Immaginatevi il nostro lago nei primi anni ’50, A Vello un bimbo vispo e curioso seduto sulla canna di una bici chiacchiera e sorride col nonno. Ama tantissimo suo nonno, perché a differenza di tanti amici, lui può andare a vedere gli spettacoli dei burattini nei paesi vicini. Quello stesso bambino in prima media riceve in regalo 5 burattini, che ha conservato come gioielli, preziosi, unici e introvabili, serbandoli con riguardo in una scatola di scarpe .
Quel bambino ora ha 60 anni, ha fatto per anni il barista ed è da anni presidente del Basket Iseo nonché un instancabile collezionista, presidente del sodalizio Amici del Teatro Minimo, e della famiglia di burattinai Muchetti di Adro che hanno lo scopo di promuovere la conoscenza dello spettacolo popolare di burattini, marionette e pupi. La sua straordinaria forza di volontà e la sua competenza sono state messe al servizio di tutti noi, perché per lui la responsabilità sociale è importante, ha sinceramente l’animo di colui che vuole stare vicino alla gente, condividere, imparare, scoprire e sono sicura, gli occhi sono gli stessi di quando andava in bici a vedere gli spettacoli dei burattini. Quei 5 burattini li conserva ancora, insieme a migliaia di pezzi, pezzi che vanno dal ‘700 ai giorni nostri, ha una libreria di 4800 libri sui burattini di cui 3000 li ha letti tutti e quelli rimasti non sono altro che riduzioni di quello che ha già letto; in Francia, ha collezionato oltre 700 cartoline e francobolli sui burattini.

Ma non gli è bastato, grazie ad Ambasciatori e Direttori di Istituti di Cultura è riuscito a varcare i confini partendo dalla terra bresciana, in tante città italiane per poi sbarcare in Europa, iniziando dalla Lituania, San Francisco, Costa azzurra e Lisbona. Non è l’unica passione, è’ anche collezionista di dischi di Peppino di Capri e di tutto quanto riguarda PINOCCHIO a cui ha dedicato uno splendido volume tradotto in italiano e francese con l’apporto di numerosi artisti che hanno reinterpretato il fantastico burattino di Collodi.
Ora, in occasione di “Natale con Gusto”, aprirà le porte dell’Arsenale di Iseo animando le stanze di maschere, burattini e marionette per la mostra “I figli dei sogni” che dal 3 dicembre fino a fine aprile 2012 riprenderanno vita e si metteranno in mostra per insegnarci a riprendere i nostri sogni. Impresa non facile, quasi una sfida per costi, spazi, scarso sostegno e nessuna forma di promozione da parte del Comune, ma Bruno Poieri con la sua determinazione riuscirà a farci riscoprire quel contatto tra passato e futuro che dimostra poeticamente che non vi è mai stacco generazionale. Tra gli obiettivi c’è anche uno scopo didattico rivolto alle scuole per riuscire a tramandare ai giovani la fiamma di questa cultura.
Ascoltando Bruno nasce immediatamente il desiderio di sapere tutto, e le cose da sapere sono tante. Lo spettacolo dei burattini è generalmente rappresentato all’interno di un casotto di legno, detto castello. Il burattino è quel pupazzo con il corpo di pezza e la testa di legno o altro materiale, che compare in scena a mezzo busto, mosso dal basso, dalla mano del burattinaio, che lo infila come un guanto. Il burattino va distinto dalla marionetta, che compare in scena a corpo intero ed è solitamente mossa dall’alto tramite dei fili. In tal senso Pinocchio è chiamato “impropriamente” burattino da Collodi. Pinocchio infatti è una marionetta, che si muove però senza fili come un automa. Diverso è anche il rapporto che intercorre con l’animatore: mentre la marionetta è manovrata a distanza, grazie all’ausilio di un complicato congegno meccanico composto da una crociera e dei fili, il burattino è a contatto diretto con l’uomo, che gli trasmette una fisicità immediata. Gioppino è una maschera, tipica della bergamasca. La sua principale caratteristica fisica sono tre grossi gozzi, da lui chiamati “le sue granate” o coralli, che ostenta non come un difetto fisico, ma come veri e propri gioielli. Ha assunto, tuttavia, anche una connotazione negativa, inaffidabile, manovrato dagli altri senza personalità tanto che nel linguaggio comune si suole dire fare la figura del Giupì. L’opera dei Pupi invece è un aspetto della tradizione e della cultura siciliane ed è degnamente ricordata come un mezzo di esaltazione della rivolta del povero e della trasmissione di comportamenti spavaldi in difesa dell’onore.

