ingaggio fra stipendiati e volontari è all’origine di qualche tensione di troppo. Da allora è un’altalena tra entusiasmi e oscuramenti fino all’aprile del 2019 quando, subentrato alla presidenza Claudio Bosio, si decide che l’autogestione si debba reggere esclusivamente sul volontariato. Il Circolo incappa infine nelle secche del Covid-19. il biennio 2020/2021 è il “biennio buio” del Circolo. Le restrizioni sono applicate scrupolosamente e il Circolo, che chiude per mesi, rischia grosso.
Adesso il Circolo è tornato a essere un punto di riferimento frequentato da un numero considerevole di persone e ogni fine settimana sono previsti eventi e cene.
La parola al Presidente
Questo libro è nato dal desiderio di raccontare il Circolo dei lavoratori e la recente esperienza dell’autogestione ma anche dalla voglia di parlare un pò delle vicende del paese e delle persone che ci hanno vissuto e ci vivono, senza dimenticare il contesto circostante e, per cenni, quello nazionale ed internazionale.
Al Circolo prestano il loro tempo libero suppergiù 40 volontari, ciascuno con una propria mansione, un proprio perchè, una propria storia, ma tutti con un comune obiettivo: dare gambe a parole e concetti che troppi pronunciano solo per farsi belli o per “far prendere aria ai denti”.
Il Circolo è stato costituito nel 1919 come dopolavoro ferroviario, spazio di svago ma anche di fermento politico, sopravissuto alla devastazione di squadristi fascisti nel ’22, riaperto col nome di Circulì e inviso ai benpensanti che gli cucirono addosso l’appellativo di “Cà del Diàol”, ma sempre punto di riferimento per chi voleva farsi un calice di buon vino, una scodella di trippa, un cartoccio di bertagnì, una partita a carte o biliardo e leggersi a scrocco l’Unità, l’Avanti, il Brescia, il Manifesto.
Ex “covo” di comunisti e socialisti, è da sempre un luogo aperto, un luogo di democrazia. Oggi i suoi volontari lo ripetono in coro:
“Chi entra qui, anche se non conosce nessuno, deve potersene andare sorridente e aver fatto delle amicizie”.
Il Circolo ha cambiato sede ma non finalità e ora più che mai coloro che lo fanno vivere, le volontarie e i volontari che dall’autunno 2015 si alternano al bancone o ai fornelli, alla consolle dell’impianto voci o sul palco per suonare o recitare, gli invisibili delle pulizie o i conferenzieri, operano e si esibiscono senza alcun compenso. Tutti gli incassi vanno a coprire l’affitto e le spese di gestione perchè qui devono continuare a trovare “asilo” non solo le idee ma anche tutti quelli che vogliono semplicemente stare in compagnia o leggersi un libro.
Il Presidente Claudio Bosio

