Provenendo dalla Franciacorta (Franca Curtis, zona franca dove gli ordini monastici non pagavano le tasse) si entrava in Iseo dalla “Porta del Campo”. All’inizio di questa via due lapidi esposte su una casa d’angolo indicano il “Mier”, termine che indicava l’appartenenza al 9° distretto e la distanza, in miglia (il mier) di Iseo dai paesi più vicini.
Sulla sinistra una piazza con porticciolo: piazza Salmister, luogo dove veniva raccolto il salmistro per la Serenissima, per più di trecento anni padrona del territorio.

Continuando verso il centro, dal medioevo e fino al 1840 si trovava, appunto, la Porta del Campo, dove cominciavano le mura di Iseo che finivano ai Bastioni del Dom (la battigia, il bagnasciuga del lago). All’interno delle mura vicoli con nomi suggestivi: Millefiori, delle Stalle, delle Scodelle (col ghetto ebraico e i forni delle ceramiche), Porto Cappuccini, Porto Oldofredi, il volto di entrata di un delizioso vicoletto oggi chiuso e senza nome. Vicolo Millefiori: una grande Torre, un volto imponente, un pozzo, scale in pietra, tracce di antiche mura, di broli, silenzio e profumi scomparsi.