Ma la vera anima di queste maschere è il burattinaio. La tradizione dei burattinai italiani ha il suo massimo sviluppo nell’800. Il burattinaio ha sempre mani da pianista, è un fuori classe. Il burattinaio deve essere di volta in volta: falegname, scultore, scrittore, musicista, pittore, sarto, elettricista, tecnico del suono. Intanto deve dar voce ai suoi burattini: sia che lavori da solo, sia che ricorra all’apporto di aiutanti. Tutte le voci, in genere, appartengono a lui; egli quindi deve padroneggiare l’intero copione e, di volta in volta, esprimersi con voce maschile o femminile, da anziano e da giovane, da mago e da stregone, da orientale, da drago, da orco, da diavolo … Bruno Poieri ha soprattutto dato voce al diavolo per il suo timbro grave e profondo. Lo spettacolo portato in scena è sempre stato basato su un contatto sincero, su una adesione immediata ai reali problemi della gente, la prima satira politica veniva portata in scena proprio su quei teatri . Si spiega così la presenza, nelle più diverse regioni del nostro paese, di burattini che rappresentano tipi locali, ed ironizzano, anche attraverso un eloquio dialettale, i problemi reali delle persone. Problemi di cui il burattinaio ha una conoscenza puntuale, derivante dalla osservazione attenta della vita di tutti i giorni. Il burattinaio infatti la gente e i luoghi li conosce perché il suo è un mestiere per natura girovago: è lui che va a cercarsi il pubblico, nei paesi, nelle frazioni, nei cascinali più isolati. Fino a qualche decennio fa, i burattinai si spostavano su un carretto di paese in paese, di piazza in piazza, nei giorni di festa, di fiera, di mercato. Si mangiava all’osteria e si dormiva nei fienili. E il pubblico era sempre numeroso: infatti prima che il cinema e la televisione mettessero in crisi i teatri e le varie forme tradizionali di spettacolo, le rappresentazioni dei burattini erano l’ intrattenimento pubblico più seguito dal popolo, da spettatori di ogni ceto e di ogni età, se non altro perché il burattinaio poteva arrivare dappertutto. Spesso il burattinaio si associava con altri “operatori” girovaghi e il suo spettacolo serviva come richiamo allo svolgimento di attività dal contenuto più “commerciale”, il nostro marketing attuale praticamente. Bruno ci ha confessato che ci potrebbe essere a breve anche la possibilità di organizzare un festival internazionale di BURATTINAI E MARIONETTISTI a Brescia dal ‘600 ad oggi.
Bisogna sapere che le radici del nostro teatro stanno nella Commedia dell’Arte di cui Goldoni è il massimo esponente. Lo Zanni è un personaggio fra i più antichi della Commedia dell’Arte. Il nome di Zanni, come Zuan, è una versione veneta del nome Gianni, un nome molto diffuso nel contado veneto-lombardo. La stessa commedia dell’arte ai sui primordi, alla fine del XVI secolo, veniva definita anche Commedia degli Zanni. Ben presto la maschera di Zanni lasciò strada a servitori che divennero più importanti con nomi propri che li distinguessero tra loro nel corso della storia della commedia dell’arte. Quindi nacquero Pulcinella, Brighella, Arlecchino, Pulcinella Truffaldino e tutte le maschere che hanno colorato la nostra vita.
Ora vi confesso che in anteprima mi è stata aperta quella porta magica. Entrerete in un mondo fantastico e colorato, se tenderete attentamente le orecchie e aguzzerete la vista, vedrete tutte quelle facce, buffe, cattive, scrutatrici, dolci o sguaiate tornare a muoversi. I loro occhi inizieranno a prendere vita, in silenzio osserveranno ogni vostro passo, poi nell’altra stanza le vedrete ballare incuranti di voi, mentre poco più in là due soldati si sfideranno con le loro spade. Gioppino comincerà a canzonarvi, mentre Teresina con malizia comincerà a corteggiarvi. Vedrete i Pupi siciliani combattere contro i Mori, e cento diavoli che vi tenteranno, vi plageranno, ma voi non ci cascherete. Si aprirà un baule magico, come quello dei tesori nascosti e vi salteranno incontro centinaia di Pulcinella, uno con la faccia di Totò, l’altro che v’offrirà il caffè con la caffettiera napoletana mentre alle vostre spalle, qualcuno vi dedicherà una serenata e solo voltandovi scorgerete Pulcinella col suo mandolino che vi strizza l’occhio.

