Iseo e l’identità che se ne va

Iseo e l’identità che se ne va

Non c’è più un cinema, pochi vanno in chiesa, osterie e ristoranti sono turististicizzati. Resta un solo luogo sacro per la comunità: la piazza, l’agorà’, il cuore del paese. Pochi sono i paesi che possiedono questo millenario punto di incontro e noi l’ebbimo e l’abbiamo, come direbbe Toto’.

Ma un pomeriggio di ferragosto è stata interrotta una festa, un evento sociale, per “schiamazzi diurni”. È stata interrotta una messa laica, un incontro della comunità, una cerimonia millenaria.

Come interrompere 4000 anni fa la realizzazione dei Pitoti perché il picchiettio dei sassi faceva rumore.

Hanno fermato la cerimonia e mi hanno fatto capire di essere ricco.

Devo ringraziare questi “pitocchi” che ignorano la fortuna e la ricchezza di vivere in una comunità sociale, culturale, tollerante e fraterna, capace ancora di con-vivere con chi è diverso culturalmente, politicamente anagraficamente e sa ridere e divertirsi anche con chi è diverso.

Chi vive ad Iseo dovrebbe essere capace di capire anche questo.

Flaminio Pezzotti (Flam) – Iseo